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IMAGinACTION, C'è Trevor Horn, il genio di video kill the radio star

Musica
Trevor Horn (Turn and Shoot Photography)

Trevor Horn rappresenta più di ogni altro artista l'esplosione del fenomeno videoclip essendo l’autore con il duo The Buggles di Video Killed the Radio Star. L'incontro a Ravenna

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(@BassoFabrizio)

Una domenica col pioniere. Col genio di Trevor Horn che col suo Video Killed the Radio Star ha l'orgoglio di avere inaugurato la stagione fantastica dei videoclip musicale: proprio 40 anni fa Horn e i suoi Buggles, sono diventati padrini di questa espressione artistica. Horn, nel mondo della musica dalla fine degli anni Sessanta, è stato cantante, bassista, compositore e produttore. Una carriera lunga cinquant’anni in cui ha saputo interpretare, raccontare e adattarsi alle mode e ai gusti che mutano, proponendo sempre grande musica. In questo 2019 pubblica Trevor Horn Reimagines the Eighties in cui riadatta e riarrangia alcuni dei più grandi successi degli anni Ottanta. Un risultato che, come racconta ai microfoni, lo soddisfa molto "e anche se non lo fossi sarei fuori tempo. Ammetto che mi sarebbe piaciuto trovare un nuovo abito a reinterpretazione efficace per un paio di classici anni ’80, tra cui Sweet Dreams degli Euryhthimcs e la mia Video Killed the Radio Star. Due pezzi perfetti, impensabile reimmaginati nel 2019".

Horn non è solo un grande della musica britannica, ma ha più volte lavorato con artisti italiani, tra cui Renato Zero: "Ci stimano a vicenda e mi dispiace di non parlare l’italiano e di non poter quindi capire i testi e percepire la loro reale potenza e l’effetto che le parole hanno sul pubblico. Questo è il motivo per cui spesso ho esitato a produrre dischi in un’altra lingua".

Una carriera lunga quarant’anni, quella di Trevor Horn, durante la quale ha firmato centinaia di dischi. Un grandissimo onore ma anche un peso difficile da sostenere perché resta un punto di riferimento, spesso consultato da chi cerca consigli: "Tanti ascoltano quello che ho da dire ma non significa che poi in fase di registrazione facciano tutti come consiglio. Quello del produttore è un ruolo importante anche se spesso oscuro perché solo cantanti e la band ottengono visibilità mediatica. La tendenza sta cambiando ma io preferisco il lavoro di produttore alla vecchia maniera, come un direttore d’orchestra che dirige e consiglia ma che non ruba mai la scena ai musicisti. Mi pare infatti incredibile che sia uscito un disco col mio nome in copertina". Riguardo il sucesso mondiale di Video Killed the Radio Star dice che i suoi nipoti non gli credono quando dice loro che è lui quello nel video: "La tecnologia ha spostato molto il focus sulla musica. Più che la musica stessa oggi cambia il modo in cui noi la possiamo ascoltare. Io sono cresciuto tra gli anni Cinquanta e Sessanta quando la musica non aveva l'accompagnamento dei video. Ho iniziato la mia carriera da musicista professionista a 19 anni, alla fine dei Sessanta e nella mia vita ho suonato di tutto, ma ancora oggi proprio non riesco a farmi piacere il rock ‘n’ roll”.