Elodie torna a Sanremo 2020 con un brano firmato da Mahmood

Elodie è pronta a calcare il palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo 2020, con il brano “Andromeda”

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La nuova fase della carriera di Elodie parte dalla 70^ edizione di Sanremo. Amadeus l’ha voluta sul palco dell’Ariston dopo aver dominato l’estate italiana con la sua “Margarita”, cantata insieme all’attuale compagno Marracash. È pronta per far ascoltare a tutti il suo nuovo album, “This is Elodie”. Una sorta di seconda presentazione al grande pubblico, per quella che è nuova versione di sé.

Il brano scelto per calcare il palco dell’Ariston si chiama “Andromeda”. Una canzone che vanta un testo particolarmente sentito per Elodie, nonostante non sia stato realizzato da lei. A scriverlo è stato infatti Dario Faini, ovvero Dardust, in coppia con Mahmood. Come spiegato dalla stessa cantante, il brano parla di un momento preciso, della sua personalità e della sua vita. Le è dunque cucito addosso. Il suo disco è già uscito, cosa anomala considerando la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Ovviamente non vi è traccia di “Andromeda” nella versione attualmente in vendita. Il singolo verrà aggiunto il 7 febbraio in digitale.

Elodie a Sanremo

“This is Elodie” è senza dubbio il disco della consapevolezza per Elodie, data tra i tre favoriti del Festival di Sanremo 2020. Parlando di sonorità, la cantante ha spiegato come Dardust la conosca benissimo. È un suo amico e sa bene come lei adori la dance anni Novanta e il mondo degli anni Settanta. Un brano, il suo, che riesce ottimamente a fondere passato e modernità. Un mix di emozioni, partendo come ballad e terminando con un costante crescendo.

L’intero album è stato particolarmente studiato, con molta attenzione, come questo singolo. Ha impiegato due anni per completarlo, volendo realizzare qualcosa che la rappresentasse davvero. È cresciuta al Quartaccio, come racconta, per questo conosce molto bene il mondo del rap italiano. In questo disco infatti non mancano di certo le collaborazioni, sul fronte rap e non solo. Si va da Gemitaiz a Fabri Fibra, da Lazza a Margherita Vicario.

Un modo per raccontarsi è quello di definirsi donna e bambina allo stesso tempo. C’è personalità in questo album ma ciò non vuol dire prendersi sul serio, spiega. Ad ogni modo c’è un ordine interno all’album, una playlist coerente offerta al pubblico. A ciò si aggiunge un lavoro più complesso, che la vedrà impegnata a lungo. Si tratta di un processo di riconoscibilità. Vorrebbe raggiungere infatti quel giusto sound, quell’impronta musicale che consenta al pubblico di capire che si tratta di lei, magari ascoltando la radio, ancor prima di sentirla cantare. Un po’ quanto riuscito al suo amico Mahmood, vincitore dell’ultima edizione di Sanremo.

Intanto quel palco si avvicina e a qualcuno fa uno strano effetto: “Ci sono stati giorni in cui mi sentivo molto sicura. Altri invece nei quali ero piena di dubbi. Non voglio deludere chi mi sta intorno ma, al tempo stesso, ho grandi aspettative su di me. Penso di voler ripagare il lavoro fatto dagli altri. Intanto preparo la voce. Non fumo e non bevo. La direttrice d’orchestra? Volevo fosse una donna”.