Lo speciale sulla Mostra del Cinema di Venezia
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Mostra del Cinema di Venezia 2026, le 11 fiction fuori concorso al Festival

Cinema

Camilla Sernagiotto

Immagini da WebPhoto e dal sito ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia

Introduzione

Alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, il cinema fuori concorso porta in laguna undici film di finzione molto diversi tra loro, accomunati dalla presenza di autori affermati e da cast internazionali.

 

La sezione Venice Open – Fuori Concorso – Fiction riunisce infatti opere firmate da registi come Gianni Amelio, Mario Martone, Lav Diaz, Kornél Mundruczó e Paul Schrader, con protagonisti che vanno da Alessandro Borghi e Toni Servillo ad Al Pacino, Kiefer Sutherland, Ellen Burstyn e Pamela Anderson.

A chiudere la Mostra sarà inoltre Dio ride di Giovanni Veronesi, presentato in prima mondiale il 12 settembre dopo la cerimonia di premiazione.

 

Scopriamo di seguito quali sono gli undici film di fiction presentati Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. 

Quello che devi sapere

Nessun dolore di Gianni Amelio

Ad aprire la carrellata è Nessun dolore, il nuovo film di Gianni Amelio con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea. Al centro della storia c'è Davide, un libraio trentenne che vende libri usati in una piazza romana e conduce una vita tranquilla, fino a quando un bambino nordafricano viene improvvisamente affidato alle sue cure. Dopo un incidente che mette il piccolo in pericolo di vita, Davide incontra Aminah, una ragazza algerina incinta arrivata in Italia su un barcone, e decide di accoglierla nella propria casa. La sua abitazione diventa progressivamente un rifugio per migranti senza un posto dove andare, fino a quando i vicini lo denunciano alle autorità e Davide viene arrestato per aver aiutato persone prive di documenti. Il film affronta così il tema dell'immigrazione attraverso una storia di solidarietà, responsabilità individuale e umanità.

Makikiraan po (Let Us Through, Dear Ancestors) di Lav Diaz

Il regista filippino Lav Diaz porta a Venezia Makikiraan po (Let Us Through, Dear Ancestors), un film ambientato nel 1617, durante il dominio coloniale spagnolo nelle Filippine. La storia ruota attorno a Padre Enciso, un frate spagnolo e amministratore di una delle isole dell'arcipelago, descritto come un uomo spietato e dominato dalla propria brama di potere e di piacere. Attraverso una vicenda ambientata in un passato segnato dalla violenza coloniale, Diaz torna a confrontarsi con la memoria storica delle Filippine e con i rapporti tra oppressori e oppressi. Il film dura oltre due ore e mezza ed è interpretato, tra gli altri, da Bart Guingona, Ronnie Lazaro, Isabel Sandoval e Yul Servo.

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Father Joe di Barthélémy Grossmann

Tra i titoli più attesi per il cast c'è Father Joe, diretto da Barthélémy Grossmann e scritto da Luc Besson, con Kiefer Sutherland, Ever Anderson e Al Pacino. Ambientato nella Little Italy di Manhattan, il film racconta la doppia vita di Padre Joe, un sacerdote decisamente fuori dagli schemi che conduce una guerra segreta contro la criminalità organizzata. Mentre cerca di smantellare le reti criminali e trasformare il sottobosco mafioso della città nella propria improbabile congregazione, il protagonista è costretto a stringere alleanze inattese e a oltrepassare i confini della Chiesa. La Biennale lo presenta come un action thriller che intreccia fede, redenzione e natura umana.

Scherzetto di Mario Martone

C'è poi Scherzetto di Mario Martone, tratto dall'omonimo romanzo di Domenico Starnone e interpretato da Toni Servillo, Lorenzo Perrotta e Serena Rossi. Il protagonista è Daniele Mallarico, un noto illustratore di oltre settant'anni, vedovo e ormai abituato a vivere da solo a Milano. La figlia gli chiede di tornare a Napoli, nella casa di famiglia, per occuparsi per qualche giorno del nipote Mario, cinque anni, mentre lei e il marito sono fuori città. Quello che sembra un semplice incarico familiare si trasforma però in una sfida tra nonno e nipote, due generazioni costrette a confrontarsi nello spazio della vecchia casa napoletana.

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Place to Be di Kornél Mundruczó

Una delle sorprese internazionali della sezione è Place to Be, diretto dall'ungherese Kornél Mundruczó e interpretato da Ellen Burstyn, Taika Waititi, Pamela Anderson, Murray Bartlett e David Wenham. È una road movie dai toni leggeri che racconta l'inaspettata amicizia tra una donna anziana e un uomo di mezza età. Brooke Graham, dopo la morte del marito, ha dedicato la propria vita ai figli e vive un'esistenza tranquilla, fino all'arrivo di un piccione viaggiatore che si rifiuta di abbandonare la sua casa. Decisa a riportare l'animale al proprietario, intraprende un viaggio da Chicago a New York e lungo il percorso incontra Nelson Green, un uomo d'affari alle prese con una serie di fallimenti personali e professionali. Un incontro casuale che permette a entrambi di ritrovare una direzione e interrogarsi sulla possibilità di ricominciare a qualsiasi età.

No Paradise If You Are Killed by a Woman di Halkawt Mustafa

Il regista curdo-norvegese Halkawt Mustafa firma No Paradise If You Are Killed by a Woman, storia di Vyan, una cecchina curda sopravvissuta alla guerra che ha imparato a reprimere le proprie emozioni. Quando scopre che la sorella minore, che credeva morta durante l'assalto dell'ISIS del 2014, potrebbe essere ancora viva a Mosul, Vyan torna nella città devastata dal conflitto per cercarla. Quella che nasce come una missione di salvataggio diventa anche un confronto con il trauma che la protagonista ha cercato di seppellire per anni. Il film, in lingua curda, è interpretato da Avan Jamal, Thorbjørn Harr, Kanar Sarchl e Kader Jalal.

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Arrested Memory di SABU

Dal Giappone arriva Arrested Memory, nuovo film di SABU con Ethan Juan, Hsieh Ying Xuan, Moon Lee, Shinichi Tsutsumi e Reika Kirishima. Protagonista è Lee, investigatore di punta della polizia di Taipei che perde la propria squadra durante un'indagine criminale. Tormentato dal senso di colpa, viene trasferito in una stazione di polizia di campagna e, traumatizzato dall'accaduto, sviluppa un'amnesia che decide di tenere nascosta. Quando gli viene affidato il caso del rapimento del figlio di un influente uomo d'affari giapponese, la sua memoria continua a svanire, lasciandolo sempre più dipendente dal proprio istinto. Una corsa contro il tempo tra thriller poliziesco, perdita della memoria e ricerca della propria identità.

The Basics of Philosophy di Paul Schrader

Uno dei nomi più importanti della sezione è Paul Schrader, che porta a Venezia The Basics of Philosophy, con Jack Huston, Sofia Boutella, Daniel Zovatto e Bill Pullman. Il protagonista è John Jorissen, professore di filosofia in un piccolo college del Midwest americano e studioso di Baruch Spinoza. La sua esistenza apparentemente ordinata viene sconvolta dalla morte del padre e dalla comparsa di Miguel Basque, un giovane legato a un episodio oscuro del passato di Jorissen. Il protagonista è costretto a confrontarsi con senso di colpa, vergogna e responsabilità, mentre la sua riflessione filosofica sul concetto di Dio entra in collisione con ciò che ha cercato di nascondere. Schrader torna così a uno dei temi ricorrenti del suo cinema: l'uomo solitario che si nasconde dietro il proprio ruolo sociale mentre viene lentamente divorato dalla propria coscienza.

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Un bon avocat di Tristan Séguéla

La commedia francese Un bon avocat, diretta da Tristan Séguéla, ha per protagonisti Laurent Lafitte, Anthony Bajon, Mélanie Laurent e Carole Bouquet. Léonard Landry è un affermato avvocato penalista che va in overdose durante un'udienza in tribunale. Dopo un periodo di disintossicazione, ha soltanto una settimana per salvare la propria carriera e prepararsi ad affrontare il processo che lo riguarda, aiutato controvoglia dal giovane e determinato tirocinante Noé. Ne nasce una corsa contro il tempo fatta di escamotage legali, tentazioni e colpi di scena, in cui la crisi personale del protagonista si intreccia con il mondo della giustizia.

Jupiter di Alexandre Smia

Con Jupiter, Alexandre Smia costruisce invece un thriller politico dai contorni apocalittici. Il protagonista è Paul Archambault, appena eletto presidente della Repubblica francese, che viene convocato nel bunker antiatomico Jupiter, sotto il palazzo dell'Eliseo, per affrontare una crisi internazionale. Il presidente russo è sopravvissuto a un attentato, accusa gli ucraini e prepara la rappresaglia, mentre la tensione internazionale cresce fino a far incombere lo spettro di una guerra nucleare. Archambault e i suoi consiglieri politici e militari devono prendere una decisione impossibile, dalla quale dipende il destino dell'umanità. Nel cast Denis Ménochet, André Dussollier, Reda Kateb, Dominique Blanc, Ella Rumpf e Cédric Kahn.

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Dio ride di Giovanni Veronesi

A chiudere la Mostra sarà Dio ride di Giovanni Veronesi, con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi nel ruolo di Papa Innocenzo X. Ambientato nel Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta la vicenda di Frate Leopoldo da Casamacchia, religioso capace di parlare del Vangelo con un linguaggio semplice, gioioso e rivoluzionario. La sua idea di un Dio vicino agli uomini e capace persino di ridere conquista migliaia di persone, fino a provocare la reazione della Chiesa e l'intervento del cardinale Maculani, autorevole inquisitore. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto sul rapporto tra verità, libertà e potere. Dio ride sarà presentato in prima mondiale il 12 settembre nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, dopo la cerimonia di premiazione.

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