Robert De Niro a Roma per i 50 anni del film Novecento: "Bertolucci very simpatico"
CinemaOspite della rassegna Cinema in Piazza, il divo di Hollywood ha presentato la versione restaurata del capolavoro del 1976 del regista emiliano. Ha poi ricordato l'esperienza sul set, dal cast internazionale che includeva Gérard Depardieu e Stefania Sandrelli, all'indagine della storia e del tema dell'oppressione
“Novecento parlava di oppressione. Parlava dell’epoca del fascismo, di ciò che è accaduto in questo Paese sotto il fascismo. E non so se Bernardo fosse comunista, socialista...non so davvero cosa fosse. So che era dalla parte della gente. E dalla parte del giusto. Ma esistono il giusto e lo sbagliato. E lui cercava di raccontare una storia con questo in mente, secondo il modo in cui la vedeva. Ed ero orgoglioso di farne parte”. Il 13 luglio, ospite della rassegna Cinema in Piazza, in piazza San Cosimato, a Roma, Robert De Niro ha presentato così la versione restaurata del film Novecento (1976) di Bernardo Bertolucci, che celebra i 50 anni dall’uscita. In dialogo con lo scrittore Antonio Monda e il presidente della Fondazione Piccolo America Valerio Carocci, il divo di Hollywood ha raccontato l’esperienza sul set della pellicola che lo stesso regista, scomparso nel novembre 2018, aveva definito “un monumento spudorato a tutte le contraddizioni del sistema”. Il film, presentato Fuori Concorso al Festival di Cannes nel 1976 e uscito nei cinema il 3 settembre (Atto I) e il 23 settembre (Atto II), è ambientato in Emilia, la regione natale di Bertolucci, e racconta l’amicizia tra due uomini: il possidente terriero Alfredo Berlinghieri (Robert De Niro) e il contadino Olmo Dalcò (Gérard Depardieu), nati nello stesso giorno e nello stesso luogo, ma dotati di personalità e di condizioni sociali opposte, sullo sfondo dei conflitti sociali e politici dell’Italia della prima metà del XXI secolo. Anche la mostra Bernardo Bertolucci. Il Novecento celebrerà il regista a Parma fino al 26 luglio.
L'ESPERIENZA SUL SET, DAL CAST INTERNAZIONALE AL REGISTA "VERY SIMPATICO"
Robert De Niro ha aperto la serata con un sorriso. “Pensavo che sarebbe stato un incontro intimo, ma grazie”, ha detto, prima di raccontare la conoscenza con Bernardo Bertolucci, avvenuta a un concerto di Bob Dylan al Madison Square Garden quando il film Il Padrino – Parte II di Francis Ford Coppola, dove ha interpretato il ruolo di Vito Corleone, non era ancora uscito. “Mi offrì la parte in Novecento e fu fatta. Volevo lavorare con lui. È un regista meraviglioso, straordinario. E volevo far parte di qualcosa di speciale”. L’attore ha quindi ricordato gli “almeno otto o dieci” mesi trascorsi in Italia e le sfide del cast internazionale (composto da Burt Lancaster, Sterling Hayden, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Romolo Valli, Laura Betti e Donald Sutherland) dove “ognuno parlava la propria lingua. Un caos affascinante, ma naturale per un’opera così ambiziosa”. Oltre alla recitazione, De Niro ha vissuto anche “l’esperienza gastronomica migliore della carriera: Bertolucci ci portava in ristoranti buonissimi. Era un poeta, non sempre capivo cosa voleva da me”, perché “sentivo che era un regista europeo con un modo di lavorare diverso da come ero abituato”. Tra gli aneddoti più curiosi, l’attore ha raccontato la scelta, che si è poi rivelata sbagliata, di girare il primo giorno la scena nella quale il suo personaggio è molto anziano: “Era folle. Normalmente, in un film epico, cerchi di girare in sequenza. La rigirammo mesi dopo”. In ogni caso, ha ribadito più volte, il regista era “very simpatico”.
Approfondimento
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LA STORIA DEL FILM NOVECENTO
Il budget del film Novecento di Bernardo Bertolucci aveva sfiorato i 5 milioni di dollari, per una versione originale della durata di 317 minuti e oltre un anno di riprese. “Ho basato tutto sul rapporto tra Alfredo e Olmo”, aveva spiegato il regista, che aveva scritto la pellicola con il fratello Giuseppe e con Franco Kim Arcalli, anche curatore del montaggio. “Gérard e Bob, il contadino e il padrone, sono lo sdoppiamento di un unico fantasma che covo dentro. Bob è italoamericano, quindi magari conosceva il Sud Italia ma non aveva mai sentito parlare del Nord; fare il latifondista emiliano non era facile, aveva bisogno del conforto delle spiegazioni, poi andava per la sua strada. Depardieu era molto istintivo: gli bastava una spinta per andare in scena”. Dopo il boom internazionale del film Ultimo tango a Parigi (1972), Bertolucci aveva ottenuto il consenso di tre grandi produttori: Paramount, Fox e United Artists si erano unite per il suo nuovo progetto. “Il successo fu tale che gli americani mi avrebbero prodotto anche l’elenco del telefono. Così decisi di fargli produrre la più grande bandiera rossa mai vista al cinema: Novecento. Ma l’idea fallì, perché per l’uscita negli Usa dovetti accettare una versione tagliata di un’ora”. Ieri, 50 anni dopo, Robert De Niro a Roma ha dato un consiglio ai giovani. “Fidatevi dei vostri istinti e delle vostre sensazioni quando vedete che qualcosa non va. Sta a voi decidere cosa volete fare, in base a quanto quella situazione incida su di voi e sulle persone che vi circondano. Quando vedete che qualcosa è giusto, vale lo stesso”, ha detto la star di Taxi Driver. “Soprattutto di questi tempi, come sappiamo tutti”. Ha infine salutato la folla di Trastevere: “God bless Italy!”.