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Don Joe and Friends celebrano l'eterna Milano Soprano

Musica

Fabrizio Basso

Credit Antonio De Masi

L’album rappresenta la celebrazione della carriera ventennale dell'artista e, al contempo, quella di una delle scene più importanti e prolifiche del panorama rap italiano. L'INTERVISTA

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E' un album a strati. A ogni ascolto ne cogli una nuova sfumatura. Entrare nel mondo di Milano Soprano, l'album di Don Joe, una delle colonne dei Club Dogo, è come entrare in un videogioco che contempla più livelli. Per un lavoro che rappresenta uno stile di vita senza confini occorrono dei featuring adeguati e Don Joe si è circondato di un esercito di amici: : 167 Gang, Caneda, Coma_Cose, Emi Lo Zio, Emis Killa, Ernia, Guè Pequeno, Il Ghost, J-AX, Jack The Smoker, Jake La Furia, Marracash, Massimo Pericolo, Montenero, MYSS KETA, Nerissima Serpe, Paky, Philip, Rose Villain, Sacky, Shiva, Silent Bob, Ted Bee, Venerus, Vincenzo Da Via Anfossi.

Partiamo dalla storia del disco: la pandemia lo ha frenato oppure ti ha dato il modo di modificarlo?
Lo ha complicato, eravamo abituati a sessioni in studio con tante persone e non è stato più possibile, però ti dico che tra tamponi e turni cose in studio ne abbiamo fatte; altre sono nate a distanza. Oggi a distanza si fa quello che si vuole, avere tutto in studio mi interessava per il backstage, vorrei farci qualcosa.
Apri l’album con Big Checks, un tributo al rap americano, a Represent di Nas e lo fai con Jake e Shiva, un grande e un giovane: l’Hip Hop d’Oltreceano resta sempre una fonte di ispirazione transgenerazionale?
Per me l’America lo è da sempre e per sempre. In questo episodio parlo di un brano dei miei inizi professionali. Se vai indietro nei decenni vedi che campionavano come faccio ora io, tutti ci siamo ispirati a quella roba lì.
Nonostante tutto…Milano è ancora tutto?
E’ molto. Rimane una città molto importante per il rap e la musica, qui ci sono tutte le discografiche, i club sono frequentati da artisti. Per me è partenza e ripartenza e il disco è ripartire da dove ho iniziato.
Cosa resta di via Osoppo? E visto che se non facevi rap facevi il bandito ti sarebbe piaciuto essere di quel gruppo?
Lo dicono Emis Killa e Paky, due che vengono dalla strada. Di quella via mi rimane una notizia, fa parte di un passato antichissimo. Quanto è bello il rapper che non spara ma sputa parole?
Conto sui miei amici e questi fogli qui: hai tanti amici?
E' facile incappare in questa figura di chi fa l’amico per stare nel giro. C’è da molto prima di noi, è un fenomeno sempre esistito. Gli amici sono quelli che rimangono.
Omaggi Battisti con le 10 ragazze per me: anche lui è un tuo punto di riferimento?
Guè ci ha abituato a citare i grandi big della musica, aveva già fatto tributo a Battisti. Sono rappresentativi; io amo Lucio Dalla e ho tanti vinili. Se sento i big di oggi e quelli di allora penso che quelli di allora fossero molto avanti. Il bello della bella musica è che rimane negli anni.
Una vita vissuta così è un privilegio potrebbe essere l’incipit della tua biografia?
In parte sì. La ho vissuta molto.  Arrivo da una carriera con i Club Dogo che mi ha segnato, a oggi il mio punto più alto sono proprio i Dogo.
La gang ha fatto scuola ma in giro pessimi allievi: è la realtà? In generale, intendo.
E' così in tutti gli ambiti dell’arte. In quel periodo siamo stati forti e sempre accreditati bene. Per vent’anni non puoi non ammettere che è stato fondamentale il nostro apporto. Poi alcuni vanno avanti altri diventano meteore.
A un guerriero 2.0 bastano solo gli sguardi?
Abbiamo bella corazza ma la conquisti solo con le esperienza, sbagli compresi. A mio padre bastava solo uno sguardo per mandarmi un messaggio.
La strada è ancora onore?
Sì per chi la vive. Non solo per un lavoro particolare, in generale ha i suoi codici che vanno rispettati.
Come si sta con la terra sotto le suole e la testa vicino al sole?
Bene perché sono un sognatore da sempre. E' una visione di calore intesa come si sta bene a essere coccolati dal caldo. In zona confort uno se la gode la vita ma sempre con una scarpa sul suolo.
Alla fine possiamo dire che questo album è It Was All A Dream?
Tutto è un sogno ma lo abbiamo realizzato. Ci si risveglia dal sogno con i rapper che diventano amici. Il bello dei sogni è realizzarli.
Stai pensando a un tour?
E' complicata, io ho sempre fatto dj set con ospiti. Per un tour di Milano Soprano servono realtà e strutture che devono crederci, è costoso. Potrei fare qualche data con ospiti a rotazione o una unica con tutti insieme.
D'altra parte è un disco ricco di sfumature.
Un disco di qualità ha bisogno di ascolti di 3 o 4 ascolti. Questo è volutamente complicato, non volevo un brano estivo.