Introduzione
Martedì 14 luglio, Canale 5 propone in prima serata il dramma diretto da Bora Egemen con protagonista Kıvanç Tatlıtuğ, uno degli attori turchi più amati dal pubblico italiano. Il film racconta la storia di Ali, un pescatore rimasto vedovo, e del suo tentativo di costruire un ponte verso il figlio Efe, un bambino chiuso nel proprio mondo, che troverà nella musica una via per comunicare
Quello che devi sapere
Dove vederlo
Martedì 14 luglio, su Canale 5, va in onda Mio figlio (titolo originale Hadi Be Oğlum), film drammatico del 2018 diretto da Bora Egemen, visibile anche in diretta streaming e on demand su Mediaset Infinity. Al centro del racconto c'è il legame tra un padre e un figlio "speciale", portato sullo schermo da Kıvanç Tatlıtuğ, volto ormai familiare per gli spettatori italiani grazie alle numerose serie trasmesse dalle reti Mediaset.
La trama
Ali è un giovane pescatore che vive in un villaggio sulla costa e che, dopo la tragica scomparsa della moglie Leyla, ha dedicato tutta la propria esistenza al figlio Efe. Per proteggerlo dal dolore, gli ha sempre raccontato che la madre era una sirena tornata al mare. Efe, però, è diverso dagli altri bambini: affetto da un disturbo della comunicazione, non ride, non gioca, non guarda mai nessuno negli occhi e, dopo un ricovero in ospedale seguito a uno svenimento, smette del tutto di parlare. Il desiderio più grande di Ali è uno solo: avere la certezza che suo figlio lo capisca. Per questo l'uomo tenta ogni strada pur di creare un legame con lui, scontrandosi con silenzi e mancate risposte che mettono a dura prova la sua tenacia, senza mai spegnerne la speranza.
La svolta
Il punto di svolta arriva quando Efe scopre la musica. Davanti a un pianoforte, il bambino trova per la prima volta un modo per esprimere ciò che le parole non riescono a dire: è l'inizio di un percorso che permetterà ad Ali di comunicare finalmente con il figlio e di accompagnarlo nella crescita. Il film affronta così, attraverso una vicenda intima, il tema dell'autismo e dei disturbi della comunicazione, raccontando le difficoltà quotidiane di un genitore solo ma anche la possibilità di una felicità nuova, costruita su linguaggi alternativi. Una storia di amore, sacrificio e speranza che invita a riflettere su quanti modi diversi esistano di percepire il mondo ed entrare in contatto con gli altri.
Il cast
Accanto a Kıvanç Tatlıtuğ, che interpreta Ali, il cast schiera il giovane Alihan Türkdemir nei panni di Efe: nato a Istanbul nel 2009, l'attore ha esordito da bambino negli spot pubblicitari ed è noto in Italia per il ruolo di Bulut nella serie Bitter Sweet - Ingredienti d'amore. Büşra Develi è Leyla, la madre di Efe, mentre completano l'ensemble Feridun Düzağaç, Yücel Erten, Yıldız Kültür, Sezai Aydın e Cem Zeynel Kılıç. Prodotto da Fırat Parlak e Koray Şahin, il film è stato girato principalmente nella pittoresca cittadina costiera di Kaş, nella provincia di Antalya, con una baia incontaminata scelta come location principale per amplificare, con la sua bellezza naturale, l'intensità emotiva del racconto. In patria la pellicola è stata accolta come uno dei titoli drammatici più riusciti del 2018.
Chi è Kıvanç Tatlıtuğ
Nato ad Adana il 27 ottobre 1983, di origini albanesi e bosniache, Tatlıtuğ ha iniziato la carriera come modello, vincendo nel 2001 il titolo di Best Model of the World. La popolarità televisiva è arrivata con il ruolo di Mehmet nella serie Gümüş, seguito dai personaggi che lo hanno reso celebre anche in Italia: Kurt Seyit ne La ragazza e l'ufficiale, Cesur in Brave and Beautiful e, più di recente, Aslan Soykan in The Family. Sul fronte privato, l'attore è sposato dal 2016 con la stilista Başak Dizer, dalla quale nel 2022 ha avuto il primo figlio, Kurt Efe.