Holy Wood Dust, trailer in esclusiva: Kossakovsky e Mancuso esplorano la vita degli alberi

Cinema

Che cosa accade a un albero nell’istante in cui viene abbattuto? Holy Wood Dust, il documentario di Victor Kossakovsky con Stefano Mancuso, invita a cambiare prospettiva sul mondo vegetale. Dopo l’anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, il film arriva nelle sale italiane il 23, 24 e 25 novembre 2026, distribuito da Be Water Film in collaborazione con Medusa Film. Su Sky TG24 il trailer in esclusiva di un viaggio fra ricerca scientifica, immagini e suoni, alla scoperta della vita degli alberi

ocumentario di Victor Kossakovsky, con la partecipazione del botanico Stefano Mancuso, arriverà nei cinema italiani con un’uscita evento il 23, 24 e 25 novembre 2026, distribuito da Be Water Film in collaborazione con Medusa Film. In attesa dell’appuntamento in sala, Sky TG24 presenta in esclusiva il trailer, che potete vedere nel video in alto.

Holy Wood Dust e la vita degli alberi

Che cosa succede nel secondo successivo all’abbattimento di un albero? È l’interrogativo al centro del film, che propone di ripensare il nostro rapporto con il regno vegetale. Un tronco tagliato diventa il punto da cui osservare una vita complessa, della quale spesso misuriamo il valore soltanto in funzione delle nostre necessità.

Ad accompagnare il viaggio c’è Stefano Mancuso, impegnato da anni nella ricerca e nella divulgazione scientifica sul mondo delle piante. Il documentario porta sullo schermo i temi della comunicazione e delle relazioni nel mondo vegetale, intrecciando il contributo del botanico con lo sguardo cinematografico di Kossakovsky. La domanda riguarda anche noi: quanto siamo disposti a cambiare prospettiva davanti a una forma di vita così diversa dalla nostra?

Il regista di Gunda fra immagini e suoni

Autore di Gunda, Aquarela e Architecton, Kossakovsky torna a interrogare la relazione fra gli esseri umani e la natura. In Holy Wood Dust la ricerca visiva si accompagna a un lavoro sul suono e sulla musica pensato per dare al racconto una dimensione immersiva. I rumori dell’ambiente e la partitura musicale contribuiscono a costruire la tensione drammatica del viaggio.

La fotografia è firmata da Gianmarco Donaggio, il montaggio da Ainara Vera, le musiche da Adrian Berenguer e il suono da Alexandr Dudarev

Kossakovsky e il diritto degli alberi di esistere

A chiarire l’intenzione del progetto sono le parole del regista: «Spero che gli spettatori possano arrivare a riconoscere che alberi e piante hanno lo stesso diritto di esistere degli esseri umani. Il vero progresso consiste nello sviluppare empatia nei confronti del mondo naturale».

È qui che il documentario colloca la sua domanda più scomoda: che posto concediamo alla natura quando smettiamo, per un momento, di chiederci soltanto a che cosa possa servirci? Il cinema offre il tempo per sostare davanti a quell’albero. E forse per portare la domanda con sé, fuori dalla sala.

Dalla Mostra del Cinema di Venezia alle sale

Holy Wood Dust è stato presentato in anteprima mondiale all’83ª Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione Venice Open – Fuori Concorso. Il film è una produzione Be Water Film e Solaria Film con Rai Cinema, in coproduzione con Oceanika, Allegra Films e Doppelplusultra Filmproduktion. Le vendite estere sono affidate a Rai Cinema International Distribution

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