Youssou N’Dour: tutto sul concerto di sabato al Live Club

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Musica e impegno sociale nella due giorni italiana della voce di “7 Seconds”

Un gigante della musica ma non solo. Il musicista senegalese Youssou N’Dour sbarca sabato al Live Club di Trezzo Sull’Adda per recuperare il concerto cancellato lo scorso 30 giugno. Il cantante africano porterà sul palco le canzoni tratte da Seeni Valeurs, ultimo suo disco uscito nell’estate 2017. Biglietti ancora disponibili sul circuito Ticketone: tagliando unico al costo di 45 euro. Le porte del locale si apriranno alle 20.30, ma il live dell’artista africano dovrebbe iniziare per le 22. Non si limiterà però al concerto la presenza di N’Dour in Italia. Domenica, infatti, l’artista e politico senegalese sarà l’ospite d’onore della “Giornata senegalese” in quel di Milano alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini. Dalle 14 sarà presentato un memorandum sui trent’anni dell’immigrazione senegalese in Italia, iniziata negli anni Ottanta.

Non solo “7 Seconds”

Musica e impegno sociale hanno sempre contraddistinto l’opera di Youssou N’Dour, una vera popstar nel Continente Nero. Il suo successo inizia a metà anni Ottanta con la sua band dell’epoca, i Super Etoile de Dakar, con i quali propone un’originale evoluzione della musica tradizionale senegalese chiamata “mbalax”. I primi tour europei lo fanno notare dai grandi della musica internazionale, in particolare da Peter Gabriel: nel 1989 l’album “The Lion” viene pubblicato dalla Virgin con all’interno proprio un duetto con lo stesso Gabriel. Ma il successo planetario arriva qualche anno dopo, nel 1994, quando grazie al duetto con Neneh Cherry, “7 Seconds” si trasforma in una hit mondiale. Il singolo vende un milione e mezzo di copie e fa da traino all’album “The Guide”, che sbanca in tutta Europa. Le collaborazioni con artisti di tutto il mondo (Bran Van 3000, Wyclef Jean, Bruce Springsteen, Paul Simon, Tracy Chapman, Lou Reed) ne accrescono la fama non solo per la sua voce profonda e le sue musiche dal gusto esotico, ma anche e soprattutto per la forte carica dei messaggi contenuti nelle sue liriche. Non a caso nel 1998 gli viene commissionato l’inno dei Mondiali di calcio di Francia. Ma, come anticipato, per comprendere a pieno l’opera di N’Dour non è possibile prescindere dal suo forte impegno politico e sociale in favore della sua terra.

Da cantante di strada a ministro

Decenni di impegno sul campo lo hanno infatti portato alla nomina, a furor di popolo, alla carica di ministro del turismo nel 2012, carica che tutt’ora ricopre con una particolare attenzione a promuovere l’immagine del Senegal fuori dai confini nazionali. Ma il suo impegno pro Africa ha radici ben più lontane. Già nel 1985 organizzò un concerto a Dakar per promuovere la scarcerazione di Nelson Mandela, cui dedicò anche un album. Negli anni successi diventò ambasciatore di Amnesty International e negli anni successivi ha lavorato a diversi progetti con le Nazioni Unite e l’Unicef, apparendo in compilation, live e campagne in tutto il mondo. Nel 2009 diede alle stampa un singolo dal titolo “Wake Up (It’s Africa Calling)” destinando tutti i proventi alla IntraHealth International, organizzazione non-profit che si dedica allo sviluppo della sanità pubblica nelle nazioni più povere del mondo.

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