Giovanni Allevi si racconta: aneddoti e progetti del pianista che oggi compie 50 anni

Musica

Fabrizio Basso

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Cinquanta candeline per Giovanni Allevi. Il compositore oggi festeggia questo importante traguardo e lo fa senza rimpianti. Lo abbiamo intervisato in occasione dei Giffoni Movie Days - San Donà di Piave, le giornate di cinema per la scuola organizzate e promosse da Giffoni Experience (che per il secondo anno hanno fatto tappa anche in Veneto), per rivivere un po' della sua storia ma anche per guardare il futuro che a fine estate prevede una masterclass gratuita

(@BassoFabrizio)

Lo abbiamo chiamato in mille modi, da Peter Pan a Rivoluzionario del Piano, ma resta sempre, per chi lo conosce, come me, da almeno vent’anni, Giovannino. Oggi compie 50 anni Giovanni Allevi, uno degli artisti più rivoluzionari dell’ultimo mezzo secolo (per restare in tema), quello che del pianoforte ha fatto uno strumento pop, quello che è laureato in filosofia, quello che fa il papà e il marito, quello che suona la quotidianità. Quello che ti manda un sms anche solo per dirti grazie. In una giornata così importante non poteva mancare una chiacchierata, non un bilancio perché è presto per i consuntivi, ma una sbirciatina dietro le spalle va fatta. Senza perdere la rotta sul futuro che è ben delineata.

Giovanni oggi fai…50 anni. Come stai?
E’ bellissimo! Dicono tutti che la vita inizia a 50 anni. Io vado avanti e poi vi dico se è davvero così!
Hai passato la vigilia del compleanno con 400 ragazzi al Festival di San Donà di Piave.
Come è andata e cosa ricevi dai ragazzi?
Sono rimasto impressionato dalla profondità, dalla delicatezza e cultura di questi ragazzi. Loro sono meglio di noi! E proprio per i ragazzi sto mettendo in piedi un progetto particolare a cui tengo molto, nato dal desiderio di restituire quanto di più bello la musica mi ha donato, insieme agli anni di studio e sacrificio: una Masterclass gratuita di musica classica dalla quale selezionare giovani talenti che porterò in tour con me.
Hai sdoganato la musica sinfonica al grande pubblico. Quale pensi sia stata la chiave per arrivare a così tante persone?
Ho pensato oltre gli schemi abituali, tenendo sempre a cuore la vita che scorre oggi attorno a noi. Non avrei mai immaginato che nell'epoca dei talent e del pop così tanti ragazzi si sarebbero entusiasmati per una musica sinfonica dalle forme classiche.
Credi sia cambiato il suo modo di comporre?
Certo! Più passa il tempo più sono ardito, irriverente, alla ricerca del bello e della delicatezza. Non importa se ciò che faccio non viene compreso immediatamente.
Cosa è cambiato in te da quel primo concerto davanti a cinque persone a oggi?
Ho più fiducia in questo mondo. C'è ancora molto da fare: la società di oggi ha completamente dimenticato il senso del sublime, del Sacro. Io con la musica voglio tornare ad afferrare queste dimensioni.
Da piccolo tuo padre ti chiudeva a chiave il pianoforte per impedirti di suonare. Ora come si approccia al suo successo?
Mio padre continua a essere preoccupato per me e anche io ho capito che il successo è una realtà difficile. È bellissimo quando al telefono lui ancora mi sfida a riconoscere l'altezza di una nota o un intervallo musicale.
Sei stato vittima di feroci critiche e ostracismi, come hai vissuto tutto questo è come lo hai superato?
Le critiche non si superano mai anche perché siamo portati a interiorizzarle e a rivolgerle contro noi stessi, invece che a difenderci. Forse sono un passaggio obbligato per sedere un giorno al tavolo dei grandi; magari sono un segnale che la mia rivoluzione è già in atto.
Un ricordo di te bambino?
Non posso dimenticare quando a lezione di pianoforte osai cambiare il finale di una Sonata di Mozart e la mia insegnante, inorridita, mi tirò lo spartito in testa! È stato il primo passo da compositore.
Uno dei ricordi più belli e uno di quelli più brutti di questi anni di fama?
I due momenti coincidono nello stesso episodio. A metà dell'ultimo concerto di una tournée in Giappone ho avuto un grave distacco di retina che mi ha causato una riduzione permanente del campo visivo. Eppure ho portato a termine il concerto per amore della musica e del pubblico. È incredibile l'affetto che oggi ricevo dai giapponesi, ogni volta che torno su quel palco.
Come si sente adesso Giovanni Allevi?
Sento di aver ricevuto moltissimo della musica, e allora è giunto il momento di mettere a disposizione dei giovani i risultati raggiunti. A fine estate terrò una Masterclass di musica classica completamente gratuita, al fine di selezionare giovani musicisti da portare con me in tour, per ingrandire le file dell'Orchestra Sinfonica Italiana.

 

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