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Caravaggio- L'anima e il sangue: la recensione del film

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Paolo Nizza

Arriva in prima tv, domenica 4 novembre alle 21.15 su Sky Cinema Cult, CARAVAGGIO – L'ANIMA E IL SANGUE, il film d’arte prodotto da Sky con Magnitudo Film. Dai creatori di Raffaello – il Principe delle Arti e Firenze e gli Uffizi, un viaggio emozionante attraverso le opere e i tormenti di Michelangelo Merisi da Caravaggio (che nel film ha la voce di Manuel Agnelli). Un’esperienza cinematografica emozionale, inquieta e quasi ‘tattile’ della sua vita e della sua arte in una delle prime produzioni in Italia girate in 8K

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Una falena attirata e imprigionata dalla luce. La farfalla cede, soggiogata al proprio desiderio e finisce in catene. Il monito "Proteggimi da quello che desidero", è valido per ogni regno, per ogni genere, per ogni mondo. Un corvo nero chiuso in una gabbia pare canti il Nevermore caro ad Edgar Allan Poe, mentre una pupilla umana si dilata a dismisura. Un uomo stritola e mummifica il suo volto in una prigione di cellophane. La voce violenta intrisa di tempera e d’olio di Manuel Agnelli, alter ego vocale di Michelangelo Merisi, parla di una perduta libertà e di una lontana consapevolezza.

Già dal perturbante e meraviglioso inizio si capisce che Caravaggio: L'anima e il sangue, non somiglia a nessun'altro film d'arte fatto prima e possiede tutta la forza eversiva dell'artista a cui il film è dedicato. Certo, Caravaggio, maestro del dolore e del colore incanta e piace, come dimostra la straordinaria affluenza registrata dalla mostra milanese tenutasi a Palazzo Reale a Milano. Tuttavia, la forza delle immagini generate dalla maestria registica di Jesus Garces Lambert, già artefice dell'affascinante documentario Viaggio nel Cinema in 3D – Una storia Vintage, rappresentano un valore aggiunto al racconto della vita e delle opere di uno dei pittori più importanti della storia dell'arte. Al pari della direzione artistica di Cosetta Lagani, della sceneggiatura di Laura Allievi e del montaggio di Valentina Corti.

Dal "gnudo e bisognoso" al "fetido e putrido", gli appellativi riservati al geniale artista non furono mai teneri. Ma nel raccontare la via crucis di Caravaggio, scandita dalle visioni, dai suoi quadri più rappresentativi, il film evita le pastoie del corrivo e abusato maledettismo al pari della didascalica e saccente pedanteria.

La narrazione di Caravaggio: L'anima e il sangue si dipana su due livelli: innanzitutto quello della digressione artistica, con il racconto dei luoghi e delle opere dell’artista, affidata alla consulenza scientifica e agli interventi del Prof. Claudio Strinati, storico dell'arte ed esperto di Caravaggio, e con la partecipazione della Prof.ssa Mina Gregori (Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi) e della Dott.ssa Rossella Vodret (curatrice della mostra ‘Dentro Caravaggio' a Palazzo Reale di Milano). Mentre l’uomo Caravaggio viene esplorato attraverso scene “fotografiche”, evocative e simboliche, che diventano metafore della condizione esistenziale dell’artista, consentendo di entrare in contatto con la sua mente, i suoi impulsi irrefrenabili, il suo vissuto interiore. 

Il talento di Manuel Agnelli riesce a trasformare i monologhi, lo stream of consciousness in carne viva e pulsante, in un male di miele, per citare una bellissima canzone degli Afterhours, il gruppo di cui Manuel è frontman.

Trasfigurata  dalla potenza delle pennellate di Caravaggio, la voce di Agnelli ci trasporta in una dimensione in cui l'arte è in grado di sorprenderci e cambiarci. Le opere mutano quindi in una cartina di tornasole della personalità dell'irrequieto e tormentato artista nato a Milano il 29 settembre del 1571. Il famosissimo Scudo con Testa di Medusa si metamorfosa nell'autoritratto di un pittore, capace al pari della anguicrinita gorgone, di pietrificare l'attimo.

In un crescendo di quadri, eventi ed emozioni, ci viene rivelato il sangue e l'anima di Caravaggio: scopriamo la sua attrazione pericolosa per la fortuna, sovente sfidata in giochi fatali come quella della pallacorda in cui l'artista uccise Ranuccio Tommasoni. Si partecipa al profondo sconforto dell'artista per rifiuto da parte del committente di due capolavori assoluti come La Madonna dei Palafrenieri e La Morte della vergine.

Ci si commuove di fronte alle figure femminili mostrate nel film, iconiche prostitute amate e dipinte dall'artista: Mondane condannate al giallo, il colore che un tempo identificava le donne di vita.

Girato in 5 città e oltre 15 luoghi d’arte per 3 settimane di riprese, con un team di produzione di oltre 60 persone, oltre 200 ore di girato, il film d’arte, il quinto prodotto da Sky, che sperimenta tra i primi in Italia l’ultra risoluzione di un girato in sorgente in 8K è davvero un'esperienza unica e inebriante.

La lavorazione in CGI, che avuto come obiettivo primario restituire l'enfasi dell'illuminazione dipinta: dettagli, abiti, figure, illuminati ed adombrati dalle pennellate del pittore, sono stati la base sulla quale il team grafico del Production and Creative Hub di Sky ha generato luci e ombre capaci di svelare il quadro da prospettive e punti di vista inediti. 

Quindi seduti in poltrona, pare di poter sfiorare "La Canestra di frutta.", "Il bacchino malato", "Il suonatore di liuto", "Il ragazzo morso da un ramarro", "La caduta di Saulo", "Giuditta e Oloferne", "La madonna dei pellegrini", "La cena in Emmaus ", "La flagellazione di Cristo", "La decollazione di San Giovanni Battista" e "David e Golia".

Insomma Caravaggio: l'anima e il sangue è il viaggio di un artista dalle tenebre verso la luce. Quella luce che per tutta la vita Michelangelo Merisi è riuscito a rappresentare, ma non a vedere.