Giorgio Canali, la sua rivoluzione in Venti canzoni: l'intervista

Musica

Fabrizio Basso

Roberta Capaldi
giorgio canali rossofuoco

A distanza di due anni dal precedente lavoro, questo artista torna con un doppio album, l’ottavo insieme ai Rossofuoco. Un lavoro composto da venti brani inediti frutto della sua poetica intimista ma schietta, visionaria ma realista

Per la prima volta un album di Giorgio Canali e dei Rossofuco non nasce da lunghe sessioni in studio ma da un lavoro svolto, prevalentemente, a distanza. Rifiuntandosi di partecipare agli appuntamenti in streaming, definiti da Canali "farse consolatorie", si sono messi all'opera e hanno creato Venti, composto da altrettate canzoni. Ogni album di questo gruppo ha un filo che lega i brani. In questo caso sono citazioni di altri. In alcuni casi le ho colte, in altri no...m presto scopriremo l'arcano. Come mi assicura Giorgio Canali in questa intervista.

Come si lavora in smart working?
Ti fermo subito, io sono super tecnologico da sempre, mi ritengo un pioniere, avevo l'adsl quando la gente non sapeva cosa fosse. Gli album li facciamo insieme, è vero, però è capitato in passato che serviva qualcosa per progetti di impegno sociale, e io non mi tiro mai indietro, e la abbiamo già sperimentata. Certo farci un album intero è tanta roba e poi io sono logorroico infatti sono venti canzoni.
Cosa resta degli Eskimo Blu e di Woodstock?
Woodstock la ho sempre considerata una truffa, la finta democrazia a portata di tutti. Si inneggiava al Power of love e intato si abbattevano i comunisti in Vietnam.
Però anche da Woodstock è arrivato il messaggio della musica come forza per cambiare il mondo.
Noi abbiamo creduto che la musica cambiasse il mondo, lo abbiamo voluto credere noi. Hanno cercato di cambiare qualche cervello, magari una volta poteva essere qualche milione. Vince sempre il pensiero dominante, il pensiero unico e globalizzato è duro da contrastare.
Chi sono oggi i vecchi di quarant’anni?
Quelli che adesso ne hanno 70. Qualcuno si è pentito, qualcuno ravveduto in maniera buona, qualcuno si è venduto. Sono quelli che hanno sempre detto sì a quello che gli veniva detto dall’alto.
Quando ti chiedono di parlare di libertà cosa racconti?
Dovrebbe essere partecipazione ma è partecipazione agli utili. Concetto che ci hanno messo in testa nel ventennio berlusconiano. Siamo stati precursori del mondo per una volta: Trump è arrivato vent’anni dopo Berlusconi. Anche nel 1923 siamo stati anticipatori: Mussolini era il top di gamma e Hitler uno che cercava di emergere. Vico non era un cretino quando insiste sui corsi e ricorsi storici, vanno considerati. La gente studia la storia per ripeterla all’esame a memoria, poi passa di vista. La storia ha un sacco di valenza, va indagata.
Chi è il ministro dei temporali?
Uno qualsiasi, fai tu. E una citazione da La Domenica delle Salme di Fabrizio De Andrè, l’unico suo brano decente.
Addirittura?
Non lo ho mai sopportato. Sono un punk e quindi non sopporto i maestri, però amo Francesco De Gregori che è punk come me.
Il terrorista 2.0 è chi pensa con la sua testa?
Già la parola è di parte, Achtung banditi lo spiega molto bene.
Ti senti davvero inutile e irrilevante?
No per la mia vita. Mi piace stimolare la gente a pesnare sempre oltre. O forse lo sono da sempre e questa è rabbia.
Un sito porno è meglio dell’amore?
Era il modo migliore per chiudere Inutile e Irrilievante, il testo è dei più facili e approcciabili e anche dei più stupidi. Ti ripeto, mi piace che la gente ragioni un po’ più del dovuto.
Le benzodiazepine sono la nostra salvezza contro una società che non riflette il popolo? Da prendere associato all’ibuprofene?
Mai presa. Esagerazioni ne ho fatto altre.
In Acomepidì citi l'amore a Rimini e la morte a settembre che sono riferimenti deandreiani. In Raptus c’è il topolino di Alla Fiera dell'Est di Angelo di Angelo Braduardi; in Vieni avanti fischiando c’è la stessa forza della dinamite della Locomotiva di Francesco Guccini. Ti sei divertito con questa semina citazionista.
Il filo conduttore dell’album è le citazioni. Il primo album Rossofuoco del 2002 era caratterizzato dalla parola fuoco che era in ogni canzone. Poi arrivata la parola pioggia. Il primo pezzo scritto di Venti è Cartoline Nere con una citazione di Fracesco De Gregori, il più grande da quando sono diventato adulto, lui mi ha fatto crescere. In questo album trovi almeno una citazione per ogni canzone, mi divertiva il gioco. Un giorno pubblicherò un documento sui social dove le rivelo tutte.
Come si canta l’amore nella stagione dei social?
L’amore è fisico.
Prendiamo 10 meteo in cinque quarti: cosa è la poesia? Come nasce?
Secondo me è matematica. Dentro ha il cuore strappato. La poesia non mi piace come concetto, senza una musica sotto è sterile. Gli autodafé sulla poesia per me sarebbero tutti legittimi. I romanzi sono altro. La poesia ti fa illudere di comunicare.
Vodka per lo spirito santo: il senso del brano?
E' un omaggio a Mark Lanegan. E' un richiamo a un suo brano, Juarez, è un omaggio spudorato. Ho riciclato una sua frase e il titolo per quel brano. Rappresenta come vorrei essere ma non sono. Lo imitato in tutto qui.
La Canzone sdrucciola è quella dove sdrucciola l’uomo di oggi?
C'è l'accento sulla penultima sillaba di ogni frase. Musicalmente è un concetto bello perché scivola, è fantastico. Il mondo scivola su se stesso. La pensavo da tempo ma non avevo le parole, poi sono venute fuori in un momento in cui il mondo davvero stava scivolando.
Riuscirai un giorno a scrivere una canzone semplice?
Non credo. Sai ammiro molto Valeria Rossi: Dimmi tre parole è una canzone punk, il suono è un provino registrato in cantina e spacca, la amo come poche.
Mi sembra un disco di rabbia, di chi non si arrende e denuncia.
E’ un periodo difficile, nessuno ci considera. Mi danno del negazionista, del complottista e io replico che i miei colleghi sono collaborazionisti.
Le prossime settimane che farai?
Niente. La legge me lo vieta! O magari farò come Corbari.

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