Fedez e J Ax, scrivono a San Siro la poesia del Rap

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Due ore e mezzo di rap e magia, tra fiammate, braccialetti colorati e ospiti. J Ax e Fedez (che ritroveremo di nuovo giudice a X Factor 2018)  riempiono San Siro con i loro comunisti con Rolex . E' una gran festa. Ve la raccontiamo

(@BassoFabrizio)

E' una battaglia. Il palco un ring per combattere l'esistenza. Il buio non è ancora planato su San Siro quando J Ax ingaggia la sfida con San Siro. Tutti pugili, tutto uno stadio a spingere il medley Ribelle e basta, Miss e Mr Hide, Pub Song e L'Uomo col cappello. Ed è già il momento del primo ospite perché se il brano si intitolo Pub Song non può che essere accompagnato da un paio di birre. A portarle è Grido, che è anche il primo ospite della serata. E poi, chi vi sta raccontando dal catino di San Siro la serata, applaude Space One, che con la sua voce e la sua fisicità rende tutto più speciale. Per un attimo il tempo sembra fermarsi, cè una vibrazione bella nell'aria parte, quasi come un tuono, tra fuochi artificiali e countdown, Generazione Boh, che segna l'ingresso sul palco di Fedez. Partono i laser, il ritmo cresce e le gambe della gente iniziano a volare e a sugellare quella che rischia davvero di essere una generazione senza punti di riferimento ecco giungere un gruppo di sventolatori: e sulla bandiera c'è il punto di domanda. Ora esce J Ax, è il momento del medley dI Fedez: Ti porto con me, Tutto il contrario e Faccio Brutto. Il corpo centrale del palco gira e sono ancora fiamme di festa che volano verso l'alto accompagnate da migliaia di cellulari.


L'ANIMA E I COMUNISTI COL ROLEX

E' vero è una polemica un po' italiana quella del cuore a sinistra e il portafoglia a destra. I Comunisti col Rolex è merito "è la prova che in Italia ci si può arricchire onestamente". Il cuore del palco diventa un'isola volante. Ma prima di una delle più ingombranti, per numeri conquistati, hit degli ultimi anni c'è 21 Grammi. E' quasi un momento intimo in una liturgia rap. Sempre sulla pedana volante arriva Musica del Cazzo: "Visto quanta gente è venuta a sentirla", dice J Ax. Si leva un po' d'aria a smorzare l'afa e per chi ancora non ha preso il ritmo, la strigliata arriva da Gué Pequeno che attraversa una passerella come un comandante di un brigantino e canta Rap n' Roll. Un duetto, quello tra J Ax e Gué che resterà nella storia del rap. Si scivola su Pensavo fosse Amore ed entra in scena un altro topos del rap: due ballerine che incantano con la pole dance.


PIU' STILE...A SAN SIRO

Come alle feste arriva il momento dei lenti, ecco Si scrive schiavitù ma è un respiro che termina con Più stile. E ancora San Siro salta con Deca Dance e Immorale. Gli spalti vibrano...sale sale non fa male...Con Olivia Oil si accendono 50mila braccialetti luminosi e sembra davvero di viaggiare nella via lattea. Una bambola gonfiale a rappresentare tutto il male, o il bene del mondo, giganteggia sul proscenio mentre J Ax e Fedez vanno con Fabrizio fa Brutto e Non c'è due senza Trash.


LE SIGNORE DEL RAP, MALIKA AYANE E LEVANTE

Un titolo pè una storia. Qui ha sedurRe uno stadio è il canto delle Sirene e ha farsene carico è Malika Ayane che lancia una acuto, verso quel Dio del rap che non può che essere orgoglioso di questa messa laica e colorata. Il violino porta pace interiore e fa riposare i corpi. E' l'Intro. che accompagna a quello stato dell'anima e del pensiero che solo l'Assenzio può creare. A condividere la fata verde con J Ax e Fedez ci sono Levante e Stash. Levante è una vestale che ammalia lo stadio, la sua performace è da palco della Scala (non del calcio, quella vera).


SEMBRA SEMPLICE MA NON LO E'

Potrà sembrare impossibile ma anche J Ax e Fedez hanno, ogni tanto, bisogno di rifiatare, ed eccoli seduti, come fossero in spiaggia, per Sembra Semplice. L'hai voluto tu è proposto da Fedez con la chitarra acustica. Sempre chitarra, ma stavolta elettrica, (ed emozioni) per Spirale ovale che scatena anche i geyser disseminati sul palco. E' un bel salto indietro nel tempo questo, siamo nel 2002. E di quell'anno è anche Domani smetto che porta sul palco nebbia e fumo. Ma porta anche la voce blues di Nina Zilli per Uno di que giorni che non si dimenticano.



CHRIS BRAVE E LA SFIDA PIU' GRANDE: QUELLA PER LA NORMALITA'

Soffre di tetraparesi spastica ma ama il rap e ha conosciuto Fedez e J Ax. E' nata una canzone inedita, La panchina, e Chris Brave la ha proposta a San Siro. Una storia di coraggio e voglia di normalità. Pochi giorni fa ha lanciato una campagna crowdfunding per la sua indipendenza: si chiama proprio La mia indipendenza e desidera avere un assistente personale, una persona fidata che lo aiuti a gestire le piccole e grandi sfide della quotidianità.


LA FESTA VA AVANTI, ORA SIGNORA DEL PALCO E' NOEMI

Pochi giorni fa ha fatto ballare il Teatro degli Arcimboldi di Milano, ora graffia San Siro con la sua voce speciale. E' Noemi che si unisce a Fedez e J Ax in Amore Eternit. Poi è il momento del Cigno Nero: Fedez invita una fan a salire sul palco con lui. E' il momento del contatto, Fedez si avvicina alle transenne, cantando Magnifico, mentre dardeggiano luci laser rosse sugli spalti. E piovono stelle filanti, i giusti colori e la giusta allegria per accogliere la gioia di Maria Salvador. A quella di J Ax e Fedez si aggiunge la voce del Cile. Subito dopo arriva l'ultimo ospite della serata e con lui "un brano tra i più importanti del nostro disco insieme" ed è L'Italia per me. Sul palco Sergio Sylvestre.


SENZA PAGARE E VORREI MA NON POSTO...IL GRAN FINALE

Il finale è di quelli che portano via il cuore e i pensieri. E per concentrare le ultime energie bisogna partire con un brano melodico e triste, la storia di una amicizia finita male e raccolta in Fratelli di Paglia. A pochi metri dal palco c'è un ring e due pugili che si sfidano. Intanto Fedez canta in un raffinato nude look. Sempre sospesi per l'aria Fedez e J Ax raccontano le loro Piccole Cose. Fedez chiede il supporto del coro dei 70mila, Il trittico finale è di quelli che lasciano il segno: Italiana, Senza pagare e Vorrei ma non posto. Cala il sipario su una finale vinta. Da Fedez, J Ax, da Clemente Zard e Lorenzo Suraci ma soprattutto vinta da un pubblico meraviglioso.