Oscar 2019, 5 cose da sapere su Glenn Close, protagonista di The Wife

Dalla svolta con «Attrazione fatale» , accanto a Michael Douglas, alla collezione dei costumi di scena dei suoi film, ecco alcune curiosità sull'attrice americana. - Glenn Close, la fotogallery

Glenn Close, le migliori interpretazioni Glenn Close, la strada verso l'Oscar

Glenn Close è considerata come una delle migliori attrici della sua generazione e una delle più grandi star della New Hollywood. Nonostante ciò, l’attrice detiene il record di sette candidature ai Premi Oscar (di cui una pendente) senza l'assegnazione di alcuna statuetta. Riuscirà a colmare la «lacuna» con la sua interpretazione in «The Wife - Vivere nell’ombra»? Nell’attesa di scoprirlo, ecco cinque curiosità che la riguardano.

I primi passi

Nata a Greenwich, negli Stati Uniti, nel 1947, Close inizia a farsi conoscere come attrice sul finire degli anni Settanta, prima a Broadway e poi nelle produzioni Off-Broadway, il teatro alternativo. Il grande successo arriva, però, con il cinema, in particolare per i ruoli da protagonista in «Attrazione fatale» di Adrian Lyne (1987) e «Le relazioni pericolose» di Stephen Frears (1988).

La consacrazione con «Attrazione fatale»

Nella prima pellicola, forse la sua più iconica, Close interpreta il ruolo dell’avvocatessa Alex Forrest, con cui Michael Douglas, marito e padre modello, decide di intraprendere una breve relazione extraconiugale. Il personaggio di lui, infatti, decide ben presto di tornare alla propria vita, scatenando la furia - spesso autodistruttiva - di lei, che raggiunge e travalica l’ossessione. Un personaggio molto complesso, quello interpretato dall’attrice, che ha avuto un impatto importante anche nella cultura popolare, tanto da essere considerato non solo uno dei più spietati e cattivi del grande schermo, ma anche l’artefice del modo di dire bunny boiler, a indicare una persona particolarmente rancorosa e vendicativa nei confronti di un ex.

Il forte legame con Albert Nobbs

Tra gli altri iconici personaggi interpretati dall’attrice, anche Crudelia De Mon in «La carica dei 101» e Albert Nobbs, nell’omonima pellicola del 2011. Close aveva già interpretato quest’ultimo personaggio quasi trent'anni prima, in una rappresentazione teatrale del 1982 tratta dal racconto di George Moore. Affezionatasi al ruolo, ne ipotizzò lo sbarco sul grande schermo già dai primi anni Novanta, con una prima versione della sceneggiatura scritta dal regista ungherese Istvan Szabò. Solo nel 2005, tuttavia, venne scelto il regista Rodrigo Garcia (figlio dello scrittore Gabriel Garcia Marquez), e solo sei anni dopo è stato possibile realizzare il film.

La vita privata


Sul versante privato, Close è al terzo matrimonio. Il primo con il cantautore Cabot Wade, dal 1969 al 1971. Il secondo con l’uomo d’affari James Constantine Marlas, dal 1984 al 1987. E il terzo, dal 2006 al 2015, con David Shaw, a capo di una ditta che produce dispositivi medici e strumenti diagnostici per i veterinari. In mezzo, una relazione con l’attore Men Cariou, dal 1979 al 1983, e con il produttore John H. Starke, dal 1987 al 1991, da cui, nel 1988, è nata la figlia Annie.

Le passioni


Tra le sue più grandi passioni, ci sono la letteratura e l’arte, i viaggi, il baseball (tifa per i New York Mets) e i costumi di scena. Close ha, infatti, tutti gli abiti delle pellicole a cui ha preso parte.