Yayanice porta freschezza con singolo Coconut: anteprima video

Musica

Una storia esilarante in cui il protagonista tenta, senza successo alcuno, di avvicinare delle ragazze in un club al ritmo del ritornello della canzone. Il video è presentato da un testo originale di questo duo composto da Chiara Iannice e Giulia Facco

Yayanice è un duo formato da Chiara Iannice (voce) e Giulia Facco (tastiere).

Giulia e io ci siamo conosciute nel 2017 e abbiamo cominciato a suonare

insieme nella band bolognese Ya-nice, cimentandoci in cover di brani funky, r

‘n’b, soul, new soul (Hiatus Kaiyote, Serena Brancale, Sly and the family Stone, Vulfpec, Jill Scott, Erykah Badu,..) e, nell’ultimo periodo, house-dance (French Affair, Modjo, Praise Cats, Mousse T...). Finita quest’avventura, spinte da un bisogno creativo, abbiamo deciso di continuare a collaborare insieme per scrivere della musica originale ed è così che, grazie al prezioso aiuto del beat maker/chitarrista/bassista Nicolò Scalabrin e del bassista Riccardo Di Vinci, quasi per caso, è nato il progetto Gu.A.St.O. Gu.A.St.O. è un EP di cinque brani, un progetto musicale sperimentale che mischia cinque stili diversi, dalla dance al soul, trasformandosi in un gioco per raccontare una storia da cinque punti di vista diversi; ne emerge tuttavia un filo conduttore espressivo, che è il nostro, e che si esprime nella musica e nei testi. In modo naturale abbiamo creato un mood e il nostro suono.

Abbiamo così scelto “Coconut” come primo singolo che, tra l’altro, è l’unico brano in inglese.

“Coconut” è un brano dalla sonorità house-dance con contaminazioni funk, è un sound fresco, che fa venire voglia di ballare; così ho scritto un testo che fosse coerente con questa atmosfera, leggero fino a diventare quasi demenziale. Nella sua semplicità si presta ad essere una metafora che strizza l’occhio alla sessualità e alla psichedelia, senza essere mai esplicito o volgare. Proprio da questa estetica, e da quella musicale, abbiamo creato il concept del video, avvalendoci di una squadra di giovani creativi davvero in gamba (Adrian Scerbina alla regia, Maicol Malizia direttore di produzione, Giulia Conforto costumi). Il mood musicale ci ha fatto subito venire in mente una serata in un club, con della musica dal vivo e delle persone che ballano, chiacchierano, bevono e si divertono. Abbiamo scelto il Bravo Caffè di Bologna come location, perché era perfetto per ricreare quello che avevamo in mente. Ci serviva poi una storia, che fosse collegata al testo: abbiamo deciso di utilizzare il cocco come simbolo di una merce di scambio, di qualcosa che viene offerto in modo losco e che viene puntualmente rifiutato da chi lo riceve per enfatizzare il ritornello che recita “don’t eat coco”. Il protagonista è così diventato il classico “sfigato” tamarro che va a una serata per provarci con tutte le ragazze che si trova a tiro, senza mai, vviamente,

riuscire a cuccare ma venendo brutalmente rifiutato dalle sue prede: il cocco è l’arma sfoggiata con orgoglio e malizia con cui affascinare le malcapitate, che, alla vista del frutto, si indignano, facendo diventare il goffo tentativo di seduzione un vero disastro. Dopo essere stato maltrattato, arriva la redenzione, in cui lo “sfigato” viene

ammesso nel gruppo e la storia finisce con un ballo riappacificatore, perché alla fine l’importante è riderci su e accettarci per quello che siamo, possibilmente ballando.

Spettacolo: Per te