Morgan, grande ritorno sul palco di Sanremo 2020 con Bugo

Il Festival unisce per la prima volta due giganti della musica alternativa italiana

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Sono due delle figure più apprezzate della musica alternativa italiana. Da una parte c’è Morgan, che dopo i Bluvertigo si è costruito una solida carriera tra palco e tv. Dall’altra Bugo, menestrello che più volte ha cambiato pelle durante la sua carriera senza però mai tradire la sua vena autoironica. A Sanremo si incontreranno e condivideranno un progetto che li ha portati ad unire le forze. «Saremmo diventati amici anche se non fossimo stati musicisti, a Sanremo ci andiamo con una canzone che si chiama “Sincero” perché è nata con naturalezza e racconta la sincerità del nostro rapporto», hanno spiegato i due parlando del pezzo che porteranno sul palco dell’Ariston. Un pezzo per il quale, nella serata di giovedì, si cimenteranno anche suonando il theremin, strumento elettronico nato un secolo fa che si suona senza toccarlo.

Morgan, dai Bluvertigo al mistero dell’album mai uscito

Gli ultimi mesi sono stati a dir poco turbolenti per Morgan. Per mesi si è parlato di un suo nuovo disco, con lo stesso artista ad annunciarlo più volte. L’ultimo annuncio era arrivato la scorsa estate, nel cuore del mese di agosto: un brano al giorno tutti i giorni per una sorta di album infinito, in continuo divenire. E invece l’annuncio rimase lettera morta. Prima dell’esordio a Sanremo 2020, il suo ultimo pezzo resta il singolo “Per persempre”, uscito a maggio 2019. Per Morgan sarà la seconda volta sul palco del Festival, anche se la prima nelle vesti di solista. Nel 2001 con i Bluvertigo aveva presentato all’Ariston quello che poi è diventato uno dei grandi successi della band, “L’assenzio”. E pensare che il pezzo finì all’ultimo posto in classifica. Sarebbe dovuto tornare all’Ariston nel 2010, ma venne escluso pochi giorni prima del via della kermesse dopo aver rilasciato una controversa intervista nella quale parla di musica e droghe: avrebbe dovuto presentare il brano “La sera”.

Bugo diventa mainstream

Per Bugo, invece, sarà la prima volta a Sanremo dopo una carriera che ormai va avanti da un ventennio nel sottobosco musicale italiano, quello del quale è sicuramente tra gli artisti più amati. Esploso ad inizio nuovo millennio come la risposta italiana a Beck, Bugo negli anni ha forse preferito mancare l’appuntamento per diventare fenomeno di massa per restare fedele alla volontà di sperimentare sempre nuove strade. L’album che lo impone come volto nuovo della musica italiana è “Dal lofai al cisei” del 2002, quello nel quale folgora la scena alternativa con i singoli “Casalingo” e soprattutto “Io mi rompo i coglioni”. Arriva il premio di artista italiano dell’anno 2002 al Mei, ma il lavoro che potrebbe farlo svoltare è “Sguardo contemporaneo” del 2006. Prodotto da Giorgio Canali e col singolo da classifica “Amore mio infinito” in duetto con Violante Placido, il disco sembra l’ideale rampa di lancio per Bugo. Ma il successivo “Contatti”, con il quale l’artista svolta totalmente verso l’elettronica grazie alla produzione di Stylophonic, pur avendo buoni riscontri anche all’estero (“La mano mia” finisce addirittura nella compilation realizzata da Steve Aoki per Bbc Radio) manca il salto definitivo verso il successo. Oggi Bugo resta una delle voci più originali ed eclettiche della musica nostrana. E pazienza se non lo si trova in tv ogni due per tre. Dopo il festival uscirà il suo nuovo disco, che si intitolerà semplicemente “Cristiano Bugatti”, ovvero il suo vero nome.