Festa Cinema Roma, Lorenzo - L’incredibile avventura di Jovanotti: recensione
CinemaIntroduzione
Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti arriva alla Festa del Cinema di Roma con un racconto che va oltre la carriera di uno dei protagonisti della musica italiana.
Non è la consueta celebrazione di successi, dischi e folle oceaniche, ma il tentativo di avvicinarsi all’uomo dietro l’artista, seguendo sette anni di riprese, conversazioni, immagini private e materiali d’archivio. Il risultato è un ritratto che alterna energia e malinconia, viaggi e memoria familiare, entusiasmo e fragilità. Perché la positività di Jovanotti non nasce dall’assenza di dolore, ma dalla capacità di attraversarlo senza rinunciare a guardare avanti.
Diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, il documentario sarà nelle sale come evento speciale dal 26 novembre al 2 dicembre 2026, distribuito da Plaion Pictures.
Quello che devi sapere
Diciott’anni sotto i riflettori
La storia comincia da un ragazzo che, appena diciottenne, si ritrova catapultato sotto gli occhi del pubblico e impara presto a convivere con una notorietà capace di condizionare la sua percezione del mondo.
Il documentario ripercorre anche le sue apparizioni nei più famosi programmi della televisione italiana, da Maurizio Costanzo a Pippo Baudo, da Raffaella Carrà a Mike Bongiorno. Le immagini d’archivio restituiscono la grinta e l’entusiasmo di un giovane Lorenzo Cherubini che, nel tempo, ha saputo cambiare pelle senza perdere la propria energia.
Ma essere osservato fin da giovanissimo significa anche costruirsi una realtà particolare, inevitabilmente influenzata dal successo e non sempre coincidente con quella degli altri. I registi Dario Zonta e Carlo Zoratti evitano di seguire una cronologia tradizionale e preferiscono accostare epoche, immagini e ricordi, cercando ciò che unisce il personaggio pubblico alla persona.
È una scelta che funziona perché sposta l’attenzione: non tanto come è diventato famoso Jovanotti, ma chi è Lorenzo quando si allontana dal palcoscenico.
Presentato in anteprima alla 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Special Screening, Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti arriverà nelle sale italiane dal 26 novembre al 2 dicembre 2026, distribuito da Plaion Pictures.
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La memoria di un'infanzia romana
La parte più intima di questo racconto passa attraverso i legami familiari, a cominciare da quello con la madre, una donna incline alla malinconia che Lorenzo sentiva il bisogno di proteggere dalla tristezza. Anche alcune canzoni nascono da questo desiderio di starle vicino, di trovare nella musica un modo per esprimere ciò che le parole quotidiane non riuscivano a contenere.
C’è poi la morte del fratello, pilota di voli charter, una perdita che ha segnato profondamente la sua vita.
E c’è Roma, con la cupola di San Pietro che continua a richiamarlo all’infanzia. Tra i ricordi più curiosi, quello che Jovanotti racconta su due pappagalli regalati al Papa, poi liberati a quanto diceva il padre che lavorava prorpio in Vaticano. Lorenzo li cercava con lo sguardo dalla finestra di casa sua, convinto che, vista la loro longevità, potessero essere ancora in giro. È un aneddoto semplice, quasi tenero, che restituisce la capacità del documentario di trovare nei dettagli quotidiani una chiave di lettura.
Le immagini Super 8 girate dal padre, recuperate per il film, danno corpo a questa memoria e riportano al centro il bambino prima ancora dell’artista.
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Le canzoni più intime, oltre i grandi successi
Uno degli aspetti più interessanti di questo docufilm riguarda la musica. Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti non punta necessariamente sui brani più celebri, quelli che hanno accompagnato i grandi concerti e segnato la storia commerciale dell’artista. Preferisce canzoni più intime, capaci di illuminare zone meno esposte della sua esperienza personale.
La musica diventa così un accesso alla memoria, un modo per mettere in relazione il vissuto e la scrittura senza trasformare il documentario in una successione di successi.
Dopo gli anni romani, la vita di Lorenzo si sposta a Cortona, in Toscana, con la compagna di sempre, Francesca Valiani, e costruisce una dimensione più privata. Il racconto procede per associazioni, senza l’obbligo di spiegare tutto o di sistemare ogni ricordo in una sequenza ordinata.
È una scelta che rispecchia anche il modo in cui funziona la memoria: alcuni momenti riemergono con chiarezza, altri si legano a un’immagine, a una frase o a una canzone. L’artista che canta davanti a migliaia di persone e l’uomo che ricorda i propri cari non sono due figure contrapposte, ma parti della stessa storia.
L’incidente in bicicletta e la fatica di ricominciare
L’equilibrio cambia quando si parla dell’incidente in bicicletta avvenuto nella Repubblica Dominicana nel luglio del 2023, una caduta che mette alla prova l’ottimismo di Lorenzo. Le conseguenze sono pesanti: la frattura del femore, gli interventi chirurgici, la riabilitazione e il timore di non riuscire a recuperare completamente.
A rendere il racconto particolarmente diretto sono i video che Jovanotti ha girato da solo durante il ricovero, le operazioni e il lungo ritorno alla normalità. La telecamera diventa una specie di filtro anche quando non c’è un pubblico davanti a cui esibirsi: abituato da sempre a raccontarsi, Lorenzo continua a farlo persino nei momenti in cui il dolore rende difficile trovare le parole.
Non c’è soltanto la sofferenza fisica, ma anche l’incertezza di chi si trova costretto a fermarsi proprio mentre il movimento, il viaggio e la bicicletta sono diventati parti essenziali della propria identità. Dopo poco più di un anno, il ritorno in sella viene documentato come una conquista personale, lontana dalla spettacolarità dei grandi concerti.
La vita come un viaggio, senza smettere di sognare
Arrivato a sessant’anni, compiuti lo scorso 27 settembre, Lorenzo si interroga anche su come vorrebbe essere ricordato.
Non gli basta essere associato alla giovinezza di chi lo ha seguito per decenni: desidera che il suo percorso sia percepito come un viaggio condiviso, capace di accompagnare le persone nel tempo. Eppure, insieme alla gratitudine per ciò che ha vissuto, affiora una domanda inevitabile: se alcuni sogni sembrano già realizzati, quali obiettivi restano da raggiungere? Il docufilm non cerca risposte definitive e lascia spazio a pensieri che oscillano tra ironia, curiosità e consapevolezza del tempo che passa. Jova allora ricorda un passaggio sull’immortalità attribuito a Jorge Luis Borge: "Finora sono morti tutti, magari io sono il primo immortale, chissà!". È un modo di affrontare il limite senza rinunciare alla leggerezza.
Jovanotti racconta una sua ricorrente fantasia di viaggio: come una linea immaginaria che dall'alto, volando, gli fa attraversare il Perù, l’Argentina, l'India, la Thailandia per poi tornare sopra gli Appennini, fino ad arrivare a se stesso di spalle, con uno zaino, mentre continua a camminare. È un’immagine semplice, ma efficace: non un uomo arrivato al traguardo, bensì qualcuno che vuole ancora attraversare il mondo e lasciarsi sorprendere. Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti racconta proprio questo: una persona che ha trasformato la vita in una festa, pur conoscendone le perdite e gli imprevisti.
La sua positività non è una posa né una formula rassicurante, ma un modo di stare al mondo. E il film convince soprattutto quando mostra che dietro il ragazzo fortunato c’è un uomo, Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, che continua a cercare, cadere, ricordare e ripartire.