Ottobre Alessandrino, torna Ring!: duelli, masterclass e il cinema di ieri e di oggi

Cinema

Il 9 e 10 ottobre 2026 Alessandria ospita Ring!, rassegna dedicata alla critica cinematografica nell'ambito di Ottobre Alessandrino. Tra duelli, masterclass e proiezioni, Paolo Mereghetti, Alberto Barbera e Giulio Sangiorgio si confrontano sul futuro della recensione, sulla commedia italiana e sul film Odissea di Christopher Nolan. Il Premio Ring! va a Fuori orario – Cose (mai) viste, lo storico programma di Rai 3 ideato da Enrico Ghezzi. Sabato 10 ottobre la serata conclusiva

A cosa serve la critica cinematografica nell'epoca in cui ogni spettatore può trasformarsi in recensore, ogni social network in un tribunale e ogni film rischia di essere assolto o condannato nello spazio di pochi secondi? Ad Alessandria, invece di affidare la risposta a un algoritmo, si sale sul ring. Naturalmente senza guantoni, ma con quella particolare forma di combattimento che si pratica attraverso le idee, le parole e le immagini.

Venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2026 torna Ring!, la manifestazione dedicata alla critica cinematografica, inserita nel programma di Ottobre Alessandrino, il festival diretto da Luca Ribuoli e Roberto Lasagna.

Nato nel 2002 da un'idea di Alberto Barbera, Bruno Fornara e Lorenzo Pellizzari, Ring! ha attraversato oltre vent'anni di cinema e discussioni, ospitando personalità come Nanni Moretti, Mimmo Calopresti, Gianni Amelio, Morando Morandini ed Elisabetta Sgarbi.

Curato da Giulio Sangiorgio, direttore artistico della manifestazione, torna con sette appuntamenti tra incontri, masterclass, confronti e proiezioni. Non soltanto per interrogarsi sul futuro di un mestiere, ma per ricordare che la critica, prima ancora di formulare giudizi, è un esercizio dello sguardo. Un modo di abitare le immagini, riconoscerne le contraddizioni e, possibilmente, scoprire ciò che non avevamo ancora imparato a vedere.

Alberto Barbera e la storia di Ring!: il cinema come luogo di confronto

Il programma prende il via venerdì 9 ottobre con la masterclass di critica cinematografica condotta da Giulio Sangiorgio, direttore del settimanale Film Tv. Un laboratorio gratuito su prenotazione, rivolto a chi desidera approfondire linguaggi, strumenti e possibilità della scrittura cinematografica. La masterclass si svolge nelle mattine del 9 e 10 ottobre, dalle 11 alle 13, allo Spazio YGGDRA di via Verona 95.

Alle 18, a Palatium Vetus, spazio invece alla memoria con l'incontro Come eravamo – La storia di Ring!. Sul palco Alberto Barbera, direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, insieme ai critici Bruno Fornara e Nuccio Lodato, per ripercorrere le origini e l'evoluzione di una manifestazione che ha fatto della discussione cinematografica la propria ragion d'essere.

Un viaggio nella memoria che diventa anche occasione per ricordare le figure che hanno contribuito a costruire questa esperienza, a cominciare da Giuliana Callegari, alla quale sarà dedicata la successiva proiezione di L'ultimo spettacolo – Appunti e frammenti per Giuliana Callegari, film di Angelo Barco del 1999.

Perché ricordare la storia della critica significa anche ricostruire quella del cinema, delle sue passioni, delle sue battaglie culturali e delle persone che hanno contribuito a trasformare la visione di un film in un'esperienza condivis

Paolo Mereghetti contro Giulio Sangiorgio: a cosa serve oggi la critica?

Il confronto più acceso della prima giornata arriva alle 21, sempre a Palatium Vetus, con A cosa serve la critica? – Critici a duello.

Da una parte Paolo Mereghetti, dall'altra Giulio Sangiorgio. Due generazioni, due sensibilità, due modi di leggere e raccontare il cinema si confrontano su una questione che riguarda tanto il mestiere del critico quanto il rapporto tra le opere e il loro pubblico.

La recensione è ancora uno strumento capace di orientare lo spettatore? Il giudizio estetico può sopravvivere alla velocità dei social? E soprattutto, in un universo dominato dalle classifiche, dalle valutazioni numeriche e dalle raccomandazioni digitali, quale spazio rimane per il dubbio, l'interpretazione e il dissenso?

Domande che promettono di animare un confronto nel quale il cinema non sarà soltanto oggetto di discussione, ma anche terreno di una possibile, salutare discordia. Del resto, il pensiero critico non nasce necessariamente dal consenso. Talvolta è proprio una divergenza a illuminare un film da un'angolazione inattesa.

A seguire, la proiezione di Les Sièges de l'Alcazar, film del 1989 diretto da Luc Moullet, che racconta con ironia le rivalità tra due storiche riviste francesi, Cahiers du cinéma e Positif, trasformando una disputa cinefila in una commedia sentimentale.

Perché, qualche volta, anche i critici possono diventare personaggi da cinema. E magari prendersi un po' meno sul serio.

Dalla commedia italiana a Checco Zalone: il cinema popolare senza pregiudizi

La seconda giornata, sabato 10 ottobre, prosegue alle 15 con Uno contro tutti – In difesa della commedia italiana, un appuntamento che promette di affrontare un genere tanto amato dal pubblico quanto frequentemente sottoposto al giudizio severo della critica.

Al centro dell'incontro la presentazione del numero 613 di Bianco e nero, la storica rivista di studi cinematografici del Centro Sperimentale di Cinematografia, dedicato a La commedia italiana 2000-2025.

A guidare la riflessione sarà Rocco Moccagatta, chiamato a confrontarsi con alcune domande tutt'altro che innocenti. Ci meritiamo Checco Zalone? Perché Angelo Duro è diventato una star anche sul grande schermo? Che cosa rimane della tradizione della commedia all'italiana nel cinema contemporaneo?

Questioni che chiamano in causa non soltanto i film e i loro protagonisti, ma anche il gusto, il mercato, le trasformazioni sociali e il rapporto, spesso complicato, tra successo popolare e riconoscimento culturale.

Senza snobismi e senza pregiudizi, perché il cinema comico, quando funziona, sa raccontare le contraddizioni di un Paese con una lucidità che non sempre appartiene ai film più dichiaratamente impegnati. La risata, dopotutto, può essere una forma di conoscenza. E qualche volta anche un modo particolarmente feroce di raccontare la realtà.

Recensire è meglio che curare: il futuro della scrittura cinematografica

Alle 16.30 il programma prosegue con Recensire è meglio che curare – Sull'arte dello scrivere di cinema in tempo di crisi, un incontro dedicato alle trasformazioni della critica in un panorama mediatico sempre più vasto, veloce e frammentato.

A discuterne saranno Emanuela Martini di Cineforum, Carlo Valeri di Sentieri selvaggi e Roy Menarini, critico cinematografico e curatore del volume Scrivere di audiovisivi. Ambiti, forme, strumenti, di prossima pubblicazione per Carocci e presentato in anteprima durante l'appuntamento.

Che cosa significa oggi scrivere una recensione? Quali strumenti servono per interpretare un'opera in un contesto in cui cinema, piattaforme, serialità e nuovi linguaggi audiovisivi convivono e si contaminano continuamente?

E ancora: il critico deve suggerire ciò che merita di essere visto, interpretare le immagini o provare a costruire nuove connessioni tra i film e il mondo?

Un confronto che tocca direttamente l'identità di una professione costretta a ripensare continuamente le proprie forme, senza perdere ciò che dovrebbe renderla necessaria: la curiosità, la competenza e la libertà di giudizio.

Perché scrivere di cinema non dovrebbe significare soltanto attribuire stelle, dispensare sentenze o compilare classifiche. Una recensione può diventare un racconto, un'interpretazione, persino una dichiarazione d'amore. Purché non rinunci mai al diritto di contraddire, e contraddirsi.

Odissea di Christopher Nolan divide i critici: il duello sul film

Alle 18, a Palatium Vetus, il confronto si sposta su uno dei titoli cinematografici più discussi del 2026: Odissea di Christopher Nolan, arrivato nelle sale italiane il 16 luglio.

L'incontro, intitolato Multiforme ingegno? Pro e contro dell'Odissea di Christopher Nolan, vedrà confrontarsi Maria Sole Colombo, archivista, critica e programmatrice cinematografica, e Roberto Silvestri, giornalista e critico cinematografico.

Un duello dedicato a un autore capace di suscitare entusiasmi, riserve, interpretazioni contrastanti e discussioni appassionate. Da una parte le ragioni di chi riconosce in Nolan una delle personalità centrali del cinema contemporaneo, dall'altra le perplessità di chi ne mette in discussione alcune scelte stilistiche e narrative.

Al centro non soltanto un film, ma anche il rapporto tra ambizione autoriale, spettacolo e immaginario collettivo. Un confronto che, partendo dalla rilettura cinematografica del poema omerico, diventa l'occasione per interrogarsi sulla potenza delle immagini, sul linguaggio dei grandi autori contemporanei e sul significato stesso della parola spettacolo.

Perché discutere di Nolan significa inevitabilmente confrontarsi con un cinema che rivendica la propria dimensione monumentale, ma anche con le aspettative, le passioni e le divisioni che un'opera di questa portata porta con sé.

Approfondimento

Odissea di Christopher Nolan, la recensione del film con Matt Damon

Premio Ring! a Fuori orario, il cinema secondo Enrico Ghezzi

La seconda giornata si conclude sabato 10 ottobre alle 21, a Palatium Vetus, con l'assegnazione del Premio Ring! a Fuori orario – Cose (mai) viste, lo storico programma notturno di Rai 3 ideato da Enrico Ghezzi, che dal 1988 ha contribuito a trasformare la televisione italiana in uno spazio di scoperta, sperimentazione e riflessione cinematografica.

Fuori orario ha rappresentato un modo radicalmente diverso di proporre il cinema sul piccolo schermo: accostando opere, autori, frammenti e immagini lontani dalle convenzioni dei palinsesti tradizionali, senza rinunciare al piacere della sorpresa e alla possibilità di smarrirsi dentro una visione.

Un cinema da incontrare nel cuore della notte, quando la televisione poteva ancora concedersi il lusso dell'imprevisto, del silenzio, della durata e persino dell'incomprensibile. Un luogo in cui il confine tra programmazione e critica diventava sottile, fino quasi a scomparire.

Il riconoscimento celebra dunque non soltanto una trasmissione televisiva, ma un'idea di critica capace di esprimersi attraverso la scelta e il montaggio delle immagini, trasformando il palinsesto stesso in una forma di pensiero.

La serata prevede un dialogo tra Roberto Turigliatto e Fulvio Baglivi, entrambi autori del programma.

A seguire sarà proiettata una selezione di estratti da Parola (su una) data di Enrico Ghezzi, opera realizzata tra il 2002 e il 2006 che raccoglie conversazioni con registi e filosofi, tra i quali Jacques Derrida e Slavoj Žižek, attorno al significato e alle conseguenze dell'11 settembre.

Un finale che riafferma il valore del cinema come strumento di conoscenza, ma anche come territorio nel quale le immagini continuano a produrre domande, relazioni e interpretazioni.

Si chiude così una manifestazione che, tra memoria e futuro, cinema d'autore e cultura popolare, invita a riscoprire il piacere della discussione, anche quando le opinioni sono inconciliabili.

In fondo, forse è proprio questa una delle risposte alla domanda da cui Ring! prende le mosse: la critica serve anche a ricordarci che guardare un film e vedere davvero ciò che contiene non sono necessariamente la stessa cosa.

Ring! 2026 ad Alessandria: date, luoghi e informazioni

Ring! si svolge venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2026, nell'ambito della terza edizione di Ottobre Alessandrino.

Gli incontri serali sono ospitati a Palatium Vetus, in piazza della Libertà 28, mentre la masterclass di Giulio Sangiorgio si tiene allo Spazio YGGDRA, in via Verona 95, entrambe le mattine dalle 11 alle 13.

Per gli appuntamenti pomeridiani del 10 ottobre è consigliabile verificare la sede sul programma ufficiale.

La partecipazione agli incontri è gratuita. Per la masterclass è richiesta la prenotazione.

Il programma e le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito ufficiale di Ottobre Alessandrino.

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