Introduzione
Un racconto di formazione ambientato alla fine degli anni Novanta torna al centro della scena cinematografica europea con un’opera che intreccia memoria personale, linguaggio visivo e osservazione dell’età infantile: il film è Le bambine, da oggi (giovedì 11 giugno 2026) al cinema.
Diretto da Valentina Bertani e Nicole Bertani, si presenta come un progetto a quattro mani che rielabora un immaginario condiviso, trasformandolo in una narrazione dal forte impianto drammatico e dalla spiccata identità estetica. Realizzato tra Italia, Svizzera e Francia nel 2025, con una durata complessiva di 105 minuti, il film arriverà nelle sale italiane giovedì 11 giugno 2026 con distribuzione Adler Entertainment.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere sul film Le bambine.
Quello che devi sapere
La storia: un’estate di crescita nella provincia degli anni ’90
La vicenda del film Le bambine si colloca nell’estate del 1997, in una Ferrara residenziale sospesa in una quiete quasi sonnacchiosa. Al centro del racconto c’è Linda, una bambina di otto anni che si trasferisce insieme alla madre Eva dopo aver lasciato la casa della facoltosa nonna in Svizzera. Questo passaggio segna per lei l’ingresso in un contesto completamente nuovo, meno protetto e più disordinato rispetto al passato recente.
Nel nuovo ambiente, Linda entra in contatto con Azzurra e Marta, due sorelle che vivono una quotidianità segnata da una certa trascuratezza familiare. La madre è divisa tra il lavoro come infermiera e la passione per la creazione di bambole, mentre il padre rimane una figura distante e poco presente. A bilanciare le loro giornate intervengono un cane fedele e Carlino, un babysitter queer che si occupa delle bambine.
L’arrivo di Linda modifica gli equilibri esistenti: le tre bambine, insieme, danno vita a un piccolo gruppo affiatato che attraversa il quartiere in un movimento continuo, esplorando spazi, relazioni e prime consapevolezze. L’infanzia viene così raccontata come un territorio in espansione, fatto di scoperte e trasformazioni, fino al confine incerto tra gioco e crescita.
Cast e personaggi: un mosaico di presenze infantili e adulte
Il film Le bambine costruisce il proprio universo attraverso un insieme corale di personaggi che gravitano attorno alle protagoniste. Linda è interpretata da Mia Ferricelli, mentre le sue nuove amiche Azzurra e Marta sono rispettivamente portate in scena da Agnese Scazza e Petra Scheggia.
Nel contesto familiare e sociale che circonda le bambine emergono figure adulte e secondarie, tra cui Clara Tramontano e Matteo Martari, oltre a una serie di interpreti che contribuiscono a delineare il tessuto corale della narrazione. Tra questi figurano anche personaggi come Carlino, la nonna, il padre, la madre dei gemelli e altri comprimari che popolano il quartiere e definiscono il contesto umano della storia.
L’insieme del cast si muove dentro una struttura narrativa che privilegia lo sguardo infantile, restituendo la complessità delle relazioni adulte attraverso una percezione filtrata e frammentata.
Produzione e impostazione creativa: un progetto a quattro mani
Il film Le bambine nasce dalla collaborazione diretta tra le sorelle Bertani, che firmano insieme la regia e condividono anche la scrittura della sceneggiatura con Maria Sole Limodio. L’impianto produttivo si colloca in una dimensione internazionale, coinvolgendo Italia, Svizzera e Francia, a conferma di una vocazione europea del progetto.
La scelta della co-regia rappresenta un elemento centrale dell’opera, che si costruisce anche attraverso un lavoro di rielaborazione dell’infanzia vissuta e condivisa dalle due autrici. Il risultato è un racconto che non si limita a osservare il passato, ma lo reinventa attraverso una prospettiva stilistica intensamente personale.
Aspetti tecnici e linguaggio visivo: tra memoria e estetica Y2K
Sul piano formale, il film Le bambine si distingue per un approccio ipercinetico che accompagna la narrazione dall’inizio alla fine. L’impianto visivo rielabora l’immaginario della fine degli anni Novanta con un’attenzione particolare all’estetica cosiddetta Y2K, declinata però in una dimensione provinciale e padana, lontana dalle rappresentazioni più patinate e globalizzate di quel periodo.
La messa in scena alterna dinamismo e costruzione atmosferica, restituendo un senso di movimento costante che riflette la percezione infantile del mondo. L’attenzione al dettaglio e la ricostruzione ambientale contribuiscono a definire un universo coerente, in cui la dimensione del ricordo si intreccia con una ricerca stilistica evidente.
Gli anni Novanta all'ennesima potenza
Il film Le bambine si inserisce in un contesto culturale in cui il recupero estetico degli anni Novanta è già ampiamente diffuso e, in molti casi, soggetto a una progressiva saturazione. In questo scenario, l’opera delle sorelle Bertani si distingue per un approccio che non si limita alla citazione nostalgica, ma tenta una rielaborazione personale e disallineata del periodo.
La sua forza risiede nella capacità di trasformare materiali autobiografici e immaginari condivisi in un racconto che combina energia visiva e riflessione sull’età di passaggio, pur mantenendo una forte coerenza stilistica.