Riccardo Inge e il suo Venerdì da papà: il video

Musica

Un artigiano della musica ci accompagna in un mondo sereno e accompagna la sua musica con un testo esclusivo di presentazione

Mi chiamo Riccardo Inge e sono un cantautore. Scrivo canzoni da sempre,

ma solo qualche anno fa ho preso la decisione di pubblicare tutto quello che

scrivevo e suonavo già da tempo. Scelsi di chiamarmi Inge invece che usare il mio vero cognome, non per chissà quali velleità artistiche, ma solo per separare la mia vita quotidiana da Ingegnere (per davvero) dalla mia parte più artistica e fantasiosa. Inge mi permette di assumere un’altra identità pur rimanendo a contatto con la mia

parte più razionale. Inoltre fin dal Medioevo il termine ‘ingegnere’ ha avuto il

significato di congegno, creatore e capacità mentale. I cosiddetti artigiani dotati in buona misura di capacità per fare cose e risolvere problemi. Ecco, io sono questo con la musica. E sono le canzoni a risolvere i miei problemi (o almeno ci provano).

La mia passione è un vizio di famiglia. Da mio fratello a mio padre, posso sicuramente affermare che il vero colpo di fulmine fu una reunion della band storica di amici con cui negli anni ’70 mio padre suonava che innescò la voglia di fare musica insieme ad altre persone. È a lui, peraltro, che dedico l’album appena uscito. Ho sempre cercato di fare il massimo con tutta la professionalità che ci potessi mettere. Non mi sono mai tirato indietro, con l’obiettivo di non buttare fuori roba a caso, ma di dare un senso a qualunque attività, dal live al videoclip del singolo in uscita (che scrivo e curo direttamente dal brainstorming iniziale fino alla realizzazione).
 

Ho avuto la fortuna di affrontare questo difficile viaggio con persone che mi hanno dato una mano per sopravvivere in mezzo alle mille difficoltà che il mondo musicale ti porta a fronteggiare. Anche prima del Covid la situazione era critica, ma non mi sono mai perso d’animo, organizzando e trovando senza alcun booking a supporto almeno 20-25 date all’anno in cui suonare con la mia band. E così è stato anche negli ultimi mesi dopo le riaperture. È così che sono arrivato a suonare più o meno in tutta Italia, dalle spiagge siciliane ai club milanesi, tra cui locali leggendari come l’Alcatraz o

l’auditorium di Radio Italia. Con l’obiettivo di continuare a crescere per potersi togliere quelle famose ‘soddisfazioni’, manifesto della mission che questo

progetto si è posto dal primo giorno in cui l’ho solo immaginato.

Spettacolo: Per te