Il suono di una caduta: clip esclusiva del film di Mascha Schilinski

Cinema

In esclusiva per Sky TG24 una clip de Il suono di una caduta (Sound of Falling), opera seconda di Mascha Schilinski, Premio della Giuria a Cannes 2025 e candidata tedesca agli Oscar 2026. Un racconto corale ambientato in una fattoria nel nord della Germania, che attraversa un secolo di memoria femminile tra traumi, echi e identità. Al cinema dal 26 febbraio con I Wonder Pictures

Il suono di una caduta, la clip esclusiva del film evento da Cannes

Arriverà nei cinema italiani dal 26 febbraio, distribuito da I Wonder Pictures, ma oggi il pubblico di Sky TG24 può entrare in anticipo dentro il suo universo visivo grazie a una clip esclusiva. Il suono di una caduta (titolo originale Sound of Falling) è la nuova opera di Mascha Schilinski, già apprezzata per Dark Blue Girl, e si impone come uno dei titoli europei più discussi dell’ultima stagione festivaliera.

Presentato in concorso al Festival di Cannes, dove ha conquistato il Premio della Giuria, il film è stato salutato da parte della critica internazionale come “il film più importante di Cannes” e come un’esperienza cinematografica “mai vista prima”. Un entusiasmo che si è tradotto in otto candidature agli European Film Awards e nella selezione ufficiale della Germania come candidato all’Oscar 2026 per il Miglior film internazionale.

Un secolo di vite femminili tra memoria e trauma

Al centro del racconto ci sono quattro ragazze che, in epoche diverse, attraversano la loro giovinezza nella stessa fattoria nel nord della Germania. Le pareti della casa diventano una cassa di risonanza: trattengono, assorbono, restituiscono. Il tempo non procede in linea retta, ma si avvolge su sé stesso. Le vite si rispecchiano, i gesti si ripetono, i traumi riaffiorano come echi.

Schilinski costruisce un affresco corale e generazionale che attraversa un intero secolo di storia privata, mettendo al centro il corpo femminile come archivio sensibile della memoria. Non c’è nostalgia, ma una tensione continua tra ciò che è stato e ciò che continua a vibrare nel presente.

Il cinema come atto di ricordare

«Mi è stato chiaro fin dall’inizio che Il suono di una caduta è tra le altre cose un film sull’atto stesso di ricordare», ha dichiarato la regista. Un’affermazione che diventa chiave di lettura dell’intero impianto narrativo.

Il film lavora sulla percezione e sui punti di vista: i personaggi si osservano dall’esterno, si guardano come se fossero memoria già sedimentata. La regia introduce rotture, scarti, cambi di prospettiva che trasformano la narrazione in un’esperienza soggettiva e sensoriale. È un cinema che non spiega, ma suggerisce; non racconta soltanto, ma fa sentire.

Un’opera consacrata nei festival

Dopo il trionfo sulla Croisette, il film è stato presentato in anteprima italiana nella sezione Fuori Concorso del 43° Torino Film Festival, confermando la sua centralità nel panorama europeo contemporaneo. La candidatura tedesca agli Oscar 2026 rappresenta un ulteriore tassello in un percorso che ha consacrato Schilinski come una delle nuove voci più potenti del cinema d’autore europeo.

Non si tratta soltanto di un racconto al femminile, ma di un’opera che interroga la natura stessa dell’immagine cinematografica: quanto può contenere un luogo? Quanto può trattenere un corpo? Quanto può sopravvivere nel silenzio?

Un film da ascoltare, prima ancora che vedere

Il titolo non è casuale. Il “suono” di una caduta è qualcosa che resta nell’aria anche dopo l’impatto. È vibrazione, eco, traccia invisibile. Così il film di Schilinski lavora per stratificazioni, lasciando che lo spettatore raccolga frammenti e li ricomponga.

La clip esclusiva è un invito a entrare in questo spazio sospeso, in attesa dell’uscita in sala il 26 febbraio. Un assaggio di un’opera che ha già segnato l’anno festivaliero e che ora si prepara a confrontarsi con il pubblico italiano.

Un film che parla di memoria, ma che guarda dritto al presente. E che dimostra come il cinema, quando osa interrogare le proprie forme, possa ancora sorprendere.