Flaminia presenta il singolo Al Porto: il video

Musica

Il brano è un invito a lasciare che la memoria ci guidi, ad accettare il cambiamento e, nonostante i venti contrari, riuscire sempre a ritrovare il nostro centro
 

IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA

Al porto è nato come una raccolta di lettere che ho scritto per non perdere ciò che conta, per dare voce a ciò che resta e a ciò che ritorna, anche quando la vita mi chiede di muovermi, cambiare, lasciare andare. Ogni brano è una lettera che ho affidato alla musica per trattenere un incontro, una mancanza, una verità fragile che temevo potesse sfuggirmi. Sono appigli emotivi, tracce sottili che mi riportano al mio centro quando tutto sembra trascinarmi altrove.

Nel video di Al porto ho voluto tradurre in gesto e immagine questa geografia interiore. La scena è essenziale: io, seduta su una sedia, come un asse, un’ancora, un punto fermo in un mondo che non smette di girarmi attorno. Tre figure si muovono intorno a me: per me rappresentano il “fuori”, ciò che la vita porta senza preavviso — relazioni, aspettative, pressioni, urgenze. I loro movimenti, all’inizio bruschi e quasi violenti, destabilizzano il mio equilibrio, incrinano il mio respiro. Ma è proprio in questa frizione che riconosco la trasformazione.

Con il fluire della musica, che non accompagna soltanto ma guida il racconto, i loro gesti cambiano: diventano più morbidi, più fluidi, quasi a suggerire che anche il fuori, se accolto e ascoltato, può smettere di ferire. Dal conflitto nasce un dialogo; da un contatto che inizialmente graffia si apre la possibilità di una relazione che sostiene. Attraverso il linguaggio dei corpi racconto un processo interiore che è anche il mio: la capacità di restare centrata senza chiudermi, di trovare un porto non nel rifugio solitario ma nella presenza consapevole, nella danza continua tra ciò che sono e ciò che il mondo mi chiede di diventare. È una metamorfosi silenziosa, che vibra: un ritorno graduale a me stessa, un riavvicinamento che ha il sapore prezioso delle cose ritrovate.

Il disco da cui tutto è partito segue la stessa logica emotiva. Le lettere che ho scritto non appartengono a un destinatario preciso; sono rivolte a chiunque abbia sentito il bisogno di fermarsi per ricordare, per trattenere un’emozione o un’immagine che rischiava di dissolversi. In un tempo in cui tutto scorre troppo in fretta, la lettera è diventata per me una forma di resistenza gentile: uno spazio in cui guardarmi con onestà, lasciare emergere le mie fragilità, dare valore a ciò che mi ha plasmata. Al porto è un invito che rivolgo a me stessa e a chi ascolta: lasciare che la memoria ci guidi, accettare il cambiamento e, nonostante i venti contrari, riuscire sempre a ritrovare il nostro centro.

Spettacolo: Per te