Al Bano favorevole alla proposta della Lega: "Almeno 7 canzoni italiane ogni 10 in radio"

Inserire immagine
@Getty Images

La musica italiana al centro di un dibattito che coinvolge politica e mondo dello spettacolo. Al Bano ha commentato la proposta di legge della Lega.

Le sette note che esplorano la felicità

Quest’anno il Festival di Sanremo ha lasciato una lunga scia di polemiche inerenti la vittoria di Mahmood e più in generale la musica italiana che in questi giorni sembra essere al centro anche della scena politica.
Il cantante pugliese è intervenuto in merito alla proposta di legge avanzata dalla Lega per modificare i palinsesti musicali delle radio nazionali con l’obiettivo di garantire un terzo della programmazione alla musica italiana.

Al Bano: “Solo una canzone italiana su tre è poca cosa”

L’artista di Cellino San Marco ha commentato la proposta di legge a prima firma Alessandro Morelli, Presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, tramite Adnkronos. Al Bano ha espresso la sua opinione sulla questione sostenendo che in Italia sia necessario fare come in Francia dove il 75% delle canzoni trasmesse sono di musica nazionale, queste le sue parole: “Solo una canzone italiana su tre è poca cosa. Almeno sette su dieci! Bisogna fare come in Francia dove le radio trasmettono il 75 per cento di musica nazionale e il 25 per cento di musica straniera”. Al Bano ha sostenuto che questa scelta andrebbe a tutela della musica nazionale, come fatto in altre nazioni: “Occorre tutelare di più la nostra tradizione, come fanno gli altri Paesi”.

Al Bano commenta il Festival di Sanremo di Claudio Baglioni

Il cantante, intervistato da Adnkronos, ha commentato anche la 69° edizione del Festival di Sanremo complimentandosi con il “dirottatore artistico” Claudio Baglioni per aver scelto quest’anno di mettere la musica del Bel paese al centro della kermesse con la presenza di grandi ospiti italiani. Le dichiarazioni di Al Bano: “Ha fatto bene, solo musica italiana, e la canzone di Mahmood è molto carina, anche se va tutelata maggiormente la matrice italiana che è quella melodica. Capisco che non si possono trascurare le nuove tendenze come il rap e il trap, ogni epoca ha la sua musica. Oggi non ci sarà più un nuovo Beethoven o un nuovo Puccini perché sono figli della loro epoca, ma dare un po' di attenzione in più alla vena melodica italiana non è un errore".

Infine, l’artista ha ribadito nuovamente l’importanza e la bellezza della musica italiana: "Ecco, forse a Sanremo c'è stato un po' troppo rap, che è un genere più parlato che cantato. La nostra tradizione melodica non va dimenticata perché quando arriva un brano come ‘”Con te partirò” allora sbanca in tutto il mondo. Quindi viva la musica italiana e soprattutto, almeno nella musica, che è portatrice di serenità e pace, non creiamo casini”.