Beatrice Venezi debutta con Puccini e tira diritto ed esorcizza le critiche)

Musica

Fabrizio Basso

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My Journey - Puccini’s Symphonic Works è il primo album di Beatrice Venezi realizzato con l’Orchestra della Toscana su etichetta Warner Music Italia. Ventinove anni, di Lucca, è tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale, L'INTERVISTA

(@BassoFabrizio)

Non ha confini: dall’Italia al Giappone, dalla Bielorussia al Portogallo, dal Libano al Canada fino all’Argentina tutti conosco Beatrice Venezi al punto da essere inserita nel 2018 da Forbes nell’elenco dei 100 giovani Under 30 leader del futuro. Il 7 novembre debutterà in America in un concerto con Andrea Bocelli a Miami al Seminole Hard Rock Hotel & Casino Hollywood. Intanto pubblica il suo primo album My Journey - Puccini’s Symphonic Works dedicato al suo concittadino Giacomo. La ho incontrata e intervistata.

Che sensazione da sentirsi chiamare maestro a neanche trent'anni?
In questo lavoro i tempi sono compressi ma ho anche iniziato molto presto, il percorso è in continua crescita. Ciò detto non lo ritengo un momento di arrivo. Non mi mette a disaggio è puramente il titolo.
Cosa fa un direttore d'orchestra?
Mette tutti d’accordo poiché ogni orchestrale potrebbe avere una diversa interpretazione. Non è possibile in un organismo unico.
Debutti con Giacomo Puccini.
E' stato il primo approccio, è l’operista italiano più moderno per un pubblico ampio. le sue opere sono intellegibili, sono moderne, al passo con i tempi. In lui l'azione drammatica è concisa, amo il suo stile musicale. La sua musica ha segnato momenti per me importanti.
A suo modo è un sostenitore del femminismo.
E’ molto moderno, sono sue le prime opere che hanno i nomi di donna. Sono protagoniste. Denota un certo narcisismo, è alla ricerca costante della donna ideale. Mi affascina il suo pensiero.
Come hai scelto il repertorio?
Apro con un brano che rappresenta una prima incisione assoluta: Scherzo e Trio per Orchestra ricostruito dal Centro studi Puccini sulle misure del trio. Rispecchia la veemenza, il sangue caldo di Puccini. Concludo con la Tregenda.
Arena di Verona, Torre del Lago, Teatro del Silenzio: la maggioranza del pubblico è straniera. Perché?
All'estero ci sono molta più attenzione e culto per l’italianità, l’opera è un made in Italy. E' Esportata in tutto il mondo: si pensa alla moda francese e a quella italiana, lo stesso vale per la cucina. L'opera è solo nostra. Anche Mozarth scriveva in italiano. L'Italia suscita molta simpatia. Poi se porti la musica e l'opera italiana in trasferta ti accolgono con calore.
Il mondo accademico spesso ti critica.
E' assurdo che io riceva delle critiche, promuovo la forza del contenuto classico. Convivo con le critiche del mondo accademico.
C'è un autore che ritieni ostico?
Brahms è quello che mi è un po’ ostico. Le sue serenate le ho già fatte per alcune sinfonie aspetto. Mozarth invece è cristallino: un passo oltre può renderlo volgare, un passo in meno lo rende sublime.
Quando non dirigi, quando non crei, quando sei solo Beatrice cosa ascolti?
Da sola cerco il silenzio. Amo il rumore dell’acqua, i rumori bianchi. Resto nel mio mondo. Se studi una partitura assimili informazioni: orchestrazione, melodia, ritmo si sedimentano poi, nei momenti di relax, tornano e li combini.

 

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