Una serata di musica, umanità e speranza nella casa di reclusione di Milano Opera: Riccardo Muti ha diretto l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini con gli strumenti del mare, realizzati dal legno dei barconi dei migranti nei laboratori di liuteria del carcere. Standing ovation per il coro dei detenuti sul Va’, pensiero. Tra gli ospiti anche Achille Lauro, che ha parlato dell’arte come occasione di rinascita.
La musica entra in carcere
Nel teatro della casa di reclusione di Milano Opera, ristrutturato per l’occasione, la musica ha aperto uno spazio inatteso di ascolto e condivisione. Riccardo Muti ha diretto l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in un concerto intenso, carico di simboli, parole e silenzi. Una serata che ha messo al centro i detenuti, non come pubblico passivo ma come parte viva del racconto.
Gli strumenti del mare, dal naufragio al suono
A colpire, prima ancora delle note, sono stati gli strumenti: violini, viole, violoncelli e persino un nuovissimo clavicembalo costruiti con il legno dei barconi dei migranti. Nascono nei laboratori di liuteria del carcere, grazie alla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti presieduta da Arnoldo Mosca Mondadori. Un progetto che trasforma la materia della tragedia in possibilità di lavoro, rieducazione e bellezza. Il primo violino, benedetto da Papa Francesco nel 2022, è diventato nel tempo un vero emblema
“Qui più spiritualità che fuori”
Non sono mancate le riflessioni del maestro, profonde ma mai solenni, spesso attraversate da un’ironia lieve. «Ho trovato molta più emotività, creatività e profonda spiritualità qui che fuori dal carcere», ha detto Muti al termine del concerto, sintetizzando il senso di un’esperienza che ha ribaltato ruoli e prospettive.
Il coro dei detenuti e il Va’, pensiero
Il momento più intenso è arrivato nel finale, con il Va’, pensiero di Verdi. Protagonista il coro La Nave di San Vittore, formato anche da detenuti, che hanno cantato abbracciati, visibilmente commossi. Prima, la lettura di poesie e testimonianze scritte dagli stessi reclusi ha trasformato il concerto in un racconto corale, dove la musica dialoga con la vita reale.
Approfondimento
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Le Vie dell’Amicizia
L’evento si inserisce nel progetto Ravenna Festival – Le Vie dell’Amicizia, nato nel 1997 e da anni impegnato a portare la musica nei luoghi del dolore e del conflitto. Dopo Lampedusa e Ravenna nel 2024, Milano Opera diventa una nuova tappa di questo percorso di solidarietà.
Achille Lauro tra gli ospiti
Tra le presenze più attese, Achille Lauro, che ha assistito al concerto e poi incontrato i detenuti uno a uno. «Il carcere è un luogo difficile, ma anche qui si può ritrovare se stessi, soprattutto attraverso l’arte», ha detto, parlando di rinascita personale. Prima di lasciare la struttura, l’incontro con Muti in un camerino improvvisato e uno scambio di battute tra musica di ieri e di oggi: un dialogo simbolico tra generazioni e linguaggi.