È morta a Roma a 85 anni Silvia d'Amico Bendicò, produttrice, sceneggiatrice e segretaria di edizione, figlia di Suso Cecchi d'Amico e del musicologo Fedele d'Amico. Nata nella Capitale il 2 dicembre 1940, lavorò con Alfredo Giannetti e Roberto Rossellini, di cui fu compagna dal 1974 al 1977 e con cui realizzò Il Messia. Produsse State buoni se potete e Oci ciornie e collaborò a lungo con la Rai, da La famiglia Benvenuti a Vita di Antonio Gramsci. Nel suo percorso, anche documentari dedicati a Suso e a Mastroianni
È morta a Roma Silvia d'Amico Bendicò, produttrice, sceneggiatrice e segretaria di edizione. Aveva 85 anni. Figlia della grande sceneggiatrice Suso Cecchi d'Amico e del musicologo Fedele d'Amico, era nata nella Capitale il 2 dicembre 1940 e aveva attraversato più di mezzo secolo di cinema italiano, lavorando tra produzione, scrittura e televisione. Una storia professionale cresciuta inevitabilmente dentro il cinema, ma capace di trovare presto una propria strada, da Alfredo Giannetti a Roberto Rossellini, fino ai film di Luigi Magni e Nikita Michalkov.
L'infanzia dentro il cinema e l'incontro con Alfredo Giannetti
Per Silvia d'Amico il cinema era stato, prima ancora che un mestiere, un ambiente familiare. Da bambina aveva conosciuto gli amici, i colleghi e gli autori che frequentavano la casa della madre, una delle figure fondamentali della sceneggiatura italiana del Novecento.
Nel 1960 entrò nel mondo professionale e, dopo i primi anni, cominciò a lavorare con Alfredo Giannetti. Con il regista e sceneggiatore romano collaborò a titoli come La ragazza in prestito e Correva l'anno di grazia 1870, con Anna Magnani e Marcello Mastroianni, occupandosi anche della produzione.
A quegli anni appartiene anche l'esperienza televisiva di La famiglia Benvenuti, trasmessa tra il 1968 e il 1970 e nata dall'idea di raccontare la quotidianità di una famiglia italiana contemporanea. Il grande successo della serie aprì una lunga collaborazione con la Rai. D'Amico partecipò inoltre alla produzione del ciclo Tre donne con Anna Magnani, di cui faceva parte La sciantosa, trasmessa nel 1971.
Roberto Rossellini e Il Messia
Uno degli incontri centrali della sua vita professionale e privata fu quello con Roberto Rossellini, di cui Silvia d'Amico fu compagna dal 1974 al 1977. Per Il Messia, realizzato nel 1975, seguì la produzione e firmò con Rossellini soggetto e sceneggiatura. Il film, dedicato alla vita di Cristo e costruito secondo il metodo didattico che caratterizzò l'ultima stagione del regista, sarebbe stato uno degli ultimi lungometraggi di Rossellini.
Insieme progettarono anche Lavorare per l'umanità, un ambizioso film dedicato all'amicizia giovanile tra Karl Marx e Friedrich Engels. Il progetto rimase incompiuto dopo la morte di Rossellini nel 1977; la sceneggiatura di d'Amico è rimasta come testimonianza di quel lavoro
Da State buoni se potete a Oci ciornie
Come produttrice Silvia d'Amico legò il proprio nome ad alcuni titoli importanti del cinema italiano degli anni Ottanta. Attraverso le sue società Excelsior e Bendicò – nome d'arte scelto in omaggio al cane del principe di Salina ne Il Gattopardo – produsse tra gli altri State buoni se potete di Luigi Magni, uscito nel 1983, e Oci ciornie di Nikita Michalkov, del 1987.
Quest'ultimo, liberamente ispirato ad alcuni racconti di Anton Čechov e interpretato da Marcello Mastroianni, fu presentato al Festival di Cannes, dove l'attore vinse il premio per la migliore interpretazione maschile. D'Amico e Carlo Cucchi ottennero inoltre una candidatura al David di Donatello per la produzione del film.
Nel suo lavoro di produttrice seguirono anche titoli come Le due vite di Mattia Pascal e I soliti ignoti vent'anni dopo, entrambi del 1985, fino a Il cielo cade di Antonio e Andrea Frazzi e, negli anni successivi, a progetti come Tormenti - Film disegnato e Gli anni belli.
La Rai, Gramsci e i documentari sul cinema italiano
Parallelamente alla produzione cinematografica, Silvia d'Amico mantenne un rapporto costante con la televisione. Tra i suoi lavori figura Dedicato a un pretore di Dante Guardamagna e soprattutto Vita di Antonio Gramsci, lo sceneggiato Rai del 1981 diretto da Raffaele Maiello, scritto insieme a Suso Cecchi d'Amico e Giuseppe Fiori.
Negli anni ha contribuito anche alla realizzazione di documentari dedicati ai protagonisti del nostro cinema. Tra questi Ritratto di sconosciuto - Marcellus Dominicus Vincentius, dedicato a Marcello Mastroianni, e Suso. La signora del cinema italiano di Luca Zingaretti, ritratto della madre e di una stagione irripetibile del cinema italiano.
Produttrice abituata a seguire un film dall'idea fino all'edizione, d'Amico considerava il set anche come una comunità da costruire e tenere insieme. Chi ne ha ricostruito il percorso ricorda che amava essere presente durante le lavorazioni e persino cucinare per la troupe: un modo molto concreto di intendere un mestiere che, nella sua vita, non era mai stato soltanto industria, ma prima di tutto storia, persone e cinema.