Roberto Casalino: "In amore non devono esserci regole, tutto deve venire naturale"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

L'album Dieci Piccole Ragioni verrà presentato dal vivo in due speciali concerti-evento, il 13 ottobre al Largo Venue di Roma e il 26 ottobre all'ARCI Bellezza di Milano. L'INTERVISTA

Dieci Piccole Ragioni è un percorso nella vita del cantautore Roberto Casalino che raccoglie le esperienze e le consapevolezze raggiunte negli ultimi anni. È un album sull'amore verso se stessi, un percorso che passa attraverso la comprensione, la compassione e il perdono. Dieci frammenti di vita in cui il bianco e nero si alternano a un accenno di colore in continuo divenire. Nuove consapevolezze che assumono, man mano, una tonalità diversa.

Roberto partiamo dal titolo, Dieci piccole ragioni: in un mondo guidato dall’esteriorità e dai social tu scegli l’auto-analisi in forma di musica. Ti senti una anomalia in questa società?
Abbastanza ma lo scopo di fare musica è sempre spinto dll’urgenza di dire e dirmi delle cose. Scrivere una canzone è una seduta di terapia, mi racconto a volte emozioni che non sto ancora provando, a volte la pancia è avanti rispetto alla testa. Il disco deve rappresentarmi e piacermi anche tra cinque anni. L’autenticità deve arrivare.
Sei sicuro che dal tritacarte si può uscire diversi? E se si esce peggiori?
Anche peggiori ma conta non rifiutare la tua personalità e il risultato dell’esperienza. Devi imparare ad amare quel te figlio delle vicissitudini e delle scelte fatte o subite.
Sei migliore o no trasmette un senso di sospensione, di non detti: è la versione contemporanea della gucciniana “parole argute dette sempre troppo dopo”?
Sì, potrebbe. Mi sono interrogato e ho creato la canzone, scritta per mio fratello quando è mancato nostro padre e c’erano dei vuoti; esterna cose che non sono riuscito a spiegargli e se non ci sono riuscito è perché non ho fatto abbastanza. Ci sono cose per le quali non ci sono spiegazioni. Ti guardi allo specchio e non sai se ti piaci.
Popcorn sono due persone che vanno a velocità diverse, tra un tempio e un cinema all’aperto e pure che ci piove dentro. Quindi sono popcorn scoppiettanti o scoppiati?
Scoppiettanti perché da una parte c’è la stabilità dell’altra persona, dall’altra io preso da mille turbamenti ed emozioni contrastanti: spesso sono stato auto-sabotatore delle mie relazioni.
“Non voglio fare la cosa giusta ma quella che mi rende felice”: possiamo chiamarlo sano egoismo?
Sì. Ho imparato a esserlo mi prima mi facevo trascinare troppo dai sensi di colpa figli di una educazione cattolica o dal volere essere somigliante a quello che si aspettano da te. Bisogna non uniformarsi ma costruire il proprio concetto di identità.
Sono più le fughe messe in atto o quelle immaginate che ha studiato il tuo cuore?
Purtroppo quelle immaginate sono di più, le altre non ero pronto o non ne ho avuto il coraggio. Le immaginate mi facevano respirare. Se oggi voglio sottrarmi al tossico lo faccio subito.
“Dicono che sia questo il mese più freddo dell’anno”: ma non dici quale nella canzone: è soggettivo? E’ questa la libertà di scegliersi ogni giorno, non guardare il calendario?
Il mese freddo è quando si è dato troppo spazio al silenzio in una coppia e c’è sensazione di freddo. Non concedo ossigeno al silenzio, bisogna affrontare tutto subito e godere del privilegio di scegliersi ogni giorno. Questa canzone è una dichiarazione d’amore.
Per Lucio Dalla sarà tre volte Natale, tu proponi tre autunni: cosa è meglio?
Non amo il natale, preferisco gli autunni che mi staccano dallo stress dell’estate e sono la mia stagione preferita. Sono un po’ più grigio. Quando una persona ti manca un giorno per me sono tre autunni: parlo di mancanza fisica ed emotiva.
Oggi il tuo coprifuoco ha delle regole? Le rose sulle gambe continuano ad appassire o ora sono fresche?
Oggi sono fresche. Non devono esserci regole, deve venire tutto naturale. Ci sono regole implicite che due persone si danno senza imporle, due anime camminano sullo stesso binario.
Quale è l’ultima parola messa fuori posto che hai pronunciato? E quando l’ultima che hai difeso una tua idea?
Non offendo ma quando sono stato messo spalle al muro ho risposto alle offese e non è giusto, la bocca non deve sporcarsi dalle stesse parole che ricevi. Invece l’idea come unicità la difendo ogni volta che mi trovo a prendere decisioni. Non mi faccio sopraffare dall’idea che gli altri hanno di me. Cerco di essere naturale e non artefatto, mi racconto al 99 per cento.
La sensazione è che in tutte le canzoni ci sia almeno un elemento dove ti rimproveri di non avere avuto cura verso una persona o il prossimo: è così? Si nasce spogli ma crescendo si aggiunge…ma in che direzione?
La cura non è stata verso di me e se non mi valorizzo io gli altri non lo fanno. Amore e rispetto devoo sgorgare prima da te stesso. Le esperienze si azzerano, ci svuotiamo e mi piaceva l’dea di rinnovarsi, questo è un ciclo di rinnovo che non ha una età e lo senti.
Continui a guardarti allo specchio e a porti la vexata quaestio oppure sei diventato fatalista?
Molto fatalista e mi aiuta soprattutto perché ho un bisogno estremo di controllare mentre in terapia ho imparato a lasciare andare le cose: se non controllo niente lascio andare. Vale anche per il lavoro, io devo scrivere senza pensare alla vita dei brani.
Che accadrà nelle prossime settimane a parte i due concerti annunciati?
Al momento ho scelto solo due date. Vivo i live con ansia perché non ho la percezione del pubblico che trovo. Parto con due eventi e poi avanzerò a piccoli passi ma in piccole realtà dove mi vivo meglio tutto. 

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