Come un gatto in tangenziale: la recensione

Arriva lunedì 16 aprile  in prima tv alle ore 21.15 su Sky Cinema 1  Come un gatto in tangenziale , la commedia di Riccardo Milani con Antonio Albanese e Paola Cortellesi nei panni di Giovanni e Monica, lui intellettuale in giacca e cravatta, con una casa nel centro storico di Roma, lei ex cassiera del supermercato, ricoperta di tatuaggi e residente in periferia. Nel cast del film anche Claudio Amendola e Sonia Bergamasco

Giovanni è la “teoria” Monica è la “pratica”. Giovanni è un intellettuale impegnato e profeta dell’integrazione sociale. Monica lavora a giornata e con l’integrazione ha a che fare tutti i giorni. Giovanni vive in centro storico. Monica vive in periferia. Non si sarebbero mai incontrati se i loro figli non si fossero fidanzati. Questo, in breve, l'incipit della storia che il regista Riccardo Milani ci ha voluto raccontare con il suo nuovo film Come un gatto in tangenziale affidando le parti da protagonisti ad Antonio Albanese e Paola Cortellesi. Il film è arrivato al cinema il 28 dicembre 2017 (Vision Distribution) e ora lo possiamo vedere su Sky Cinema 1 lunedì 16 aprile alle ore 21.15 in prima tv.

Un film dove si ride amaro, dove soprattutto non manca quella capacità tipica della grande commedia all’italiana di farci riflettere, senza perdere il sorriso, un po’ su noi e sulle nostre abitudini. Perché in fondo Albanese e la Cortellesi non sono altro che lo specchio, come dice lo stesso Milami, di “due facce opposte del nostro Paese”.

Un’Italia, come si evince dallo stesso film, culturalmente e socialmente spaccata in due in cui si preferisce non comunicare (“mi sono capita io!!” ripete spesso la Monica/Cortellesi),  e in cui la parola “contaminazione” di cui si riempie spesso la bocca il Giovanni/Albanese  diventano suoni vuoti che non arrivano nelle orecchie di chi come Monica considera l’integrazione con lo straniero alla stregua delle odori che provengono dalla loro cucine.

Come Un Gatto In Tangenziale è in fondo un film soprattutto politico perché affronta il nostro presente e anche il nostro futuro. E in Giovanni e Monica, pur nelle loro indissolubili e radicate certezze c’è la consapevolezza che non si può tornare indietro. Non esiste più un mondo fatto di “noi e gli altri” e pur tra mille difficoltà questa è l’unica strada da seguire, affinché la parola “contaminazione ” non sia più una parola vuota ma realmente un’opportunità per confrontarci direttamente con chi è lontano da noi per classe sociale, cultura o nazionalità.