Jovanotti, parte l'Oh vita! lorenzolive2018: il racconto e l'intervista

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Jovanotti  debutta al Forum di Assago con Oh, vita! lorenzolive2018 : due ore e mezzo di festa, un viaggio tra luci, suoni, parole e poesia insieme a Don Chisciotte . Lo abbiamo visto per voi e abbiamo intervistato Lorenzo: il nostro racconto

Lorenzo Jovanotti ha accesso, con i suoi lampadari, le sue parole, la sua musica, il Forum di Assago di Milano. Abbiamo assistito alla prima data dell'Oh, vita! lorenzolive2018 e poi, dopo il concerto, lo abbiamo incontrato. I nostri racconti.

OH, VITA! LORENZOLIVE2018: LA RECENSIONE

Eccolo, sul palco del Forum di Assago, per la prima data di un tour che, per due mesi, lo porterà in giro per l'Italia. Lorenzo fa ballare il suo pubblico per due ore e mezzo e lo dice subito, lui che è un novello Don Chisciotte, che Ti porto via con me. Il palco è monumentale, per tutta la sera, sarà la tavolozza di un pittore, con luce e buio, colori che si rincorrono, immagini, a fumetti e reali. E' un racconto ipnotico e dopo, leggendo l'intervista, capirete perché. La scaletta è un mix di brani nuovo e delle hit, nessuna concessione a voglia di lati B. E, che si sappia, tutte le sere può cambiare qualcosa. Le canzoni sono 28 e la seconda è proprio Le Canzoni tratta dal fresco album Oh, vita! Quello che ha dispeciale la serata con Lorenzo è che, contrariamente a mille atri concerti, è difficile da raccontare. Perché, per sua stessa ammissione, gli piace portare il pubblico in terreni nuovi, creare situazioni di doppio, passare da L'ombelico del Mondo con il pubblico che balla ad A te. Le canzoni sono 28 e Lorenzo saluta con Viva la Libertà.

OH, VITA! LORENZOLIVE2018: L'INTERVISTA


Lorenzo ci racconta le origini di questo live?
C'è stata una intensa fase preparatoria, col coinvolgimento persone nuove e dunque bisogna prendere la mira e annusarsi.
Pare sia andata benissimo.
Già dalle prove generali di Rimini ho avuto la sensazione di avere fatto un gradino in su rispetto ai precedenti show. La risposta del pubblico dimostra che è piaciuto ma la fiducia del pubblico è una responsabilità che mi manda in crisi.
Come ripaga?
Devo farlo impazzire. Lo spettacolo si basa su una visione abbastanza precisa, sono stato molto chiaro con la mia squadra, deve essere una festa, il palasport deve essere un salone delle feste. Io ho bisogno di immagini.
Come ha proceduto?
Negli ultimi tour ho lavorato sul super eroe un po’ spaziale, stavolta mi sono lasciato accompagnare da Don Chisciotte.
Quando vi siete...incontrati?
Ho letto un adattamento di Cervantes e leggendolo ho appreso che ha la mia età, Don chisciotte quando inizia la sua avventura ha 51 anni, la mia età. E mi sono detto che questo è un segno. Questo è un riferimento interessante.
I lampadari da dove arrivano?
Nella villa dove ho lavorato all'allestimento a Firenze, una villa rinascimentale, c’era un lampadario, era il salone delle feste. Non avevo una idea ma mentre parlavo ho immaginato sul palco un lampadario di 15 metri di diametro, da trasformare in scenografia con le luci, con i laser. Ma dire è una cosa fare un'altra.
Come ne è venuto a capo?
Non avevo mai lavorato con Giò Forma anche se li conoscevo: gli ho chiesto di progettare il lampadario tipico delle ballroom americane partendo dalla certezza che c’è sempre un lampadario nei nostri teatri. Dopo una settimana mi è arrivato un progetto con più lampadari di 3,5 metri dopodiché si è ragionato sull’aspetto visual. Non è una questione di quantità di luce ma di disegno.
Che concerto voleva?
Volevo fondamentalmente che il concerto fosse divertente e rock'n'roll. Anche nei vestiti. Volevo uno spettacolo meno impostato degli ultimi, rock'n'roll come parola viene prima di show: luce, buio, stupire, allegria, energia, mai mollare. Questi alcuni elementi fondamentali.
E' trascorso poco tempo tra l'uscito dell'album e il tour.
All’inizio volevo fare il tour in autunno. Poi ho iniziato a lavorare alla scaletta, tra pezzi nuovi e grandi hit, non lati B. Le prove musicali partono tre mesi prima per poi costruirci le luci e il resto. La sfida è andare da Dolly Parton ai Prodigy.
Contento?
Guardi ricorrono i 30 anni dal mio primo concerto vero a Milano. Posso dirle che sono arrivato alla fine dello show che ero felice, questo era quello che cercavo.
Eccoci a Don Chisciotte. Perché lui?
E' un mito fondante, è il personaggio dei personaggi, è l’essere umano nella forma più smagliante. Un mito fondamentale della cultura dell’occidente. Lui è la volontà di essere vivi e trasfigurare la realtà. Complesso e ampio come personaggio, io lo ho usato come trampolino per gettarmi in una storia.
Si sente un Don Chisciotte?
In questo spettacolo lo sono profondamente, è uno spettacolo oltraggioso nell’essere spericolato, ritmico, un tentativo folle di opporsi alla cupezza col romanticismo. La sua guerra è un gioco dove alla fine si fa male solo lui. Sancho Panza è distribuito equamente tra tutti gli altri .La mia è una cultura appassionata ma frammentaria, non mi piace la citazione pavoneggiante.
Talvolta spiazza.
Bello prima dell’ombelico mettere i lieti calici che libano del maestro Pavarotti.
Le immagini erano particolari.
Abbiamo usato solo tre telecamere ma da cinema, con le ottiche lunghe.
E poi che band!
In questo tour voglio musicisti. Le faccio un esempio: la sezione fiati non era prevista, poi con Gianluca Petrella abbiamo parlato e la ho inserita. Ma sono musicisti che sul palco suonano e si muovono come vogliono, non sono in fila per uno e vestiti allo stesso modo. Ma tutti sono in stato di grazia, a partire da saturnino, che ha fatto un passo oltre.
Meticolosissimo.
Ho imparato che la musica va suonata bene. Per me è una ossessione la gente che suoni bene.
C'è tutta la sua storia in questo live.
E’ stato il mondo aperto a farmi diventare una persona e non un robot. E spero si senta.

OH, VITA! LORENZOLIVE2018: LE DATE E LA BAND

Il Lorenzo live 2018 porterà Jovanotti a suonare in dieci città. Dopo le dodici date milanesi, Jovanotti sarà il 3 e 4 marzo all’Rds Stadium di Rimini, il 10, 11, 13, 14, 16, 17, 19 e 20 marzo al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 3, 4, 6 e 7 aprile al Pala Alpitour di Torino, il 13 e 14 aprile all’Unipol Arena di Bologna, il 19, 20, 22, 23, 25, 26, 28 e 29 aprile al Pala Lottomatica di Roma, l’8 e 9 maggio al Pala Art Hotel di Acireale (CT), il 15, 16, 18, 19, 21 e 22 maggio all’Arena di Verona, il 25 e 26 maggio al Palasele di Eboli (SA), l’1 e 2 giugno al Pala Prometeo di Ancona. Poi Lorenzo si sposterà in Europa: il 16 giugno a Stuttgart, in Germania, il 19 giugno a Vienna, in Austria, il 21 giugno a Zurigo, in Svizzera, il 23 giugno a Bruxelles, in Belgio e il 30 giugno a Lugano. La band di Jovanotti sarà composta da Saturnino Celani (basso), Riccardo Onori (chitarra), Leo Di Angilla (percussioni), Cristian Noochie Rigano (tastiere), Franco Santarnecchi (piano), Gareth Brown (batteria), Jordan Mclean (tromba), Matthew Bauder (sax) e Gianluca Petrella (trombone). Per gli allestimenti, è stata confermata la collaborazione con Paul Normandale, già light designer per gli show di Shakira, Paul McCartney, Depeche Mode e Coldplay.

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