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Invito al viaggio, il concerto per Franco Battiato: le nostre pagelle della serata

Musica

Fabrizio Basso

Credit Francesco Prandoni

L'Arena di Verona celebra il maestro siciliano con un concerto lungo oltre quattro ore. Tra originali ensemble, réunion e esibizioni solistiche...un po' di storia della serata

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Non poteva che essere l'Arena di Verona a ospitare il tributo a Franco Battiato. Per oltre quattro ore moltissimi artisti lo hanno ricordato facendo proprie le sue canzoni. Ci sono state parecchie sorprese, a partire dalla réunion dei Bluvertigo, ma quel che ha fatto la differenza è che la commozione è stata la compagna di ogni esibizione. Una serata lunga e fredda, con frequenti cambi di palco che bloccavano un po' l'energia. E, forse, qualche canzone di troppo. Consci che saremmo andati alle ore piccole le grandi hit sono state concentrate verso la fine, quando, e che bello, la gente ha iniziato a ballare. Tutto è stato ripreso, chissà che questa testimonianza non diventi uno speciale televisivo o un album. Per altro le ultime immagini, sulle note di “Torneremo Ancora”, richiamano Sky Arte e mostrano il Maestro sulle pendici del suo Etna. Sperando che in qualche forma ritorni, ecco le pagelle dell'Invito al Viaggio - Concerto per Franco Battiato.

ARISA – PERDUTO AMOR – VOTO 6/7
Un po’ Baaria e un po’ Nuovo Cinema Paradiso. Interpretazione elegante, tailleur scuro e camicia bianca. Commozione forte nello iato di attesa per Musikanten con alle spalle immagini gattopardesche con sfumature del segreto del bosco vecchio.

SONIA BERGAMASCO E CRISTINA BAGLIO – VOTO 7+
Un recitato con Soprano. Che ci accompagna nel ventre profondo dell’Etna.

MORGAN – COME UN CAMMELLO IN UA GRONDAIA – VOTO 8
Già il titolo è una poesia. Totemico nel suo muovere le braccia come dovesse spiccare il volo. E poi diciamolo, se c’è uno che può permettersi lo smalto è Marco Castoldi, sempre un passo avanti anche quando la vita lo morde dietro.

EMMA – L’ANIMALE – VOTO 7
Brano ermetico ma non all’Arena dove la voce di Emma lo scioglie in una invocazione laica che riempie ogni silenzio, anche quello dei posti vuoti e quello che si insinua sotto le mascherine.

SIMONE CRISTICCHI – LODE ALL’INVIOLATO – 7/8
Uno dei testi più intimi e profondi del Maestro. Presentato con ieraticità.

RAGHUNATA MALET - LUNA INDIANA - 7
Dal sitar a una danza antica accompagnata da violini che scavano le pietre. Se dovessi pensare a un luogo dove trovare, oggi, Franco Battiato, è qui, in questo misticismo avvolgente.

PAOLA TURCI – POVERA PATRIA – VOTO 7
L’aspetto inquietante di questo brano è che non perde mai attualità, al di là dei "cambierà" che si levano verso le stelle. Gli applausi si sciolgono in lacrime.

GIANNI MORANDI – CHE COSA RESTERA’ DI ME – VOTO 7-
Applausi preventivi quando appare sul palco dell’Arena. Immagini rurali corrono sul video-wall, a tratti un po’ in dissolvenza. È il primo momento rock della serata.

MAHMOOD – NO TIME NO SPACE – VOTO 6+
Canzone nelle sue corde, forse lui un po’ frenato da ansia da prestazione, volto scolpito.

ANGELO BRANDUARDI – IL RE DEL MONDO – VOTO 6+
Sembra altrove. Forse quando la musica parte è davvero in viaggio. Guizzi elettrici tengono alta la tensione sonora. Il finale sembra un lamento.

MAX GAZZE’ – UN’ALTRA VITA – VOTO 8/9
Una creazione delle sue. Non propone la canzone, la riveste e la porta in un viaggio altro. Come sempre spariglia le carte e vince.

CARMEN CONSOLI – TUTTO L’UNIVERSO OBBEDISCE ALL’AMORE – VOTO 8
Appare di bianco e lungo vestita, come una divinità dei boschi. Perché è nella Natura che l’amore si sublima e lei di questo viaggio centrifugo e centripeto da Milo è la vera sacerdotessa.

JOVANOTTI – L’ERA DEL CINGHIALE BIANCO – VOTO 7+
L’energia è pazzesca, manca solo che parta il pogo. E non fosse per i controlli rigidi sarebbe potuto anche accadere. È solo una canzone ma è come vivere un intero concerto di Jova. Il più del voto lo porta a casa Saturnino.

CRISTINA SCABBIA E DAVIDE FERRARIO, SATURNINO, CHICCO GUSSONI – STRANI GIORNI – VOTO 7+
Chissà se Maestro Franco avrebbe approvato questo brano in versione metal…scommetto di sì perché nell’anima era punk e dunque tutto quello che è trasgressione lo ha sempre affascinato.

ALICE – IO CHI SONO, PROSPETTIVA NEVSKI, LA CURA, NOMADI (con JURI CAMISASCA)– VOTO 10
La Musa. Silente e raccolta, seduta sullo sgabello come al bancone di un bar. I capelli a coprirle il volto. Una melanconia che appoggia su un tappeto di violini. Le lacrime volano in alto, verso il cielo e il pubblico è in piedi. Per lei è davvero dura ritrovare l’equilibrio per entrare sulla Prospettiva Nevski. Non ci sono parole per La Cura, siamo andati davvero oltre le correnti gravitazionali. La tappa di Alice prosegue in coppia con Juri Camiscasca e giunge alla fine della strada.

MORGAN E FABIO CINTI – SEGNALI DI VITA – VOTO 7/8
Una interpretazione impeccabile. Da accademia. Un arrangiamento a misura di…Morgan!

BLUVERTIGO – SHOCK IN MY TOWN – VOTO 9
Attacco depechiano per questa reunion estemporanea, una versione altra del My Way di Syd Vicious. Il problema tecnico che interrompe l’esibizione la rende ancora più vera.

GIANNI MAROCCOLO - ARIA DI RIVOLUZIONE – VOTO 7
Se devo pensare a una Beat Generation italiana, beh questo è uno dei pezzi in cui la trovo. Questi ragazzi portano sul paco una bella aria di rivoluzione.

VINICIO CAPOSSELA – LA TORRE – VOTO 8/9
Un po’ giullare un po’ cosacco, iconografico con una torre come copricapo. Ironico quanto il testo della canzone è drammatico. Come sempre sorprendente.

EXTRALISCIO – VOGLIO VEDERTI DANZARE – VOTO 6/7
Ci avrei scommesso che il liscio sarebbe arrivato anche all’Arena con la benedizione di Franco Battiato. È la loro canzone ed è anche quello che serve per tenere desta la platea. La serata è lunga e porta anche la prima frescura dell’autunno che morde l’abbronzatura. La Romagna per tre minuti è signora di Verona.

ROBERTO CACCIAPAGLIA – OCEANO DI SILENZIO – VOTO 6+
Dopo il ritmo giunge la dolcezza. E come ringraziamento chiede di non avere applausi ma un breve momento di silenzio a fine esecuzione.

JURI CAMISASCA – ATTENDE DOMINE, L’OMBRA DELLA LUCE (con NABIL BEY) – VOTO 7+
Il momento mistico giunge sul fare della mezzanotte. Lo schermo è occupato da un velo che pare un paramento sacro. Pezzo di grande valore ma inserito in un orario che non era il suo. Tessitura raffinata per il secondo brano, una carezza. Il più lo porta a casa Nabil.

EUGENIO FINARDI E CRISTINA BAGGIO – OCEANO DI SILENZIO – VOTO 6/7
Chissà perché la voce resta quella affascinante di Non è nel cuore…solo che stavolta nuota nel silenzio e ha vicino una voce che rischiara la notte.


FIORELLA MANNOIA – LA STAGIONE DELL’AMORE – VOTO 8+
Già la canzone è un capolavoro, poi ci aggiungiamo la voce della Mannoia che, appoggiata sui violini, la porta nell’Olimpo. Impeccabile in bianco con un top nero, nostra signora dell’eleganza.

LUCA MADONIA – SUMMER ON A SOLITARY BEACH – VOTO 6/7
Con l’umidità che, per la prima volta in stagione, morde le ossa, questo brano porta calore. Un amore che viaggia nel desiderio mosso dalle onde.

BAUSTELLE – I TRENI DI TOZEUR – VOTO 9
La prima sorpresa è ascoltare le voci di Rachele Bastreghi e Francesco Bianconi marciare insieme verso Tozeur, attraversando scenari umanamente biblici. Quando il progetto Baustelle ripartirà potrebbe essere un bel jolly.

GIOVANNI CACCAMO – GLI UCCELLI – VOTO 8
Di Battiato è un allievo, è un vicino di casa. Dietro di lui si vedono uccelli virtuali librati nell’aria a disegnare geometrie esistenziali. Per altro la postura dell’artista di Modica trasmette il senso dell’ascesa velocissima.

COLAPESCE E DIMARTINO – BANDIERA BIANCA – VOTO 9+
La sicilianità prosegue con questi due ragazzi che si fanno carico di una delle canzoni più note del maestro ma anche di una di quelle cui spesso non si presta attenzione. Pronto a scommettere che l’Arena per gran parte si è alzata non per il significato (lo shivaismo tantrico di stile dionisiaco…ku fu direbbero Franco e Ciccio) bensì perché il ritmo induce al ballo.

GIANNA NANNINI – CUCCURUCCU’ – VOTO 6+
Va per automatismi, sostenuta da due coriste. Di suo ci mette l’anima rock. E a mezzanotte e mezzo sono in tanti a cogliere l’occasione e mettersi a saltare. Vale poi lo stesso discorso di Bandiera Bianca: oltre il ritornello un po’ ruffiano c’è di più.

VASCO BRONDI - MAGIC SHOP – VOTO 9/10
Una cura, una attenzione speciale per ogni singola parola che pronuncia. Il testo necessità di meditazione e lui la alza. Ha costruito un altro scenario dopo la battaglia.

ENZO AVITABILE E MARIO INCUDINE – STRANIZZA D’AMURI – VOTO 7
Mancava la nota agrumata della Sicilia in questa serata da risotto all’Amarone. E’ arrivata, come una spruzzata di neve sull’Etna, sul finale. Contaminata dalla napoletanitudine di Enzo. Armonicamente uno dei pezzi più riusciti della serata.

DIODATO – E TI VENGO A CERCARE – VOTO 8
Sound cantautorale stile scuola genovese, esecuzione futurista, nel senso del tempo e non della corrente artistica. Anche stavolta Antonio ha fatto rumore. Nel nome di Battiato.

COLAPESCE DIMARTINO, GIOVANNI CACCAMO, LUCA MADONIA, CARMEN CONSOLI, MARIO INCUDINE – CENTRO DI GRAVITA’ PERMAMENTE – VOTO 9
E un ensemble così chi mai la avrebbe messa insieme? Ci voleva una pressione dall’alto per incontrarla. Uno dei momenti irripetibili della serata. Peccato per l'ora davvero tardissima, un po' di gente già si era arresa.

SUBSONICA - UP PATRIOTS TO ARM - VOTO 7+
Una intensità rara, un finale di viaggio veloce e carico di emozioni. Mani che applaudo, occhi verso il cielo...siamo tutti patrioti.