Stefano Ricci Explorer, la Tanzania come meta e fonte di ispirazione

Spettacolo

Nicoletta Di Feo

Flash ci accompagna all’interno della Galleria Doria Pamphilj per scoprire la nuova collezione Primavera Estate 2027 di Stefano Ricci e la terra che l’ha vista protagonista nel nuovo capitolo del progetto Explorer, la Tanzania

C’era tutta la famiglia Ricci ad accogliere la stampa in via Bocca di Leone. Perché in una delle vie più esclusive della capitale ha inaugurato la nuova boutique del brand fiorentino. 180 mq in un prestigioso palazzo vincolato dalla Soprintendenza delle Belle Arti, che segnano la conquista del brand di Roma.

“Oggi l'apertura di un nuovo negozio Roma è un ulteriore tassello”, ci spiega l’AD Niccolò Ricci, . “Roma era per noi un obiettivo, ci abbiamo lavorato tanto, abbiamo trovato una bellissima location e oggi siamo molto felici di aver ospitato tutti in questa nostra nuova casa romana.”

Nonostante il 2025 sia stato un anno complicato per il settore del lusso, Stefano Ricci continua ad investire in progetti che rafforzano il posizionamento internazionale, guardando anche a Batumi in Georgia e a Città del Messico. Abbiamo aperto dei nuovi negozi, un nuovo stabilimento, abbiamo aperto una nuova fabbrica di metalli e sinceramente andremo sempre avanti nell'aprire le nostre boutique che sono un po’ il nostro biglietto da visita nel mondo.”

Pochi passi più in là, tra i capolavori di Caravaggio e di Velasquez della Galleria Doria Pamphilj, ha sfilato la nuova collezione Stefano Ricci per la primavera estate 2027. Una collezione ispirata alla Tanzania, meta anche della nona missione Explorer.

Stefano Ricci Explorer

La passione di Stefano Ricci per il viaggio guida ormai da tempo il racconto della sua moda. Ed è la Tanzania la destinazione scelta questa volta per ambientare la campagna della nuova collezione con le foto della celebre documentarista Ami Vitale, raccolte ora in un libro.

“Dalla valle dei Re alla Tanzania, in mezzo Le Galapagos, il Cile e la terra del Fuoco, l’India, la Mongolia, la Patagonia, l’Islanda, il Perù, la Cambogia. Sono luoghi che abbiamo raccontato ai nostri amici e ai nostri clienti per spiegare che Stefano Ricci va andiamo la moda”, ci spiega Niccolò Ricci. “La collezione è presente nel nostro racconto, ma non è protagonista. Credo che oggi la capacità di emozionarsi e di meravigliarsi sia la componente principale nelle nostre vite”.

Tanzania come meta, ma anche come ispirazione.

“Il progetto Explorer nasce per raccontare la moda attraverso gli occhi di chi racconta la natura e ispirare proprio la collezione, tutta la ricerca parte proprio dai colori dei luoghi che abbiamo visitato”, ci racconta Filippo Ricci, direttore creativo del brand. “Il racconto avviene attraverso le location iconiche della Tanzania: il N’Gorongoro, il Serengeti, il parco del Tarangire e ovviamente chi ci ha accompagnato in questo viaggio, i Masai, gli Hadzabe, tribù fantastiche che ci hanno raccontato la loro cultura e ispirato per i nostri.”

E così tra gli immensi baobab, la foreste e la savana della Tanzania nasce una collezione che in quella terra ha trovato la sua più profonda ispirazione. C’è il bianco del Kilimanjaro, il blu tanzanite, l’arancio e il mattone della savana. C’è la sahariana, in cotone Giza 45, in lino o in mischia ricercata con lane iperleggere; ci sono gli antichi disegni Masai e le sete che richiamano quelle camicie che tempo fa Stefano Ricci creò per Nelson Mandela, divenuto un “amico speciale”. Ma soprattutto c’è la leggerezza e l’incontro tra l’artigianalità italiana e culture differenti.

Moda e sostenibilità

La Tanzania è anche la meta del nuovo progetto di responsabilità sociale e ambientale di Stefano Ricci. Nell’ambito del progetto SR Explorer, è stato infatti raggiunto un accordo per il sostegno al Jane Goodall Institute Tanzania, che prevede il supporto ai programmi di alta specializzazione nella ricerca dedicata agli scimpanzé, con l’obiettivo di contribuire alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia di una delle specie più emblematiche del pianeta.

“Ogni progetto Explorer si lega alla sostenibilità”, ci spiega Filippo Ricci. “Tanti parlano di sostenibilità, noi andiamo direttamente sul territorio a raccontarla e a fare delle partnership legate alla ricerca. Questa volta con il Jane Goodall Institute Tanzania. Jane Goodall ha rivoluzionato il concetto di studio sui primati. Per quarant'anni ha studiato gli scimpanzé e tutt'oggi, anche se lei non c'è più, il suo research center porta avanti il suo know how.”

 

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