Oksana Lyniv, la prima donna alla direzione musicale di un ente lirico italiano. VIDEO

Musica

Bruno Ployer

foto Michele Lapini

Ucraina, con una carriera internazionale in continua ascesa, dal nuovo anno sarà direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna. Nella nostra intervista il suo sogno italiano e le difficoltà superate per affermarsi in una professione che per molto tempo è stata solo maschile

“Quando ho debuttato a Bologna non conoscevo le orchestre italiane. I miei colleghi direttori d’orchestra me ne parlavano in maniere diverse. Alla prima prova però mi sono accorta di quanto alta fosse la qualità qui al Comunale. “

A parlare è Oksana Lyniv, ucraina, con una carriera internazionale in continua ascesa. Dal nuovo anno sarà direttore musicale  del Teatro Comunale di Bologna. E’ la prima donna a ricoprire questo incarico in un ente lirico-sinfonico italiano. Si comincia il 14 e 15 gennaio per l’anteprima di stagione. All’auditorium Manzoni dirigerà il primo atto della ‘Valchiria’ di Wagner e ‘Morte e trasfigurazione’ di Richard Strauss.

"L’ Italia è un paese importantissimo per l’arte e la cultura, soprattutto per la tradizione operistica – continua la musicista-. Sognavo di potermi avvicinare al vostro Paese. Ora mi sto organizzando per avere più tempo da dedicare a Bologna, a partire da gennaio. Sono felice perché qui sono saliti sul podio Celibidache, Thielemann, Gatti, Chailly, tutti i miei direttori preferiti."

 

Quest'anno Oksana Lyniv ha conquistato le cronache , perché a luglio ha diretto con successo 'L'Olandese volante' nel festival wagneriano di Bayreuth, cha mai prima di quel momento aveva avuto una donna sul podio. Nel suo repertorio ha anche 20 opere italiane, non poche : Verdi, Puccini, Rossini, qualche titolo del Verismo e del Belcanto.

"Il repertorio italiano è il più importante della mia vita! - sottolinea Oksana-  Lo è fin dai miei esordi, quando lavoravo all’Opera di Odessa. Lì si fa molta lirica italiana."

 

La nuova direttrice musicale del Comunale di Bologna ha un gesto agile che lancia l’orchestra e uno stile incisivo pieno di personalità che non la fa passare inosservata, anche a chi ascolta a occhi chiusi. 

 

Cosa ha significato per lei essere donna nel suo lavoro?

 

"In questa professione non sei avvantaggiata se sei una donna,  bisogna superare più sfide. Era così specialmente quando ho cominciato. Bisogna dire che le giovani donne che cominciano ora a studiare da direttore d’orchestra hanno molte più possibilità e opportunità di venti anni fa."

 

In Italia lei è la prima direttrice musicale di un teatro d’opera. Che effetto le fa?

 

"Sono molto sorpresa. Pensavo ce ne fossero già. Per esempio Speranza Scapucci ha molto successo e ha un incarico in Belgio."

 

Riccardo Muti ha detto che la cosa più importante per un direttore d’orchestra è la preparazione, non è sbracciarsi sul podio. Lei che ne pensa?

 

"Sono d’accordo. Non è abbastanza fare lo show sul podio. Bisogna far diventare la musica un’immagine nella mente e nella fantasia del pubblico e questo non accade spontaneamente, bisogna prepararsi e secondo me è importante anche conoscere il compositore, i tempi in cui ha vissuto, quali erano i suoi autori di riferimento, anche le sue lettere. Questi dettagli musicologici e biografici sono importanti, ma l’ispirazione viene dal talento e dalla sensibilità dell’interprete. Un musicologo non è un direttore d’orchestra. Bisogna tradurre tutto questo con suoni e sentimento, insieme all’orchestra."

 

Anche il look però fa parte dello spettacolo. Per gli uomini c’è una tradizione, come la vede per le donne?

 

"In realtà ci sono anche colleghi uomini che cercano un look differente, come Teodor Currentzis, per esempio. Per quanto riguarda le donne, ognuna veste a modo suo. Io dico che Il nostro linguaggio è il gesto , che deve essere molto chiaro. Per questo mi piace vestire con linee definite."

 

Però lei non rinuncia al vezzo di una fascia colorata in vita...

 

"E’ per la silhouette e perché sono piccola. Guardando dalle ultime file di una grande sala si vede un’orchestra tutta nera e quindi mi piace un piccolo accento."

 

Ha intenzione di imparare l’Italiano?

 

"Sì, ho già cominciato e spero di parlarlo tra qualche mese. Ho sempre studiato i libretti d’opera, ma ora ho bisogno di fare pratica con un Italiano più moderno. La prossima intervista – ci dice nella nostra lingua- la facciamo in Italiano."

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