Simba La Rue è uscito dal carcere

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Il Tribunale del Riesame ha sottoposto il trapper alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Durante il processo di Appello sulla rissa con sparatoria del luglio 2022 in Corso Como, a Milano, l'accusa ha però chiesto la conferma della condanna in primo grado a 6 anni e 4 mesi

Simba La Rue è uscito dal carcere. Il Tribunale del Riesame ha accolto l’istanza dell’avvocato Niccolò Vecchioni e ha stabilito che il trapper, vero nome Mohamed Lamine Saida, 21 anni, sarà sottoposto alla sola misura cautelare dell’obbligo di dimora. Intanto il 4 giugno, nel corso del processo d’Appello con rito abbreviato per la rissa avvenuta nel luglio 2022 in zona corso Como, a Milano, dove due giovani senegalesi erano stati gambizzati, la sostituta procuratrice generale di Milano Daniela Meliota ha chiesto la conferma delle condanne attribuite in primo grado nel novembre 2023 al trapper (6 anni e 4 mesi), al collega Baby Gang (5 anni e 2 mesi), che è di recente tornato in carcere, e ad altri sei loro amici, compreso Faye Ndiaga (5 anni e 8 mesi), che aveva materialmente gambizzato i due giovani. I giudici di primo grado avevano riconosciuto tutte le imputazioni di rapina, rissa, lesioni gravi e detenzione di arma clandestina. La difesa aveva però puntato sul fatto che potesse cadere il reato più grave, la rapina. Quel giorno il gruppo aveva portato una pistola, aveva spiegato l'avvocato Vecchioni, perché "era in corso da mesi una faida con un altro gruppo", Simba era stato "quasi ucciso nel giugno del 2022" e si sentivano "tutti dei bersagli". Non ci sarebbe sarebbe stata alcuna rapina, quindi, perché "quella notte da parte loro ci fu un tentativo di difesa". L’udienza è stata rinviata al 9 luglio. Simba La Rue aveva ricevuto anche una condanna a 4 anni in un altro procedimento sulla “faida tra trapper”.

L'INCIDENTE AL KARTODROMO E LA CUSTODIA IN CARCERE

Lo scorso aprile la Corte d’Appello di Milano aveva disposto per Simba La Rue l'aggravamento della misura cautelare dall’obbligo di dimora alla custodia in carcere, perché poche settimane prima il giovane era andato con alcuni amici al kartodromo di Rozzano. Lì aveva perso il controllo dell’auto, si era schiantato contro un palo e si era dato alla fuga. I giudici avevano evidenziato nel provvedimento di carcerazione “reiterate violazioni” gravi e una “totale incapacità di autocontrollo dell’imputato”, che aveva documentato l’arrivo dei carabinieri in una story Instagram: “Mi stanno portando via, a presto fam”.

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