Tra storia del mondo e la sua storia Nek incanta un popolo

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L’8 novembre dall’Auditorium Parco della Musica di Roma  è partita la nuova tournée di Nek , che dopo i concerti nei teatri italiani si sposterà nei club di alcune delle principali capitali europee. Sono oltre 30 le date che il cantautore terrà fino a gennaio 2020, e che fanno seguito al grande live dello scorso settembre all’Arena di Verona. Il racconto della data di Milano

(@BassoFabrizio)

Come un condottiero Nek sul palco appare da solo. Da solo con la chitarra. E si prepara a raccontare la sua storia, a partire dalle canzoni dell'album più recente Il mio gioco preferito. Filippo Neviani che ho visto agli Arcimboldi di Milano è affiancato sul palco da Emiliano Fantuzzi e Max Elli alle chitarre, Luciano Galloni alla batteria e Silvia Ottanà (finalmente mi sono tolto lo sfizio di avere in formazione una donna, bravissima, commenta) al basso.

Come detto sono da pco passate le 21 quando appare sul palco con la chitarra: è accolto dalla platea che lo accompagna con il ritornello Tu sei tu sai. Per l’inizio della serata ha scelto un look total black. Cerca subito  il contatto: già con Cuori in tempesta raggiunge il centro del teatro per guardare neglio occhi più da vicino le sue scatenate fan. Con Vivere senza te entra in scena tutta la band. Nek invita il teatro a battere le mani e all’improvviso la scenografia si accende con un gioco di luci rosse, bianche, blu. Saluta il pubblico con un caldo Ciao Milano e chiede ancora al suo pubblico ad accompagnarlo con le mani per raccontare La storia del mondo. Ancora ringraziamenti e poi si sofferma su un aneddoto legato al momento in cui ha annunciato la partenza del suo tour. Come avrebbe potuto rendere felice i suoi fan? Sfruttando la potenza dei social ha chiesto direttamente a loro di scegliere alcuni brani. Arrivano Tra cielo e terra e poi Fatti avanti amore che fa impazzire il teatro che si tramuta in un immenso coro e duetta con Filippo. Con Dimmi cos’è imbraccia nuovamente la chitarra mentre Sei grande scatena le donne in platea . Più volte chiede di essere accompagnato nel ritornello. Il pubblico intona all’unisono un sei bellissimo!

E' il momento della presentazione dei suoi compagni di viaggio. Luciano Galloni alla batteria. Bella, brava e precissisima l’unica donna della band al basso, Silvia Ottanà. Presenta una vecchia sua conoscenza alle chitarre e al coro ovvero Max Elli. Emiliano Fantuzzi scherzosamente dice che è “all’ufficio” e alle chitarre. Si riparte con Se un regola c’è e Sul treno. Su Differente poche luci bianche creano un contrasto dl luci e ombre su Nek. Racconta che il suo 2019 è stato un anno importante, che ha partecipato per la quarta volta come artista a Sanremo. Crede che il Festival sia e rimanga un ottimo palco per farsi conoscere o per confermarsi, in cui racconta di aver presentato un brano sull’amore. Mi farò trovare pronto...Ci sei tu...e io mi illumino...il teatro è al top della felicità. Non a caso con Vulnerabile gioca con Silvia Ottanà in duetto seducente di sguardi. Coreografie fantastiche per Cosa ci ha fatto l’amore: il teatro si trasforma in una coreografia di cuori rossi. Arriva il medley di pezzi storici della sua carriera:Freud, Uno di questi giorni, Nella stanza 26, Unici (con note che ricordano l’estate appena passata quando si ballava in spiaggia durantel’happy hour), Musica sotto le bombe e Alza la radio.

E' giunto uno dei momenti più attesi: con la Laura non c’è il pubblico femminile si scatena intonando il ritornello. Siamo nella fase della nostalgia. E ci avviciniamo al finale. Chitarra tra le braccia intona Attimi poi Sei solo tu e Io ricomincerei prima della sua rilettura di Se telefonando di Mina che esegue in platea accompagnato dal pubblico. Dopo Lascia che io sia l'intero teatro è in piedi. Sulle note finali di Se io non avessi te partono i ringraziamenti e quello più speciale è per il suo amato e fedele pubblico. Un attimo di sospensione, lo spettacolo sembra finito ma come spesso avviene c'è un'ultima perla: cambio veloce t-shirt e blazer e con Da qui si concede e congeda dalla sua gente.