La mia amica Amy Winehouse

Musica

Bruno Ployer

©Getty

Dieci anni dopo la sua scomparsa, l'artista inglese è raccontata in un libro da Tyler James, la persona a lei più vicina dall'adolescenza agli ultimi giorni

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Una carriera breve, una vita troppo breve. Amy Winehouse fu trovata morta per un abuso di alcolici nel suo appartamento di Londra il 23 luglio 2011; aveva 27 anni. A Tyler James, il suo migliore amico, è servito un decennio per elaborare il lutto e scrivere il libro ‘La mia Amy’ (ed. Hoepli). Anni per riflettere e anni per scrivere. “Raccogliere le idee e poi metterle nero su bianco è stato prima un dolore, poi una catarsi, una liberazione”, ci dice l’autore. I due si sono conosciuti da ragazzi a scuola di teatro e il legame è durato fino agli ultimi giorni di vita della cantante dalla voce indimenticabile, appassionata, espressiva e unica in ogni sua sfumatura.  Tyler ci racconta come sia stato al suo fianco e di come si sia sentito colpevole:

“Ho fatto di tutto per salvarla, perché io ero l’unica persona che lei ascoltava.  Quando ami qualcuno non ti arrendi, specialmente se ha una dipendenza. Devi combattere per questa persona, andare avanti, non importa quanto sia difficile.

In definitiva, però, dalle dipendenze ci si può salvare soltanto da soli.”

Amy si rendeva conto che il suo modo di vivere l’avrebbe condotta alla morte?

 

“No, perché lei alla fine voleva liberarsi dalle sue dipendenze. C’ è stato un periodo di follia, di caos: Amy si drogava in modo gravissimo, era autolesionista. È stato un periodo drammatico, ma nei suoi ultimi tre anni di vita non prendeva droga, anche se l’aveva sostituita con l’alcol. Però era sobria per la maggior parte del tempo. Voleva essere sobria.”

 

Sembrava una persona timida. Le piacevano il successo e la celebrità che aveva raggiunto?

 

“No, Amy voleva essere una musicista. Ha usato la musica come una terapia, ma non ha mai voluto essere famosa. È stato molto doloroso per me vedere la sua trasformazione da Amy a Amy Winehouse. Quando sei famoso i tuoi amici ti trattano in modo differente, anche la famiglia ti vede con altri occhi. Lei odiava tutto questo: diceva che la celebrità è come un cancro terminale.”

 

Tyler James è stato a sua volta cantante e compositore, prima di cambiare vita. Nel 2009 ha superato i suoi problemi di dipendenza. Con Amy Winehouse ha condiviso anni di tournée, fino alla realizzazione di ‘Back to Black’, album vincitore di 5 Grammy che l' ha consacrata come star internazionale.  E' rimasto vicino alla sua amica anche durante l’infelice matrimonio con Blake Fielder-Civil. 

 

Perché, secondo lei, le canzoni di Amy Winehouse continuano a toccare il cuore del pubblico?

 

“Credo che il motivo di un seguito così grande è che lei era davvero onesta nella sua arte.  Scriveva di cose importanti per la gente, scriveva di amore: ‘Back to black’ parla di una rottura. L’ha scritta sdraiata per terra in cucina, con una bottiglia di liquore e una chitarra”

 

Anche se Amy Winehouse parlava di sé nelle sue canzoni, ci sono molte cose che non conosciamo di lei. Cosa è importante sapere?

 

“Ho scritto questo libro affinché si sappia quanto sia stato difficile per lei essere la persona che è diventata. Voglio chiarire i fraintendimenti sulla sua vita: per esempio che fosse ingrata. Lei era la persona più splendida che abbia mai conosciuto.”

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