Nomadincontro, Novellara in festa per i suoi Nomadi

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Beppe carletti è pronto, con i suoi Nomadi, per il concerto

Sabato 16 e domenica 17 febbraio Novellara  ha celebrato i Nomadi . E' un appuntamento che dura dal 1993. Incontri, mostre e due concerti per festeggiare una storia umana e musicale che dura da 56 anni e che ha il suo alfiere in Beppe Carletti. C'eravamo , il nostro racconto di una domenica speciale

(@BassoFabrizio
Inviato a Novellara)


Ogni anno, dal 1993 quando ebbe inizio questa avventura, migliaia di persone arrivano a Novellara e popolano questo luogo della bassa reggiana per fare festa con i Nomadi. Un appuntamento per appassionati e fan ma anche per chi vuole fare un viaggio, lungo due giorni nella storia e cultura italiana attraverso la vita di una band e del suo capitano, Beppe Carletti, che in questo 2019 celebra i suoi 56 anni di carriera. Al mondo, con più anzianità di loro ci sono solo i Rolling Stones che sono stati battezzati nel 1962, un anno prima. Il viaggio è lento lungo quelle strade, Milano sembra distantissima e invece sono poco più di 150 chilometri. Ci sono i pullman giunti da ogni angolo di Italia per due concerti, un piatto di tortelli, qualche cicciolo e poi l'immancabile gnocco fritto con i salumi, una organizzazione sincera e perfetta sulla quale vigila, discreta ma attenta, il sindaco Elena Carletti.

Non solo musica. Ma anche approfondimenti. E' stato presentato il libro Giustizia Divina di Provera-Tulli, edito da Chiarelettere. Sono intervenuti, oltre a Beppe CarlettiLucia Russo (magistrato Procuratore aggiunto a Bologna), Marco Scarpati (Avvocato, autore di libri sui diritti dei bambini), Emanuela Provera e Federico Tulli (autori del libro), Pierdavide Carone (cantautore e autore della canzone Caramelle sul tema della pedofilia) e Lorenzo Cantarini (voce dei Dear Jack). Il II Premio Augusto Daolio Città di Novellara Lucia Russo, magistrato procuratore aggiunto a Bologna.

Ma quello che è bello, e che condensa in poche frasi il clima nomade, è il senso di accoglienza e appartenenza che si respira. Le barriere sono pochissime, i fan incontrano la band e gli ospiti senza troppi filtri. E poi ci si ritrova. Anche solo una volta l'anno ma come se ci si fosse salutati la sera prima. E viaggiano i ricordi e i commenti, tra un bicchiere di Lambrusco e un po' di erbazzone, anche quelli senza filtri perché la tavolata è tra amici e dunque quel che si racconta resta sotto il tendone. I ricordi di Beppe, tra il concerto che si avvicina e una discografia che non esiste più, le riflessioni di Toni Verona, fondatore dell'Ala Bianca Group che opera in ambito musicale dal 1978, sui diritti musicali e sulla musica, rafforzati dalle opinioni di Claudio Ferrante, che con la sua Artist First fa girare la discografia italiana. Si discute dell'ultimo Sanremo, dei concerti, dei dischi che non si vendono, delle notti nelle balere, dal Kiwi di Piumazzo al Picchio Rosso di Formigine, dai contratti sulla fiducia, del tempo che non c'è mai o non è mai abbastanza. Gli altri tavoli hanno il loro mormorio e seguiranno altri discorsi. Quell'io vagabondo che sono io per un giorno ha un po' di poesia in più.