Torino Film Festival 2026, il programma: Marilyn Monroe e l’esordio da regista di Travolta
CinemaIntroduzione
Presentato a Roma il programma del 44° Torino Film Festival, dal 24 novembre al 2 dicembre 2026 con la direzione artistica di Giulio Base. Centoventi titoli scelti fra oltre cinquemila, una retrospettiva di 24 film dedicata a Marilyn Monroe nel centenario della nascita, sedici lungometraggi in concorso (dieci firmati da registe) e dodici Stelle della Mole, da John Travolta a Isabelle Huppert, da Pamela Anderson a Fanny Ardant. Apre Novembre 1963 di Roland Joffé, chiude il biopic su Gilles Villeneuve. In mezzo Miike, Reygadas, Haigh, Andy Garcia regista e l'esordio dietro la macchina da presa di Travolta. Ecco tutti i film e gli ospiti.
Quello che devi sapere
Torino Film Festival 2026, tra Virginia Woolf e due signore Dalloway
«La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comprati lei.» A poco più di un secolo dall'incipit di Virginia Woolf, la padrona di casa più celebre del Novecento si ritrova a dare due feste nello stesso concorso: accade al Torino Film Festival 2026, la 44ª edizione, il cui programma è stato presentato oggi a Roma, all'Acquario Romano, e che si terrà dal 24 novembre al 2 dicembre. Da una parte Clarissa dei fratelli Arie e Chuko Esiri, che trapiantano il romanzo nell'alta società di Lagos; dall'altra The Last Day di Rachel Rose, dove Alicia Vikander apre la sua villa di Worcester per il 4 luglio e la giornata, un incontro dopo l'altro, scivola verso il tema della maternità. Ora, quel romanzo Woolf avrebbe voluto intitolarlo The Hours, le ore, e a scandirle era il Big Ben, con i suoi «cerchi di piombo» che si dissolvevano nell'aria di Londra. A Torino il Big Ben è la Mole. E per nove giorni le ore le batte il festival.
Nove giorni, 120 film: l'orologio del Torino Film Festival
Sotto l'egida del Museo Nazionale del Cinema (presidente Enzo Ghigo, direttore Carlo Chatrian) e con la direzione artistica di Giulio Base, al suo terzo anno, il festival conferma la misura snella che si era dato: 120 titoli, 104 lungometraggi e 16 corti, scelti fra oltre cinquemila. Le anteprime mondiali sono 21, quelle internazionali 12, le europee 9, le italiane 45. Tre concorsi (lungometraggi, documentari, cortometraggi) e tre sezioni non competitive: Fuori concorso, Zibaldone e la retrospettiva. Niente serie tv, «una scelta d'identità» secondo Base, giacché il TFF intende restare il luogo in cui il cinema si guarda in sala e insieme (ogni proiezione sarà introdotta da registi, interpreti, testimoni o critici). Un festival, ha scritto il direttore nella sua presentazione, è come una galleria d'arte in cui ogni opera merita il proprio spazio; e una galleria, si sa, si percorre a passo d'uomo, non di corsa.
Marilyn Monroe, le ore del centenario
Marilyn Monroe nacque il 1° giugno 1926 e visse 36 anni: poco più di un'ora sul quadrante del secolo, che il TFF ripercorre per intero. Il manifesto riprende uno scatto di George Barris realizzato a Santa Monica nel 1962 per il servizio noto come "The Last Photos" (il Museo ne ha acquistato all'asta a Los Angeles tre stampe, ora esposte alla Mole Antonelliana). La retrospettiva conta 24 film e va da Orchidea bionda (1948) a Gli spostati (1961), con le tappe obbligate di Giungla d'asfalto, Eva contro Eva, Niagara, Gli uomini preferiscono le bionde, Quando la moglie è in vacanza, Fermata d'autobus e A qualcuno piace caldo.
La parte più intrigante, però, è quella in cui Marilyn diventa lo sguardo degli altri. C'è La rabbia di Pier Paolo Pasolini e Giovannino Guareschi, che custodisce il celebre compianto pasoliniano per l'attrice; c'è La signora in bianco di Nicolas Roeg, dove un'Attrice che le somiglia come una sorella spiega la relatività a un Professore in una stanza d'albergo; c'è Norma Jean & Marilyn, film tv del 1996 in cui Marilyn aveva il volto di Mira Sorvino, che sarà in sala a presentarlo con Fulvia Caprara. E poi Marilyn di Simon Curtis, il documentario Marilyn - I diari segreti di Liz Garbus e infine Blonde di Andrew Dominik, che di quelle ore fece un incubo lungo 167 minuti. Dettaglio da non trascurare: le 24 proiezioni saranno tutte introdotte da donne, critiche, giornaliste e studiose, da Gloria Satta a Piera Detassis, da Laura Delli Colli a Cristiana Paternò. Il 27 novembre, all'Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo, sarà Base in persona a presentare Giungla d'asfalto, a ingresso gratuito su prenotazione.
Il concorso: guerre, cinghiali e adolescenze
Sedici film, dieci firmati da registe, e per il terzo anno consecutivo tre donne alla guida delle giurie. Letto in fila, il concorso lungometraggi disegna almeno tre traiettorie.
La prima è quella dei corpi attraversati dalla Storia. Les Clochettes de Kaboul di Chabname Zariab porta Golshifteh Farahani nella Kabul del 2021, mentre i talebani riprendono il potere; Thirteen in Gaza di Hosam Abu Dan segue una ragazzina che entra nella pubertà in un campo profughi; Krux di Tony Vahl si chiude in un villaggio della Germania orientale negli ultimi giorni del 1945, quando un ordine trasforma la paura in istinto. Tre film lontanissimi che dicono la stessa cosa: la guerra non si combatte soltanto al fronte, si deposita nei corpi, e lì resta.
La seconda è il genere che esce di strada. L'espèce explosive di Sarah Arnold parte da un'invasione di cinghiali nelle Ardenne e approda dalle parti del folk horror, della commedia poliziesca e dello stoner movie (i Cahiers du cinéma l'hanno definito un «polar burlesque»); The Fertilizer Home della sudcoreana Jeong Hyo-jung fa di una maledizione di villaggio un horror sul capitalismo e sull'inquinamento; lo sloveno Girl in the Night di Luka Marčetić mette un cleptomane da stazione di servizio sulle tracce di una ragazza piena di lividi che giura di avere superpoteri. A metà strada sta Butterfly di Itonje Søimer Guttormsen, con Renate Reinsve sorellastra di ritorno a Gran Canaria: dramma familiare di menzogne e gelosie che vira, senza preavviso, al grottesco.
La terza è l'età in cui si diventa qualcuno. Truly Naked di Muriel d'Ansembourg racconta il figlio adolescente di un regista porno che vorrebbe ricominciare senza dire chi è suo padre; Los Nadadores di Sol Iglesias manda quattro ragazzi a tuffarsi nelle piscine delle ville abbandonate di una Buenos Aires infuocata (e viene in mente Il nuotatore di John Cheever, rovesciato in apocalisse); The World Before della coreana Yoon Dan-bi racconta un primo amore su un'isola da cui la protagonista non è mai partita, con una delicatezza che la scheda colloca fra Ozu, Rohmer e Hou Hsiao-hsien, e scusate se è poco. A suo modo ci sta anche Il primo giorno di vita di Leonardo Revelli, figlio unico di Stefano Grasso: Francesco Gheghi è un ventenne torinese che, quando la madre (Valeria Bruni Tedeschi) si ammala e il padre (Valerio Mastandrea) si scopre fragile, deve fare i conti con la rivelazione più sconvolgente di tutte, essere uno dei tanti.
Completano la gara l'italiano L'ora più bella di Ernesto Maria Censori, Paradise di Jérémy Comte e Sugar di Amira Duynhouwer. In giuria, con la presidente Francesca Archibugi, Alessandro Amato, Chiara Caselli, Vanja Kaludjercic e Kirill Serebrennikov. Al miglior film vanno 20.000 euro.
Documentari e cortometraggi, il tempo lungo del reale
Se la finzione lavora sulle ore, il documentario lavora sugli anni. Alessandra Sanguinetti ha filmato per venticinque anni due cugine della pampa in La ilusión de un verano sin fin; Pieter-Jan De Pue ha seguito per un decennio l'Ucraina orientale in Mariinka, ben prima dell'invasione del 2022; Pepa Lubojacki ha passato cinque anni accanto al fratello e ai cugini senza fissa dimora in If Pigeons Turned to Gold. E poi Albert Serra, che in Seize moments de ma vie filma in concerto Ingrid Caven, ex musa di Fassbinder; Roberta Torre, che in Le Angelesse trasforma le detenute di Bollate e San Vittore in un coro tragico; La Berma, sulle mine del muro marocchino nel Sahara Occidentale; Le case spezzate di Tony Saccucci sulle foibe; La U di svanire di Augusto Contento sui gulag. La giuria è presieduta da Stefania Casini.
Fra i sedici cortometraggi, giudicati dalla giuria di Chiara Francini, c'è anche Francesco Gheghi regista, con Blu oltremare, bianco perla e un pizzico di giallo miele: tant'è che il giovane attore sarà a Torino due volte, davanti e dietro la macchina da presa.
Fuori concorso: dalle 48 ore di Kennedy a Travolta regista
L'apertura, martedì 24 novembre al Teatro Regio, è affidata alle ore più contate del Novecento americano. Novembre 1963 - L'assassinio di J. F. Kennedy di Roland Joffé ricostruisce le 48 ore prima e dopo Dallas dalla prospettiva della Chicago Outfit di Sam Giancana, con John Travolta e Robert Carlyle (in sala dal 3 dicembre con Eagle Pictures). Travolta, parimenti, si sdoppia: porta a Torino anche il suo esordio da regista, Propeller: One-Way Night Coach, 61 minuti tratti da un suo romanzo di memorie su un bambino che all'inizio degli anni Sessanta vola con la madre verso Hollywood. Regista di sé stesso è pure Andy Garcia, che in Diamond si cuce addosso un detective di Los Angeles rimasto agli anni Quaranta, con Vicky Krieps, Brendan Fraser, Dustin Hoffman e Bill Murray.
Chi ama le ore lunghe sarà servito: 195 minuti per Les rayons et les ombres di Xavier Giannoli, affresco sul collaborazionismo con Jean Dujardin; 174 per You Can See Everything di Nathan Fielder e Lance Oppenheim, che seguono Elizabeth Holmes di Theranos nei giorni che precedono il carcere fino a smarrire il confine fra chi filma e chi è filmato; 156 per Heil Jupiter!, il ritorno di Carlos Reygadas. Fra gli altri autori, Takashi Miike con Bad Lieutenant: Tokyo, più variazione che remake di Ferrara e Herzog, con Lily James; Isabelle Huppert Contessa Sanguinaria nel vampiresco The Blood Countess di Ulrike Ottinger; Andrew Haigh che adatta Colm Tóibín in A Long Winter; Lisandro Alonso che torna al suo personaggio più noto, venticinque anni dopo La libertad, con La libertad doble.
E ancora Heysel 85 di Teodora Ana Mihai, il cui incasso andrà alla Fondazione Allegra Agnelli; Christopher Walken impresario funebre in bancarotta in Back in Black; Maya Hawke e Lewis Pullman nella romcom catastrofica Wishful Thinking; Asia Argento in La muerte no tiene dueño; Ficarra e Picone, con Anna Foglietta e Vittoria Puccini, in La notte delle fragole di Alessandro Genovesi. Si chiude mercoledì 2 dicembre al Cinema Massimo con Villeneuve: The Rise of a Legend di Yan Lanouette Turgeon, sul pilota della Ferrari morto a Zolder nel 1982. Anche lì, a ben vedere, una questione di tempi, misurati al centesimo.
Zibaldone, il festival come diario
Il nome della sezione viene da Leopardi, e lo Zibaldone di pensieri era appunto un deposito di appunti, letture e intuizioni accostati senza gerarchia. Qui le novità convivono con i classici portati in sala dai loro autori o interpreti: Pulp Fiction, Donnie Brasco, Piccoli affari sporchi, Anni di piombo (Leone d'oro a Venezia), Dogman di Luc Besson, Diamanti grezzi dei Safdie, The Last Showgirl con Pamela Anderson. Chiwetel Ejiofor, presente a Torino, attraversa la sezione due volte, con 12 anni schiavo e con il film di Frears. E c'è Millennium Mambo di Hou Hsiao-hsien, la Taipei al neon di inizio millennio, che fa da controcanto alla Corea del concorso.
Accanto, il restauro di Piccolo mondo antico di Mario Soldati (1° dicembre al Massimo), Rondolino Docet di Mimmo Calopresti sul fondatore del festival, Sguardi di Marco Ponti girato a CasaOz con Alessandro Baricco, Jovanotti e Luciana Littizzetto, il morettiano Caro Nanni di Pablo Maqueda, Good People di Milcho Manchevski sull'incendio di Kočani, l'opera da regista di Fanny Ardant Ela olhava sem nada ver, i 203 minuti di Aquí di Tiago Guedes dalla trilogia di Gesù di Coetzee e le commedie L'ultimo salto di Umberto Carteni, con Marco Giallini e Max Tortora, e Il mio nemico immaginario di Antonia Liskova, con Fabio Volo e Loretta Goggi.
Stelle della Mole e ospiti
Dodici le Stelle della Mole: Pamela Anderson, Fanny Ardant, Luc Besson, Maria de Medeiros, Stephen Frears, Andy Garcia, Isabelle Huppert, Mike Newell, Josh Safdie, John Travolta, Margarethe von Trotta e Mira Sorvino. Cinque saranno consegnate la sera dell'inaugurazione, condotta da Base con Ambra Angiolini: a Travolta, de Medeiros, Frears, Newell e von Trotta (che il 25 novembre riceverà anche il Premio Speciale Fondazione CRT). Tre, ad Anderson, Ardant e Sorvino, alla premiazione finale. Tra gli italiani attesi, Giovanna Mezzogiorno, Valeria Bruni Tedeschi, Valerio Mastandrea, Asia Argento, Celeste Dalla Porta, Marco Giallini, Paolo Calabresi e Fabio Volo.
Sicché la sera del 24, al Regio, si ritroveranno sullo stesso palco Vincent Vega e Fabienne, ovvero Travolta e de Medeiros, la coppia (che coppia non era) di Pulp Fiction. E chi ricorda la sequenza del Jack Rabbit Slim's sa che, tra i camerieri travestiti da icone degli anni Cinquanta, c'era pure una Marilyn: la sosia Susan Griffiths, che si piazza sulla grata e rifà la gonna bianca sollevata di Quando la moglie è in vacanza, film che la retrospettiva riporta sul grande schermo. Il cerchio, a Torino, si chiude così. I cerchi di piombo si dissolveranno sopra la Mole; e i fiori, stavolta, li compra il festival
Se il Torino Film Festival 2026 fosse un cocktail
Sarebbe un Bionda della Mole: 3 cl di vermouth bianco di Torino, 1 cl di liquore ai fiori di sambuco, 1 cl di succo di limone fresco, colmato di champagne brut in una coppa ghiacciata, con un twist di limone. Il vermouth per la città che ne ha fatto una bandiera, i fiori per le due signore Dalloway, le bollicine per la diva del centenario. Nessuno è perfetto, ma questo ci va vicino.
Tutti i film del Torino Film Festival 2026
Tutti i film del Torino Film Festival 2026
Concorso lungometraggi: Butterfly (Itonje Søimer Guttormsen), Clarissa (Arie e Chuko Esiri), Les Clochettes de Kaboul (Chabname Zariab), L'espèce explosive (Sarah Arnold), The Fertilizer Home (Jeong Hyo-jung), Girl in the Night (Luka Marčetić), Krux (Tony Vahl), The Last Day (Rachel Rose), Los Nadadores (Sol Iglesias), L'ora più bella (Ernesto Maria Censori), Paradise (Jérémy Comte), Il primo giorno di vita di Leonardo Revelli, figlio unico (Stefano Grasso), Sugar (Amira Duynhouwer), Thirteen in Gaza (Hosam Abu Dan), Truly Naked (Muriel d'Ansembourg), The World Before (Yoon Dan-bi).
Concorso documentari: Amoosed: A Moose Odyssey (Hana Nováková), Ancora è presto (Antonio Valerio Spera), Le Angelesse (Roberta Torre), La Berma (Agustín Domínguez Cordero), Car la lune (Éric Baudelaire), Le case spezzate (Tony Saccucci), Dream of Another Summer (Irene Bartolomé), Heat (Jacqueline Zünd), If Luck Will Come (Camille Bildsøe), If Pigeons Turned to Gold (Pepa Lubojacki), La ilusión de un verano sin fin (Alessandra Sanguinetti), Mariinka (Pieter-Jan De Pue), Seize moments de ma vie (Albert Serra), Somalia (Giuseppe Carrieri, Mohamoud Hassan), Les survivants du Che (Christophe Dimitri Réveille), La U di svanire (Augusto Contento).
Concorso cortometraggi: (0,∞) (Mar Sudac), Blu oltremare, bianco perla e un pizzico di giallo miele (Francesco Gheghi), Cosa può un fantasma (Giacomo Raffaelli), Fiction (Ambroise Rateau), Hamerkop (André Guiomar), It Means Hope (Shadi Karamroudi), La Paris (Diletta Di Nicolantonio), Madre mía (Mónica González Carter), Monochrome (Justice Rutikara), Para mí, ya no es cualquier baño (Micaela Moreno Barril), Pies al revés (Elodie Arpa), Qué tú hace, Sara? (Carolina Meza Torres), A Room with a Sea View (Yue Zhang), V+M (Gaia Longobardi), VHS I Love You (Hashem Jahromi), Why I Am an Anarchist (Sara Crow).
Fuori concorso: Back in Black (Ron Murphy), Bad Lieutenant: Tokyo (Takashi Miike), Black Church Bay (Rhys Marc Jones), The Blood Countess (Ulrike Ottinger), Diamond (Andy Garcia), The End of It (Maria Martinez Bayona), Heil Jupiter! (Carlos Reygadas), Heysel 85 (Teodora Ana Mihai), Instinct de famille (Maurice Hermet), Jim Queen (Nicolas Athane, Marco Nguyen), The Liberation (Guy Nattiv), La libertad doble (Lisandro Alonso), A Long Winter (Andrew Haigh), Moscas (Fernando Eimbcke), La muerte no tiene dueño (Jorge Thielen Armand), La notte delle fragole (Alessandro Genovesi), Novembre 1963 - L'assassinio di J. F. Kennedy (Roland Joffé), Propeller: One-Way Night Coach (John Travolta), Les rayons et les ombres (Xavier Giannoli), Strong Son (Ian Bawa), That One Beautiful Day (Melora Walters), Villeneuve: The Rise of a Legend (Yan Lanouette Turgeon), Wishful Thinking (Graham Parkes), You Can See Everything (Nathan Fielder, Lance Oppenheim).
Zibaldone: 12 anni schiavo (Steve McQueen), Aquí (Tiago Guedes), Audrey La Mer (Levi Riso), Anni di piombo (Margarethe von Trotta), Caro Nanni (Pablo Maqueda), Costanera (Mauro Díez Concari), Piccoli affari sporchi (Stephen Frears), Dogman (Luc Besson), Donnie Brasco (Mike Newell), Ela olhava sem nada ver (Fanny Ardant), Good People (Milcho Manchevski), The Last Showgirl (Gia Coppola), Millennium Mambo (Hou Hsiao-hsien), Il mio nemico immaginario (Antonia Liskova), Il paradiso è un posto bellissimo (David Ambrosini), Piccolo mondo antico (Mario Soldati), Pulp Fiction (Quentin Tarantino), Rondolino Docet (Mimmo Calopresti), Sguardi (Marco Ponti), Soy Mario (Sharon Kleinberg), L'ultimo salto (Umberto Carteni), Diamanti grezzi (Benny e Josh Safdie), Under the Rain (Fabrizio Maria Cortese), Viva (Aina Clotet).
Retrospettiva Marilyn Monroe: Orchidea bionda (1948), Giungla d'asfalto (1950), Eva contro Eva (1950), Le memorie di un Don Giovanni (1951), Il magnifico scherzo (1952), La tua bocca brucia (1952), La confessione della signora Doyle (1952), Gli uomini preferiscono le bionde (1953), Niagara (1953), Come sposare un milionario (1953), La magnifica preda (1954), Follie dell'anno (1954), Quando la moglie è in vacanza (1955), Fermata d'autobus (1956), Il principe e la ballerina (1957), A qualcuno piace caldo (1959), Facciamo l'amore (1960), Gli spostati (1961), La rabbia (1963), La signora in bianco (1985), Norma Jean & Marilyn (1996), Marilyn (2011), Marilyn - I diari segreti (2012), Blonde (2022).
Torino Film Festival 2026: biglietti e informazioni pratiche
Il Torino Film Festival si svolgerà dal 24 novembre al 2 dicembre 2026. Il biglietto intero costa 8 euro, il ridotto 6 euro per le categorie convenzionate, gli under 26 e gli over 65. Disponibili anche carnet da cinque ingressi a 30 euro e da dieci a 60 euro. La prevendita alle casse dei cinema Massimo e Romano sarà attiva dal 17 al 24 novembre, dalle 16 alle 21; dal 25 novembre le biglietterie seguiranno gli orari delle proiezioni. I biglietti saranno acquistabili anche sul sito ufficiale del festival, fino a 30 minuti prima dell’inizio di ciascun film, con una maggiorazione di 50 centesimi per transazione. Le tariffe ridotte sono disponibili esclusivamente alle casse. I film in lingua straniera saranno proiettati con sottotitoli.