È andato tutto bene, trama e cast del film con Sophie Marceau stasera in tv

Cinema

Introduzione

Martedì 14 luglio, Rai 3 propone in prima serata il film diretto da François Ozon e presentato in concorso al Festival di Cannes 2021. Tratto dal libro autobiografico di Emmanuèle Bernheim, il dramma affronta il tema del fine vita attraverso la storia di una figlia a cui il padre, colpito da un grave ictus, rivolge una richiesta estrema

Quello che devi sapere

Un tema delicato

Martedì 14 luglio, Rai 3 trasmette in prima serata alle È andato tutto bene (Tout s'est bien passé), film del 2021 diretto da François Ozon. Presentata in concorso al Festival di Cannes e arrivata nelle sale italiane a gennaio 2022, la pellicola affronta uno dei temi più delicati della contemporaneità - il suicidio medicalmente assistito e il diritto all'autodeterminazione - scegliendo però la strada del racconto intimo e familiare, lontano da ogni intento ideologico. Il film sarà disponibile anche in streaming su RaiPlay.

La trama

Emmanuèle Bernheim è una scrittrice parigina affermata, appagata dalla propria vita professionale e personale. Tutto cambia con una telefonata: il padre André, 85 anni, è stato colpito da un ictus che lo ha lasciato gravemente debilitato e semiparalizzato. Uomo colto, carismatico e anticonformista, gran borghese e collezionista d'arte, André ha attraversato l'esistenza con curiosità e uno smisurato amore per la vita: proprio per questo non accetta l'idea di trascorrere gli anni che gli restano in una condizione di totale dipendenza. Alla figlia rivolge così una richiesta tanto dolorosa quanto inaspettata: aiutarlo a porre fine ai propri giorni in modo dignitoso, in una clinica svizzera. Per Emmanuèle e per la sorella Pascale comincia un percorso lacerante, sospeso tra il senso del dovere filiale, il rancore per un padre difficile e l'amore che, nonostante tutto, le lega a lui.

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Una storia vera

Il film è l'adattamento dell'omonimo libro autobiografico pubblicato nel 2013 da Emmanuèle Bernheim, scrittrice e sceneggiatrice francese scomparsa nel 2017, che raccontò la propria esperienza personale dopo la richiesta ricevuta dal padre. Bernheim non era un'autrice qualsiasi per Ozon: i due erano legati da una lunga amicizia e da una collaborazione professionale iniziata ai tempi di Sotto la sabbia e proseguita in diversi altri progetti. È stato proprio il desiderio di tornare accanto all'amica scomparsa, ha raccontato il regista, a spingerlo a trasformare quelle pagine in un film, una volta trovato il tempo necessario per metabolizzare una materia così personale.

 

Il cast

A prestare il volto a Emmanuèle è Sophie Marceau, al primo lavoro con Ozon dopo anni di progetti sfiorati e mai concretizzati: la sua è una prova di grande intensità, capace di restituire il turbine di emozioni contrastanti di una figlia messa di fronte alla richiesta estrema di un genitore. André Dussollier interpreta André Bernheim, dando vita - anche grazie a protesi che ne trasformano il volto - a un personaggio spiazzante, capace di divertire e infastidire allo stesso tempo. Completano il cast Géraldine Pailhas nel ruolo della sorella Pascale, Charlotte Rampling in quello di Claude, Hanna Schygulla, Éric Caravaca e Grégory Gadebois.

 

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Lo sguardo di Ozon

Maestro nell'esplorare le norme sociali e le disfunzioni familiari, Ozon sceglie un approccio misurato, che alterna momenti di forte impatto emotivo ad altri più leggeri e persino ironici. Il risultato è un'opera che non offre risposte semplici né vuole trasformarsi in un manifesto: al centro restano la complessità dei rapporti familiari e la convivenza, dentro la stessa relazione, di affetto, fragilità, rabbia e senso del dovere. Un dramma che procede, come è stato notato dalla critica, con un ritmo quasi da film d'azione, senza mai indulgere nel patetismo.

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