What You Gonna Do When the World's on Fire? La recensione del film di Minervini

Presentato in concorso al Festival del Cinema di Venezia 2018, il secondo film italiano. Girata in bianco e nero, una riflessione sul concetto di razza in America firmata da Roberto Minervini, regista di Louisiana (The Other Side) e Stop the Pounding Heart

Si chiama Ronaldo. Ma di nome non fa Cristiano, e non è neanche un calciatore, né tanto meno un milionario. E' invece uno dei protagonisti di What You Gonna Do When the World’s on Fire? – Che fare quando il mondo è in fiamme?  Un Ronaldo nero di 14 anni con il padre in galera. Un ragazzo severo e maturo, dallo sguardo innocente. Un adolescente consapevole dello spartiacque che divide gli Stati Uniti. A suo fratello Titus , che ha nove anni, spiega così l'importanza del movimento per i diritti civili del popolo nero. “Senza tutti quelli che hanno lottato per noi, saremmo ancora schiavi”

Il film di Roberto Minervini, che prende il titolo da un classico della musica gospel è soprattutto un'epifania di voci  e volti. Oltre a Rolando e Titus, c'è Judy Hill, nata in una famiglia di musicisti a Tremé, il più antico quartiere nero di New Orleans. Ciuffo biondo, grandi orecchini a cerchio, una donna per cui la guerra non è mai finita come cantava Loredana Berté. Un passato difficile, un presente complicato, un futuro incerto. Ma Judy non molla, anche se ha perduto il suo bar per colpa della speculazione edilizia. Perchè per usare le sue parole: "una donna forte ha bisogno di una mente forte, perché deve affrontare problemi forti”.

Ma in What You Gonna Do When the World’s on Fire?, ci sono soprattutto le pantere nere, ovvero i componenti del "New Black Panthers Party for Self-Defense."

Nell' Estate 2017, una serie di brutali uccisioni di giovani afroamericani per mano della polizia scuote gli Stati Uniti. Una comunità nera del Sud degli Stati Unita affronta gli effetti persistenti del passato cercando di sopravvivere in un paese che non è dalla parte della sua gente. E le Black Panther organizzano una manifestazione di protesta contro la brutalità della polizia.

Il regista Roberto Minervini, marchigiano di Fermo, a cui durante le riprese  a New Orleans  hanno persino sparato, ci spiega che: "Al di la'del cinema, questa e' vita". In un'abbaciante bianco e nero, questo intenso docu-film trasforma in immagini l'urlo di protesta della comunità afroamericana, "We want Justice, Now! " Per appresentare un mondo in fiamme , What You Gonna Do When the World’s on Fire? ci rende partecipi delle tradizioni dei nativi americani durante il Mardi Grass. A metà dell’Ottocento, quando gli africani americani non erano autorizzati a partecipare alle parate solenni che avevano luogo nelle città, gli schiavi sottrattisi al traffico transatlantico dei negrieri furono adottati dai nativi americani locali, protetti e accolti nelle loro comunità.

Nella cultura dell’Africa Occidentale come in quella dei nativi americani l’uso delle maschere, dei copricapo, delle piume e delle perline costituiva una pratica corrente e, quando queste culture si sono mescolate, nella tradizione del Mardi Gras indiano è andata sviluppandosi una nuova cultura del travestimento. Ma l'idea di Minervini è quella di togliere la maschera dell'ipocrisia e dell'indifferenza e di raccontare  la comunita' nera del Sud degli Stati Uniti  che convive con violenza e poverta', mentre  cerca di organizzare una reazione alle violenze, perpetrate anche dalla polizia. E la speranza del regista è che What You Gonna Do When the World’s on Fire? " susciti un dibattito necessario sulle attuali condizioni dei neri americani che, oggi più che mai, assistono all’intensificarsi di politiche discriminatorie e crimini motivati dall’odio." Perchè gli incendi, a qualsiasi latitudine, possono essere molto pericolosi.