Nessun dolore, il film di Gianni Amelio con Alessandro Borghi fuori concorso a Venezia
CinemaIntroduzione
Gianni Amelio torna a interrogarsi sul fenomeno migratorio con Nessun dolore, film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 nella sezione Venice Open – Fuori Concorso.
Un dramma ambientato nell'Italia contemporanea che affida a una vicenda privata e sempre più surreale il compito di affrontare una questione rimasta irrisolta: il rapporto con chi arriva da lontano e con chi si trova senza una casa, una protezione o un luogo a cui appartenere. Protagonista è Alessandro Borghi, affiancato da Valeria Golino e Valerio Mastandrea.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere sul film Nessun dolore, pellicola con cui Gianni Amelio torna sul tema dell’immigrazione. Di seguito parleremo della trama e del cast, mentre nel video che trovate in alto potete guardare il trailer.
Quello che devi sapere
La trama
Il film Nessun dolore racconta di Davide, Davide è un trentenne romano che si guadagna da vivere vendendo libri usati per le strade della capitale. Non è un lettore appassionato, eppure attorno ai volumi che tratta ogni giorno ha finito per costruirsi un piccolo universo personale, fatto anche di relazioni significative come quella con Elsa, cliente abituale che gli procura testi di seconda mano e con cui ha sviluppato nel tempo un legame di sincera complicità.
La routine del protagonista viene però bruscamente interrotta da una serie di incontri del tutto inattesi, che lo spingeranno lungo un percorso imprevedibile, capace di mettere in discussione le sue certezze e di coinvolgere, passo dopo passo, anche le vite delle persone che gli stanno accanto.
Cast e personaggi
A interpretare Davide nel film Nessun dolore è Alessandro Borghi, protagonista di una storia che ruota intorno alla trasformazione di un uomo comune davanti a una situazione che non aveva previsto. Nel cast figurano anche Valeria Golino e Valerio Mastandrea, insieme a Beidja Yahiaoui, Ramzi Lafrindi e Gabriel Bovino.
I personaggi si muovono all'interno di una vicenda corale nella quale l'incontro con persone provenienti da altri Paesi mette progressivamente alla prova le convinzioni del protagonista e il suo modo di rapportarsi agli altri.
Produzione
Nessun dolore è una produzione italiana realizzata da Kavac Film, con Simone Gattoni e Marco Bellocchio, Our Films, con Lorenzo Mieli e Mario Gianani, e Be Water Film, con Mattia Guerra, in collaborazione con Rai Cinema.
La sceneggiatura è firmata da Gianni Amelio e Davide Serino, con Andrea Quetti. La storia nasce da un'esigenza dichiarata dallo stesso regista: tornare sul tema dell'esodo affrontato trent'anni prima con Lamerica e interrogarsi su quanto sia cambiato da allora il modo di guardare all'immigrazione.
Venezia 2026
Il film Nessun dolore è stato inserito nel programma di Venice Open – Fuori Concorso della Mostra del Cinema di Venezia 2026.
La programmazione prevede diverse proiezioni il 3 settembre, tra cui quella delle 22 nella Sala Grande e quella delle 22.30 al PalaBiennale. Per gli accreditati sono previste inoltre proiezioni nella mattinata del 3 settembre e una replica il 4 settembre.
Gli aspetti tecnici
Nessun dolore dura 96 minuti ed è girato in italiano, arabo e francese. La fotografia è firmata da Luan Amelio Ujkaj, mentre il montaggio è di Stefano Mariotti. Andrea Castorina cura la scenografia e Valentina Monticelli i costumi. Le musiche sono composte da Fabio Massimo Capogrosso.
Il reparto sonoro è affidato a Emanuele Cicconi e Andrea Caretti, mentre gli effetti visivi sono realizzati da Chromatica. Roberto Pastore è responsabile del trucco.
Il legame con Lamerica
Il nuovo film si collega direttamente a una delle opere precedenti di Amelio. Il regista spiega che Nessun dolore nasce dal desiderio di andare oltre il racconto dell'esodo affrontato in Lamerica, film realizzato trent'anni prima e concluso con l'immagine sospesa di una nave in mezzo all'Adriatico.
Da quella storia nasce una domanda che torna nel presente: chi è oggi l'immigrato? Una persona da accogliere oppure qualcuno da respingere? Un possibile amico o uno sconosciuto percepito come minaccia? Per Amelio, il problema non ha trovato una soluzione nel corso dei decenni e, al contrario, si è ulteriormente aggravato.
Il commento di Gianni Amelio
La riflessione del regista non si limita alla dimensione politica della questione migratoria. Amelio sposta infatti il problema sul terreno individuale, chiedendosi se una possibile risposta possa trovarsi nella capacità di ciascuno di coniugare ragione e sentimento.
Nessun dolore diventa così anche una riflessione sulla possibilità di riconoscere nell'altro un essere umano, al di là della provenienza e delle differenze. Una scelta che, nelle parole del regista, non è semplice né priva di rischi, ma che riguarda la capacità stessa di riconoscersi reciprocamente come esseri umani.