Beyoncé e Jay Z, due americani in concerto a San Siro

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Beyoncé e Jay-Z fanno ballare San Siro con il loro OTRII . Oltre due ore di abiti sfavillanti, rap, pop, fuochi e pioggia (vera): uno spettacolo molto americano, molto divertente. Sul finale una struggente versione di Forever Young fatta in coppia. IL NOSTRO RACCONTO

(@BassoFabrizio)

La pioggia, l’attesa, il gangster e la regina che appaiono prima in video con alle spalle montagne di dollari. Paesaggi americani, la chiesa e il mare, le nozze in bianco ma bendati…poi lo schermo si incendia, ancora immagini stavolta fetish, e poi in moto, nelle periferie, con in braccio dei bambini. Uno iato di nero e poi ancora Beyoncé e Jay-Z a giganteggiare sullo schermo finché, finalmente, appaiono. Come due sposi, mano nella mano, in un bianco ottico e profano. Per lei generosa scollatura, per lui un medaglione da deltoide super strutturato. Si parte con Holy grail e i primi fuochi artificiali poi Beyoncé concede un welcome Milano e su uno scenario tropicale si levano, soffuse, delicate, le note di Part II (On the run): gli sposini si guardano, si accarezzano i fianchi poi si accendono i due corridoi che attraversano San Siro quasi per intero ed entrano nel cuore dei fan. Quando Beyoncé scuote i capelli, l’aria che sposta si sente fino in Valpolicella, terra nota per la gente restia a muoversi. Neanche un quarto d’ora, ’03 Bonnie & Clyde, ed è già il momento del primo pit stop mentre loro due fanno compagnia a San Siro sul grande schermo.


BEYONCE DECOLLA


Riappare da sola Beyoncé, una scala la solleva di qualche metro mentre una luce fucsia la accompagna sulla passerella. Lo spettacolo è un esempio di somma perfezione, nulla viene lasciato al caso, nessuna possibilità di improvvisare. Torna Jay-Z e le ballerine. La scaletta, studiata nei mini dettagli, prevede, oltre a un Beyoncé super sexy, Drunk in Love, Diva/Clique; resta solo sull’immenso palco Jay-Z, colori gotici, corpo di ballo in nero: esegue Dirt off your shoulders, On to the next one con dietro un palazzo in fiamme; poi le fiamma sono vere, e scaldono, con Fuckwithmeyouknowigotit. Il boato copre San Siro su Fawless. Beyoncé è in latex, sempre sexy, sempre catalizzatrice di passioni ed emozioni. Si susseguono Feeling myself e Naughty Girls.


JAY Z FA RAPPARE SAN SIRO

I toni si alzano con Big Pimpin’, un rap duro, con Jay Z che alza la voce, quasi a esorcizzare le nuovle che guardano gonfie e maliziose chi balla sul prato. Spaesante Run tiis town con immagini di strade dall’alto, sembra di essere in un drone. Riappare Beyoncé con Baby Boy, sembra una tigre glitter si dimena sul palco come una tarantolata, se qualcuno le spiegasse di che si tratta sarebbe un’ottima madrina per la Notte della taranta di Melpignano. Con MI Gente (remix) San Siro canta e le ballerine che sembrano triglie pescate nel mar ligure, con il loro costume rosso e calze e body a rete nere, fanno la loro parte. Con You don’t love me (no no no) Beyoncé va a riposarsi e riappare il marito con Bam. I musicisti sono tra i due schermi, tutti in rosso, come un condominio a quattro piani. La sezione fiati è spettacolare.


BEYONCE, UNA TIGRE A SAN SIRO DANCE HALL

Chi è Beyonce? Chioma da Medusa, Body da tigre, lineamenti da pantera. Sembra una creatura mitologica. Mentre Jay Z e semplicemente un rapper. Va detto che le frequenti interazioni sul palco rompono un po’ la poesia. Troppa perfezione scuce un po’ d’anima. Ma in fin dei conti chi è a San Siro vuole solo ballare e divertirsi. E allora in alto le gambe con Hold Up/Countdown, Sorry/Me, Myself & I, l’evitabile interludio di Bar Fight Interlude. Riecco Jay Z con 99 Problems e quindi ritroviamo la fenomenale Beyoncé in Ring the Alarm e in Don’t Hurt Yourself, tra fiamme e gridolini. Vedere gli sposiini insieme in I care (la chitarrista di rosso vestita ha un suo perché) e 4:44 è una magia. Talvolta si ha la sensazione di due set che ogni tanto si incrociano. Ci sono ancora Song Cry e Resentment prima di un nuovo interludio. Ma soprattutto c’è San Siro illuminato da migliaia di cellulari. Resentment è per altro il primo brano nel quale Beyoncé libera la sua voce sfoggiando un vestito da principessa e infatti viene ascoltato quasi in silenzio.


BEYONCE E JAY Z A SAN SIRO, IL GRAN FINALE

La passeggiata verso il finale comincia con Jay Z che rappa The Story of OJ. E poi si vede davvero uno spettacolo do coppia e non di incroci. Beyoncé balla come mai prima e poi fa ruotare le auguste natiche con una armonia che toglie il fiato allo stadio. I brani che incantano sono Deja Vù, Show me what you what, Crazy in love, Freedom, U don't know e, sempre con i lanciarazzi sul palco a scaldare il cielo, Young forever e l'immancabile Perfect Duet.