La Ragazza nella nebbia di Donato Carrisi: l'INTERVISTA

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Donato Carrisi

La Ragazza nella nebbia , prima prova da regista di Donato Carrisi (premiato con un David di Donatello) arriva su Sky Cinema Uno lunedì 15 ottobre alle ore 21.15. Nell'attesa abbiamo intervistato Donato Carrisi

(@BassoFabrizio)

Una storia sbagliata. Una storia di una ragazza che sparisce e di un luogo dove la vita sembra una eterna dissolvenza. Arriva lunedì 15 alle ore 21.15 su Sky Cinema Uno La ragazza nella nebbia, il film nato dall'omonimo libro di Donato Carrisi, che ne è anche il regista, per altro premiato agli ultimi David di Donatello come miglior regista esordiente. Aspettando di vedere il film, lo abbiamo intervistato.

Carrisi lei segue due filoni, quello di Mila Vasquez e quello di Marcus e Sandra: ha mai pensato a un crossover?
A dire il vero no, non è mai capitato. E' sempre la storia che suggerisce lo sviluppo. I personaggi vivono nella storia. Ci vorrebbe una storia che li coinvolgesse tutti.
Lei è pugliese, terra di sole e colori: tutte le sue storie sono in luoghi bui, cupi. Perché non ambienta una storia nella sua regione?
Il sole va bene per il giallo ma non per il thriller che ha bisogno di ambientazioni più nere.
Debutta in regia e viene premiato come miglior esordiente ai David di Donatello.
Il mio è stato un debutto rinviato per anni. Certo non mi aspettavo subito un risultato così importante ma va detto che lo abbiamo costruito nel tempo. Anche con un po' di incoscienza.
Lei racconta il male senza violenza.
E' difficile ma anche eccitante. La suspense sono passi sul soffitto.
Si dice che sia un gaffeur.
Verissimo. E non sono neanche fisionomista. Se mi fermano come testimone di un atto criminoso il rischio è che arrestino me. Ho sempre la testa nelle storie, cerco sempre spunti e ciò mi accentua il rischio di commettere gaffe.
Lei è figlio di insegnanti: quanto è stato importante per la sua formazione?
La scuola per me è fondamentale, cerco il valore dell'istruzione più che della cultura. Per ottenere risultati devi sapere qualcosa in più degli altri.
Scrivere del male porta in una realtà distopica?
Non mi piace questa parola. Come è brutto dire l'urgenza di fare un film o la necessità della storia. Oggi con la parola distopico si giustifica tutto ciò che non ha senso.
Quindi vive una vita regolare.
Diciamo che sto in due realtà. Una nella testa e una intorno a me. Capita che quella della testa talvolta varchi l'altra soglia.
Potesse viaggiare nel tempo dove andrebbe?
Sono ipocondriaco non rinuncerei mai al progresso della medicina.
Una eccezione?
Vorrei andare nella seconda guerra mondiale o negli anni che la hanno preceduta per vedere il male assoluto dei nazisti. Che, per altro, può ripetersi.
E' vero che in una seduta spiritica ha incontrato Agatha Christie?
Certo, lo ho detto recentemente a Cinepop.
Potesse incontrare spiriticamente un'altra persona?
Stanley Kubrick. Vorrei approfondire il suo modo di pensare i film, esplorare il suo processo creativo. Mi farei anche una bella chiacchierata con Sergio Leone.
Cosa ci può dire del prossimo suo film L'uomo del labirinto?
Niente.
Niente niente?
Sole e caldo ci saranno ed è un film complesso perché ambientato in un non luogo.