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Mamhood e Massimo Pericolo insieme con Moonlight Popolare

Musica
©Getty

La luna vista da una finestra diventa Moonlight Popolare. Questo il titolo del brano creato da Mamhood e Massimo Pericolo

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Mai come in questo momento, il paesaggio che ciascuno di noi scorge fuori dalla propria finestra è in grado di ispirare sensazioni di grande impatto emotivo ed evocativo. Così è stato anche per Mahmood che, come molti altri artisti, ha utilizzato il periodo di tempo sospeso imposto dalle circostanze per lavorare sulla sua musica e su nuove canzoni. Dopo Eternantena, uscita il mese scorso che tratta proprio da questa “quarantena eterna” che stiamo vivendo, torna con una nuova canzone, Moonlight popolare, in collaborazione con la punta di diamante della nuova scena rap italiana:Massimo Pericolo. Classe 1992, il giovane rapper è cresciuto tra Catania e Brebbia (Varese) attraversando moltissime difficoltà e periodi bui; dopo il successo immediato del suo album di esordio Scialla Semper, del 2019, con la sua poetica scarna e visionaria è riuscito a conquistarsi anche il plauso della critica e del mondo del giornalismo (la sua intervista aL'Assedio di Daria Bignardi ha totalizzato milioni di visualizzazioni e telespettatori). Si è inoltre guadagnato la stima di veterani come SalmoMarracash e Fabri Fibra, attirando anche l'attenzione di Mahmood.

 

Moonlight popolare, disponibile da venerdì 15 maggio su tutte le piattaforme digitali, non racconta tanto una storia, quanto piuttosto una sensazione: quella di osservare la luna dalla finestra di un quartiere popolare, con tutte le speranze e i sogni che ne derivano. Le sonorità sono quelle che ormai in tutto il mondo hanno ridisegnato il paesaggio del pop: quelle della musica urban, un genere dirompente, fluido e caleidoscopico che riunisce in sé diversi elementi. La produzione, firmata da un vero orgoglio italiano da esportazione come Crookers, evoca scenari futuristici, richiamando allo stesso tempo gli anni '80 e l'electropop contemporaneo. Insomma, la colonna sonora perfetta per chi è segregato in un piccolo appartamento di città, ma ambisce a qualcosa di meglio.