La mia banda suona il pop, la recensione del film con Christian De Sica

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Paolo Nizza

Esce al cinema La mia Banda suona il pop,  scanzonata commedia in salsa action diretta da Fausto Brizzi. Un film che strizza l'occhio agli anni Ottanta con Christian De Sica, Massimo Ghini, Paolo Rossi, Angela Finocchiaro e Diego Abatantuono

Cosa resterà di questi anni Ottanta?

I doppiopetti extralarge e Scialpi. Il Walkman e i New Trolls. La Deloarn di Ritorno al futuro e i Ricchi e Poveri. Pupo e le musicassette. I Pattini a rotelle e i Cugini di Campagna.  La mia banda suona il pop centrifuga l'immaginario degli anni Ottanta E il risultato è uno di quei cocktail colorati che si bevevano in quegli anni spensierati fatti di spalline imbottite e capelli cotonati. Così il regista Fausto Brizzi sceglie di immergersi in quel mondo buffo e variopinto attraverso la musica. Nello specifico il film ci racconta proprio di questa band immaginaria chiamata Popcorn, il cui successo è durato quanto un battito di ali di farfalla. E il punto di forza del film è proprio nell'aver creato delle canzoni originali che avrebbe potuto benissimo essere delle hit italiane dei favolosi Eighties italici. Il merito è del maestro Bruno Zambrini (autore della gran parte dei successi di Gianni Morandi e Patty Pravo e di canzoni come Non son degno di te, La fisarmonica e La bambola).) che ha creato due evergreen immaginarie, con i ritornelli che rimandano ai grandi successi di “Umberto Tozzi”. 

Un super cast suona il pop

Ça va sans dire per rendere il tutto ancora più divertente era necessario radunare un super cast di specialisti della risata. In primis Christian De Sica. Con parrucca riccia, basettoni e un filo, si fa per dire, sovrappeso, De Sica è esilarante nel ruolo di Tony, leader dei Popcorn. Al suo fianco ritrova il compagno di molti cinepanettoni, ovvero Massimo Ghini. L'attore romano veste i panni di Lucky, il ribelle della band, ora ridotto a canuto ferramenta in fissa per il Froben Gola Spray e il Froben Tosse Grassa. Completano il quartetto musicale la bravissima Angela Finocchiaro che interpreta Micky, incline all'alcol e a al sesso facile, e Paolo Rossi, ossia Jerry, l’artista del gruppo ridotto a suonare per strada Ma specie nelle commedie, un po' meno nella vita, c'è sempre una seconda possibilità. È questa volta l'uomo del destino si chiama Franco Masiero (Un Diego Abatantuono con le lenti azzurre), ex manager del gruppo che richiama i componenti della band per una prestigiosa Réunion in Russia per celebrare il compleanno di un oligarca innamorato pazzo della musica dei Popcorn. Ma la trasferta a San Pietroburgo avrà risvolti inaspettati, grazie anche alla presenza di Natasha Stefanenko, volitiva addetta alla sicurezza, E la commedia sfuma nell’action con citazioni dal cinema di 007 e con i tradizionali stilemi delle rapine al cinema. Ma al netto di questa svolta thriller, la mia banda suona pop è un esempio di commedia leggera e scacciapensieri. Come “semplicemente spettinata, la hit cantata dai Popcorn, Un brano con un ritornello semplice, ma ti entra nella testa e non ti esce più

 

La mia Banda suona il pop: la trama del film

Il magnate russo Ivanov sogna una réunion a Pietroburgo del suo complesso musicale italiano preferito, i Popcorn, famosissimi negli anni ’80. Il manager della band, Franco che vive tra Italia e Russia, viene contattato a questo proposito da tale Olga, donna di fiducia di Ivanov. Franco tenta di dissuaderlo perché lui in fondo i Popcorn li odia e preferisce controproporre alternative a suo avviso ben più valide (Pupo, Sabrina Salerno…). Ma con Ivanov non si discute, vuole i Popcorn e così sarà. Tuttavia i quattro membri della band, ognuno per un motivo diverso, rifiutano l’offerta per inseguire sogni e obiettivi più appetibili. Ma evidentemente è scritto che la réunion si faccia perché i suddetti “sogni e obiettivi”, come in un beffardo gioco del destino, vengono tutti improvvisamente meno inducendo i vecchi compagni ad accettare la bizzarra proposta. Gli artisti, un po’ arrugginiti, sono pronti alla nuova avventura, depressi ma pronti… Tra prove costumi, sound check, liti, vecchi amori e vecchi rancori, i quattro scoprono con stupore di dover fungere da cavallo di troia per una colossale rapina ai danni di Ivanov progettata da Olga. Le loro resistenze sono inutili. Ma le perplessità si convertono ben presto in sentimenti di polarità opposta. I quattro vedono nel progetto criminale un potenziale salvifico per le vite di tutti… Che succederebbe quindi se provassero a rubarli loro quei soldi? Perché non tentare il colpaccio?

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