Vola alto nella fantasia l'Aquilone di Olden

Musica

Un paese immaginato che pare reale più di tanti altri paesi...reali. Si intitola Aquilone il nuovo singolo di Olden che ci presenta con un suo testo

Aquilone é il primo “non singolo” di Prima che sia tardi; dico “non singolo” perché effettivamente di questo si tratta, perché lo dice la natura stessa del brano, che é stato scelto come “anteprima” (piú che propriamente come “singolo”) di un concept-album, di un racconto, di una nuova storia. Questa canzone può tuttavia essere considerata una sorta di “manifesto” dell’album, in quanto contiene tutti gli elementi (sia dal punto di vista narrativo che meramente estetico-stilistici) che caratterizzano l’intero lavoro, e permette all’ascoltatore di calarsi nel tempo e nello spazio  nel quale i fatti avvengono.

Per la stesura dei brani e per “Aquilone” in particolare, racconto un Paese “immaginato” (ma neanche troppo, a dire il vero, se pensiamo a quello che sta succedendo ultimamente), governato da una nuova forza, il Partito del Grande Cuore, che attraverso messaggi xenofobi e discriminatori  conquista il potere e puó dare cosí inizio alla sua politica sciagurata, fatta di discorsi populisti e violenti, per la difesa dei valori tradizionali (la “Patria”, la “Famiglia naturale”) e la guerra aperta a tutto ció che viene ritenuto “diverso”.

In questo video, splendidamente diretto da Fabrizio Rossetti (regista e montatore di fama internazionale, ha lavorato tra l'altro con Tony Kaye, regista di American History X ed ha una casa di produzionea BCN “Girlin a suitcase”) cerchiamo di raccontare proprio tutto questo, il momento esatto nel quale il Partito sale al potere, l’ oppressione nei confronti del “diverso” ma anche il sorriso e la potenza di chi invece é libero e che non ha paura di mostrare  la sua faccia a chi cerca di colpirla.

L’Aquilone é il simbolo della lotta al “potere”, puro come un bambino che lo rincorre e libero e potente come un uomo. Abbiamo girato il video in un locale di Barcellona al quale sono molto affezionato, il “Tinta Roja”, e che tra l’altro e anche dove io e Flavio (Ferri - Delta V) ci siamo conosciuti; é stato bellissimo poter contare sull’ interpretazione di Younes Bachir, un attore belga nato a Tangeri che é stato per tantissimi anni direttore artistico della Fura dels Baus e che ha recitato nell’ultimo film di Brian de Palma. Nel video é una sorta di scheggia impazzita, volgare e chiassosa, rappresentazione dei sentimenti piú beceri e dozzinali.

A rappresentare il “lato buono del mondo”, invece, c’é il “nostro eroe” armato di martello (che poi sarei io) e soprattutto la dignitá quasi sfrontata degli altri personaggi del video: la ballerina di hula-hop (Michela Pes) e le due ragazze sedute al tavolino del bar, Mimi Jasmine Salley (artista, nata a Detroit il 23 gennaio del 1990 da madre anglo-elbana e padre afro-americano/nativo americano, espressione della nuova complessità sociale iniziata nelle grandi metropoli di Third Culture Child) e Aislinn Bowers (cantante, artista, lavora spesso per “Girlin a suitcase”). Durante il video, in questa sorta di guerra silenziosa tra il bene e il male, si avverte una specie di senso di “giustizia”, di certo un tipo di giustizia “laico”, molto umano e per nulla “cattolico” (“...se un dio ci fosse, ma é assente, é evidente, o é solo un vecchio sordo che non sente...”), perfettamente rappresentato dalla macchina da presa di Artur Akhmetov, guidato dalle “visioni” del regista Rossetti, che credo abbia compreso profondamente il senso della canzone, il suo contenuto, la sua intenzione.

Vi auguro una buona visione e, se siete curiosi di sapere come va a finire, il 21 febbraio arriva l’album, la storia intera. Ascoltatela. Prima che sia tardi

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