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Lorenzo Jovanotti all'Arena di Verona: la recensione del concerto

Musica

Fabrizio Basso

Sei serate uniche all'Arena di Verona per Jovanotti. Abbiamo seguito l'ultima, per raccontarvi il saluto di Lorenzo dal suo salone delle feste. Da Ti porto via con me a Viva l'Italia un viaggio nell'umanità lungo tre decenni. LA RECENSIONE

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(@Bassofabrizio
Inviato a Verona)


Quando Don Chisciotte, el ingenioso Hidalgo, fa il deejay...arriva Lorenzo! E per tre ore ti conduce per mano, con la sua musica, in quella Mancha che è l'Italia, il mondo, quel luogo, come lui ha raccontato, dove "non esistono razze. C'è chi è più intelligente e chi meno, chi è ironico e chi non, chi ha ingegno e chi non ce l'ha, chi ha più ingegno e meno manualità e chi più manualità e meno ingegno, ma le razze non esistono"...ne esci che hai energia per i prossimi tre mesi.


LA SERATA ALL'ARENA DI VERONA

Fosforescente, sorridente, carismatico, Lorenzo sale sul palco per la sua sesta notte in Arena che sono da poco passate le ore 21, e ci resterà per quasi tre ore. Il cielo è plumbeo tendente al nero, lo stesso Jovanotti ricorda che sui cellulari le previsioni erano disastrose. E invece qualche goccia e poi la pioggia alla fine...con Jovanotti che accenna Piove, senti come piove Madonna come piove, senti come viene giù. Ma per arrivare a quell'esorcismo devo volare sugli orologi almeno tre ore. Il pubblico dell'Arena, solitamente flemmatico, è in piedi fin dalle prime note. Non c'è una età definita, ci sono i bambini e i nonni, uniti in una serata di amore ed energia. La super band alza il ritmo e lo abbassa, silentemente guidata da Saturnino Celani, lo storico bassista di Jovanotti. Lui cambia giacche, tutte glitterate o in pelle, tutte "che solo lui se le può permettere". Attraversa il palco in continuazione, accompagnato dalle colorate scenografie, che vanno da Don Chisciotte alle parole del suo creatore Cervantes, da immagini di vita a un arcobaleno di luci e tonalità. Ci sono i palloni che il pubblico fa volare e i lampadari del salone delle feste, che sembrano usciti da un cartone di Walt Disney o dagli immensi locali del Gattopardo.


LAMPADARI ALL'ASTA


Segnatevi che partirà lunedì 21 maggio l’asta per i 13 lampadari che ogni sera illuminano il grande Salone delle feste di Lorenzo Live 2018, l’incredibile tour di Jovanotti che ha già entusiasmato 400.000 spettatori e che proprio all’Arena di Verona ha festeggiato il traguardo della cinquantesima serata. Il sito che batterà l’asta è la piattaforma benefica CharityStars. Ogni lampadario è collegato a una onlus alla quale andrà l’incasso del lampadario a lei collegato. Il link per partecipare alle aste è www.charitystars.com/jovanotti. Le 13 associazioni/onlus a cui Lorenzo e Trident Music, produttore dello spettacolo, hanno scelto di regalare i lampadari sono: Save the children Italia, Croce Viola Milano, Flying Angels Foundation, Fondazione MissionBambini, Associazione CAF, Alice For Children - Twins International, Fondazione Laureus Italia Onlus, Terre des Hommes, Airalzh Onlus, Ibiscus Onlus, CuraRE Onlus, ENPA e LAV.


LE CANZONI NON DEVONO ESSERE BELLE, DEVONO ESSERE STELLE...


Quando si parte con Ti Porto via con me e Le canzoni capisci che la tua fuga è già iniziata. Inconsapevolmente all'inizio ma poi al ritmo di una canzone al giorno. Che ti porta nelle epoche che vorresti attraversare con qualcuno, con qualcuna. E non importa che sia lontano, lontana, perché nella notte di Lorenzo tutto è come fosse per sempre...e abbracciami forte, ancora più forte come fosse per sempre. E sommando queste due canzoni non puoi che guardare lontano è cantare Penso Positivo. L'eccitazione è alta subito, Lorenzo sale i gradoni dell'Arena, si lascia abbracciare dal suo pubblico. Siamo al Luna Park, sull'ottovolante dell'anima dove però si sale solo, al massimo scende il ritmo, ma per offrire momenti più intimi quali Gli Immortali, Mi fido di te, Baciami ancora e Chiaro di luna. Ti senti proprio nell'Ombelico del Mondo, e allunghi la mano quasi per sfiorarlo, per delineare il profilo perché da lì escono A te e La mia ragazza magica, quella che la magia sa farla anche con un cretino. In ordine sparso, verso il finale, L'Estate addosso, Safari, Sabato, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, Ciao mamma e Ragazzo Fortunato, che ti fa alzare gli occhi e guardare verso Sud-Ovest. Si ferma, rifiata, arriva qualche goccia d'acqua (o forse sono lacrime di Dio) e poi si torna a casa, tra pensieri e desideri.