Arisa, tra spiritualità e carnalità seduce con Ero Romantica

Musica

Fabrizio Basso

Undici canzoni che oscillano tra i peccati capitali e la sobrietà dell'anima. Un altro atto di coraggio di una artista che per la prima volta nella sua carriera pubblica da indipendente con la propria label. L'INTERVISTA

Ero Romantica non a caso è un ragionamento al passato. Perché ascoltando le 11 tracce dell'album, quell'aspetto sembra se non accantonato, almeno sospeso. E infatti il nuovo lavoro di Rosalba è in bilico fra romanticismo e urgente bisogno di libertà, carnalità e spiritualità: a volte sofferto e struggente, in altri momenti sfacciato e disinibito, in una sorprendente alternanza fra malinconiche ballate d’amore e sfrenati ritmi dance anni ’90, acrobazie vocali e, finanche, fraseggi rap. Un dualismo espresso già dalla separazione in due blocchi fra le canzoni più scatenate e elettroniche e quelle più lente e sentimentali, come in un ideale lato A e lato B. Un dualismo che si ritrova anche nelle due cover: una stile black and white che mostra una Arisa femme fatale in versione sexy punk, l’altra è un primo piano marcato dai tormenti del cuore.

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Rosalba è il primo disco in cui ti vediamo interprete, autrice e discografica, è un disco con doppia anima e doppia copertina. E un titolo che stranisce.

Ero romantica nasce dall’idea di descrivere un essere umano in tutte le sue sfaccettature. A volte si fa l’errore di etichettare e pensare che una persona abbia solamente una immagine mentre dipende dai momenti e da cosa stiamo vivendo in un determinato periodo. Non siamo una sola cosa. Qui racconto ogni parte di me, la parte erotica e la parte romantica, quest'ultima intesa come sentimento di giustizia, come rappresentazione della saggezza del genere umano. Qui c'è tanto cuore.

Dunque non sei più romantica?

Il titolo è un gioco di parole. Mi sarebbe piaciuto erotica e romantica ma era un titolo forte e non scordiamoci che siamo in Italia dove nessuno ti dice che è troppo forte, semplicemente non te lo passano. Ero Romantica mi pare un buon compromesso. Io comunque ero più romantica prima, crescendo il romanticismo appare infantile e viene sostituito dal senso della realtà.

Dal punto di vista musicale, il disco è diviso in due. La prima è composta da pezzi brevi ed elettronici, la seonda si ammorbidisce: che accade?

I testi non sono tutti miei, lo sono Altalena e Ortica sono miei. Ho scelto brani in cui c’è molto di me, che mi raccontino al 100% in questa fase della mia vita. Le due parti sono per agevolare l'ascolto: in base all'umore si può scegliere.

Non temi che l'esuberanza di certe tue immagini renda piccola la cantante?

Se le mie canzoni fossero una cosa diversa da quello che vivo, avrei quel timore. Ma ti assicuro che tutto quello che troverai sul disco, sui social o in televisione...sono io.

Scopriamo una Arisa discografica.
Ero stufa di fare solo alcune cose, non ero contenta e ho pensato di mettermi in proprio. Sono una etichetta che tratta me e basta, per fare quello che penso e vedere se funziona. Sai io mi sento molto grata per la voce che ho e che mi permette di essere qui. Sono sempre stata appassionata del suono e della voce dei “non cantanti”, perché meno c’è tecnica e più arriva al cuore.
Cose è la voce?
Il canto è un’espressione dell’anima. Personalmente non uso alcuna tecnica particolare, e mi piace sperimentare per dare spazio al contenuto piuttosto che alle acrobazie vocali. Non ho bisogno di sentirmi dire brava, vorrei che le persone potessero cantare le mie canzoni sentendosi bravi. Mi piace essere una di voi.

La libertà è un elemento cardine di Ero Romantica, oltre che della tua vita. Oggi si parla molto di libertà legata ai vaccini: sei favorevole?

Sono per la libertà assoluta, ma non deve invadere o far male agli altri. Il vaccino si è capito essere fondamentale per ripartire. Le nostre scelte non devono limitare gli altri, e penso che tutti dovrebbero pensarla così.

L’ortica, cui hai dedicato una canzone proprio da te scritta, è una pianta che pizzica: ti rispecchia?

E' come una donna: se ferita diventa urticante ma se la sai prendere ti apre il paradiso. Se una donna la fai sentire amata e importante diventa il tuo paradiso. Ma se la ferisci diventa urticante.

Cosa ti ha portato a scrivere Maddalena?

Maria Maddalena è uno dei fraintendimenti più grandi della storia. Lei era una seguace di Gesù, lo ha aiutato ed è finita negli inferi come donna peccatrice. Nella mia canzone lei ritorna e viene a prendersi tutto ciò che è suo: è la fine di una ingiustizia, è la metafora di una combattente che si prende quello che le spetta. Ho sofferto per il mio precoce sviluppo, sembravo la zia dei miei compagni. Mi sono sempre vergognata del mio corpo, avevo pure paura di infastidire qualcuno. Addirittura non volevo essere guardata e solo ora comprendo che non ha senso vergognarsi di una cosa bella come il proprio corpo. Mi piacciono le imperfezioni del corpo delle donne, lo trovo molto attraenti.
Si nota la tua voglia di essere diversa. Ed è sintomo di un profondo cambiamento.
Sono cambiata. Sono molto accomodante con le persone, mi piace farle felici. Mi sono resa conto che volevo renderle felici anche quando si parlava di me e delle mie scelte. Era sbagliato perché le scelte sono mie, io sono quello che sono e se non ti va bene o non mi capisci si deve affrontare la selezione naturale. O ti vado bene o te ne vai.

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E' una definizione solo personale o anche sociale?

È una grande responsabilità. Io sono dalla parte dell’essere umano. Quando viene leso non mi piace mai. Non mi do etichette, voglio vivere in un mondo sereno e combatto attraverso la musica per realizzarlo. Poter esprimere il mio pensiero è un grande dono da utilizzare nel modo giusto anche per chi non ha voce.

Si dice che sia difficile lavorare con te, è vero?

C’è molta gente frustrata che spara sentenze senza pensare a ciò che dice. Ho subito molto la nomea di essere una pazza ingestibile. Sfido chiunque a dirmi di non essere professionale; io sono una persona serie con un senso del dovere pazzesco.

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