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Biondo, il fascinoso Garçon (feat Shade) ricercato anche dal cinema

Musica

Fabrizio Basso

Con i suoi brani ogni volta sempre nuovi in cui ha sperimentato urban, R&B, pop e che hanno raggiunto milioni di stream è diventato la persona che è oggi, ancora molto giovane ma più uomo e maturo. L'INTERVISTA

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Per uno strano gioco del destino, e delle parole, il suo debutto, nel 2015, è stato col singolo Quattro Mura ma quel che è certo è che oggi Biondo, all'anagrafe  Simone Baldasseroni, non solo quel poker di pareti lo ha superato, ma la sua musica non conosce né soffitto né pavimento perché gira libera ovunque. Da poco uscito col singolo Garçon mi racconta un po' della sua vita in collaborazione con la Alice Zaffoni che ha collaborato all'intervista.

Quando nasce il singolo e perché hai scelto questo per l’estate?
Nasce circa due anni fa come strofa e ritornello. Poi lo ho fatto ascoltare a Shade che ci ha fatto una strofa sopra con più contenuti e quindi io ho riscritto la mia; a quel punto il connubio mi piaceva. Era il più giusto. Tu dico però che avevo tanti pezzi da cui poter scegliere.
Che ha fascino ha per te la parola Garçon?
E’ una parola elegante, mi piace il francese, c'è un altro mio brano che si intitola Avec Moi. Quel che conta è che siamo parole e concetti riconoscibili. Ero così già sui social e i miei fan lo sanno.
Eri l’unica fra tante: non è forse per questo che ti ha venduto a un magazine?
E' una metafora per raccontare che questo mondo, e cose ne ho visto, è imprevedibile: ho visto alcuni dei migliori amici cambiare attegiamento quando mi è arrivata la popolarità. Io ti posso dire che io sono sempre lo stesso, cambia quello che sta intorno, è un fattore mentale. Questa situazione mi ha creato insicurezze, sentirmi dire che me la tiro non è certo fortificante.
Difficile raccontare l’amore nella stagione dei social?
Quando ho iniziato a far uscire le canzoni volevo essere il menestrello d’amore; quando avevo 15, 16 anni (ora ne ha 22, ndr) non era moda fare musica per cui uscire con Quattro Mura fu una botta di coraggio. Non dico che mi hanno bullizzato ma di certo di preso in giro per un po' ma io sapevo cosa volevo e ho tirato diritto.
Ogni mio testo ti dirà di più: ci saranno altri capitoli di questo amore?
Nella mia testa ci sei solo tu e ogni mio testo ti dirà di più vuol dire che continuero a spiegare il mio punto di vista.
Non ho tempo per chi giudica: hai imparato a non considerate gli hater oppure ti creano fastidio e dolore?
Un hater è un fan mancato per come sono fatto io. Se una cosa non mi piace non la commento. L’insulto significa che qualcosina c’è. La frase è per quella storia: dopo l'esperienza televisiva ad Amici ho capito che le mie parole avevano un peso e tutti erano a commentare che facevo, che dicevo, che mangiavo...per quella relazione non ero pronto. Ma posso dirti che oggi sono felice.
I ricordi si cancellano oppure si mettono in un angolo ma ci saranno sempre?
Il passato non viene mai cancellato. Il negativo non  cancellarlo ma puoi farne tesoro per non sbagliare la prossima volta. Quando faccio i provini per il cinema poi riguardo in maniera maniacale soprattutto quelli dove ho sbagliato e dunque non mi hanno preso per non commettere più i medesimo sbaglio.
Che farai in estate?
Ho il disco in uscita e devo preparae qualche video. In autunno uscirà Crazy For Football un film sulle malattie mentali che mi vede protagonista insieme, tra gli altri, a Max Tortora e Sergio Castellitto. Mi piace il cinema. Come agenda estiva sulla musica sono messo beno, ho ancora un'ultima canzone da definire e ne ho già tre pronte per un prossimo album.
Un lavoro costante e certosino.
Un signolo è un’opera, mai mostrerei a un fan una cosa di cui io stesso non sono soddisfatto. Autocritica sì ma senza eccessi: per questo serve il team, un grippo di cui fidarsi e che ti dica la verità sul tuo lavoro, se è bello o brutto.
Qual è il suo genere musicale preferito?
Lo smooth Jazz mi rilassa, prima ero addicted del R’n’B ora ascolto molto Pop e HH. Spazio tra i generi.
Con quali artisti faresti un feat?
In primis Paris Boy col quale c’è già una collaborazione in essere; siamo amici. Poi The Kid La Roy: che pezzo Stay con Justin Bieber. Infine il solito Drake che mi ha avvicinato al mondo musicale. Un motivo per cui sono qui e non faccio il cuoco è la sua musica.
Infine come è iniziato il tuo percorso da attore? E scriveresti musiche per film?
In E' per il tuo bene ci sono sette mie canzoni e non è stato semplice. Mi ha sempre appassionato il cinema. Avevo fatto un workshop intensivo, poi mi sono iscritto a agenzia di casting ma Amici mi ha fermato su quel versante. Durante l'Avec Moi Tour mi chiamano per provino di E' per Il tuo bene: davanti alle telecamere provo adrenalina pura, l’insicurezza diventa sicurezza, è una arma. Mi è piaciuta quella esperienza e l’agenzia mi ha sostenuto, ho fatto dizione perché il mio romano era limitante e ne farò un altro più avanti. Ti dico solo che per Crazy For Football, dove interpreto un ragazzo depresso milanese, ho dovuto per cinque chili per entrare nel ruolo e mia madre non mi soppratva più!