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Calcutta, le canzoni più famose

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I brani più conosciuti di Calcutta, dal suo esordio con “Cosa mi manchi a fare” all’ultimo estratto dall’album “Evergreen”, “Paracetamolo”. E lunedì alle ore 21 calcutta sarà protagonista di un concerto all'Arena di Verona

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Uno dei più importanti rappresentanti della musica indie, cantante di numerose hit che hanno riscosso successo anche in termini di vendite, ma anche autore di brani che sono poi stati cantati da cantanti del calibro di Francesca Michielin. La carriera di Calcutta, pseudonimo di Edoardo D’Erme, è decollata nel giro di tre anni e lunedì 6 agosto sarà protagonista di una data unica all'Arena di Verona organizzata da DNA Concerti. Testi leggeri ma criptici, sonorità innovative e ritornelli studiati per diventare in breve tempo un tormentone e una serie di tappe in tutta Italia che hanno spesso fatto registrare il sold out. Il prossimo appuntamento live dell’Arena di Verona, in programma il prossimo 6 agosto, è già sold out da diverse settimane, sulla scia dell’ottimo riscontro di pubblico ottenuto anche dalla tappa del “Francioni” di Latina. Quello veronese sarà l’ultimo live estivo di Calcutta, che ritornerà davanti al suo pubblico nel 2019 con una serie di tappe già annunciate tra gennaio e febbraio. Non mancheranno nei suoi concerti i suoi brani più conosciuti:

  1. “Cosa mi manchi a fare”
  2. “Oroscopo”, feat. Takagi & Ketra
  3. “Frosinone”
  4. “Pesto”
  5. “Paracetamolo”

“Cosa mi manchi a fare”: il brano che ha fatto conoscere Calcutta

Uno dei primi singoli che hanno contribuito in maniera significativa al successo di Calcutta è stato “Cosa mi manchi a fare”, contenuto nell’album “Mainstream” e pubblicato il 27 settembre del 2015. Il ritornello risale però a diversi mesi prima: l’autore l’aveva improvvisato alla tastiera e registrato in un video dimenticato per anni. Il ritrovamento convinse Calcutta a completare la canzone e a pubblicarla, scegliendo “Pesaro” come nome della donna protagonista del testo. Un’opzione insolita, la prima di una lunga serie di testi criptici e di non facile interpretazione. Il successo arriva però in brevissimo tempo: ad un mese dalla pubblicazione, “Cosa mi manchi a fare” ha raggiunto un milione di views su Youtube e in seguito ha anche ottenuto il disco di platino per le vendite. Ad apprezzare la sua hit anche il collega Coez, che decide di reinterpretarla in una versione acustica chitarra e voce. Il video, diretto da Francesco Lettieri, vede come protagonista un bambino che canta il brano aggirandosi nel quartiere di Torpignattara a Roma.

“Oroscopo”, la hit di Calcutta in collaborazione con Takagi & Ketra

Dopo il successo di “Cosa mi manchi a fare”, Calcutta decide di pubblicare un brano dalle sonorità decisamente differenti. Dalla collaborazione con i produttori Takagi & Ketra nasce infatti “Oroscopo”, brano destinato a scalare in breve tempo la classifiche in Italia. Testo leggero che parla di notti vissute, ritornello facilmente memorizzabile e ritmo che ricorda le sonorità anni ’80. Lo stesso Calcutta ha vissuto un conflitto con questo brano, considerato un ibrido e un regalo fatto ad un amico. Le vendite, il doppio disco platino e il successo radiofonico e sulle piattaforme digitali vanno però nella direzione opposta e parlano di un singolo che ha invece riscosso molti consensi. Il video è ancora affidato a Francesco Lettieri, che conferma la sua modalità semi-amatoriale: camera alla mano, riprende una ragazza – Silvia Di Gregorio – durante una festa che dura, appunto “tutta la notte”.

Calcutta canta Papa Francesco e “Frosinone” in Serie A

Altro successo, questa volta con sonorità innovative e totalmente differenti da quelle di “Oroscopo”. In effetti “Frosinone” è persino antecedente ad “Oroscopo”, ma ottiene un successo inferiore rispetto alla hit firmata con Takagi & Ketra. Nel testo, uno spaccato dei trentenni della società attuale, preda dell’insicurezza e della rabbia, di una certa volontà di sovvertire le regole ma senza voler poi cambiare molto. Fino a ritrovarsi con due novità quasi “improvvise”, insolite, che appaiono su un giornale: Papa Francesco e il Frosinone in Serie A. “Frosinone” è contenuto nell’album “Mainstream” e ha ottenuto un disco d’oro, accompagnato da un video in cui Calcutta gira tra le luci notturne della città tra una sigaretta e un accordo alla tastiera, in piena sintonia con il significato del testo.

“Pesto”: il secondo estratto di Calcutta dall’album “Evergreen”

Dopo il successo di “Mainstream” e di singoli da esso estratti, Calcutta di mette tre anni per pubblicare il suo terzo lavoro discografico. Dopo tanto lavoro in studio, il 25 maggio del 2018 esce “Evergreen”, attorno a cui nei mesi precedenti era nata una grande attesa. Il successo è pressoché immediato: il primo estratto è “Orgasmo”, ultima traccia dell’album e disco d’oro, il secondo estratto, “Pesto”, fa anche meglio. Pubblicato il 2 febbraio sulle piattaforme digitali e un mese più tardi in radio, “Pesto” riprende le sonorità tipiche di Calcutta e reinventa il genere ballad, descrivendo nel testo un altro spaccato della società moderna attraverso un’immedesimazione che rifugge impegno sociale e sopraelevazione, caratteristiche tipiche dei primi cantautori indie. Anche l’amore, secondo Calcutta, vive di momenti contrastanti, così come descritto anche nel video, ambientato a Fiumicino nel 1994 e affidato ancora una volta a Lettieri che però in questa occasione sembra dirigere più un cortometraggio.

“Paracetamolo”, l’ultima hit di Calcutta

L’ultimo estratto da “Evergreen” è Paracetamolo, già disco d’oro in Italia ad appena due mesi dalla pubblicazione. Tutto si basa su una metafora presa in prestito dal campo medico, per sottolineare l’effetto positivo del Duomo di Milano e di un amore che fa battere il cuore a mille. Sono proprio queste le parole del ritornello, destinato sin da subito a diventare un tormentone da cantare a squarciagola. Inedita anche la scelta di un tappeto musicale caratterizzato da un riff di chitarra e da un ritmo ancor più compassato del solito. Per il video, il regista Francesco Lettieri sceglie l’attore Angelo Cipriani, che impersona un uomo che si innamora di una barista, la modella Liz Bruna Kedma, e sogna di vivere con lei una vacanza da sogno a Procida. Nella realtà, però, si ritrova a cantare “Io sento il cuore a mille” all’interno di un centro anziani di Ponticelli.