El ser querido, trama e cast del film con Javier Bardem in concorso al Festival di Cannes

Cinema

Camilla Sernagiotto

Immagini: a sinistra, locandina del film; a destra, una scena del film (credits: WebPhoto)

Introduzione

El ser querido si impone nel panorama cinematografico del 2026 come una delle produzioni più significative dell’anno, segnando il ritorno dietro la macchina da presa di Rodrigo Sorogoyen, che firma anche la sceneggiatura insieme a Isabel Peña. Un film che in queste ore è tra i grandi protagonisti della settima arte, in concorso al Festival di Cannes 2026 e tra i grandi favoriti per la Palma d'Oro. 

 

Realizzato tra Spagna e Francia, il lungometraggio si presenta come un intenso dramma familiare e artistico, capace di intrecciare riflessione metacinematografica e profonda esplorazione emotiva. Con Javier Bardem e Victoria Luengo al centro della narrazione, l’opera affronta il complesso rapporto tra un padre e una figlia separati da anni di silenzi, trasformando il set cinematografico in uno spazio di resa dei conti personale e professionale.

 

Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere sul film El ser querido, dalla trama al cast. Nel frattempo potete guardare il trailer ufficiale della pellicola nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo. 

Quello che devi sapere

La trama: un incontro familiare dentro il set cinematografico

La vicenda narrata dal film El ser querido prende forma quando Esteban Martínez, regista affermato, e sua figlia Emilia, attrice dal percorso professionale incerto, si ritrovano dopo molti anni di distanza. L’occasione è il set del nuovo film di Esteban, Desierto, ambientato nel Sahara spagnolo degli anni Trenta e girato tra le distese di Fuerteventura.

 

Il ritorno reciproco nella vita dell’altro non si limita a una semplice collaborazione lavorativa, ma riattiva dinamiche sospese e fragilità mai davvero affrontate. Il set diventa progressivamente uno spazio di confronto, in cui la dimensione professionale si intreccia a quella privata senza soluzione di continuità, facendo emergere tensioni profonde e non risolte.

Produzione e lavorazione tra Spagna e Francia

Le riprese del film El ser querido sono iniziate nel febbraio 2025 e si sono svolte tra Fuerteventura e Madrid. Tra gli elementi distintivi della lavorazione figura una lunga sequenza iniziale, un pianosequenza di 18 minuti che mette in scena il primo incontro tra i protagonisti e che è stata girata già nel primo giorno di riprese.

 

La produzione coinvolge Caballo Films, Movistar Plus+ e Le Pacte, con Nacho Lavilla ed Eduardo Villanueva nel ruolo di produttori, e Clara Lago e Javier Bardem come produttori esecutivi. Sul piano tecnico, il film si avvale della fotografia di Álex de Pablo, del montaggio di Alberto del Campo e delle musiche composte da Olivier Arson, mentre scenografia, costumi e trucco sono affidati rispettivamente a José Tirado, Saioa Lara e Irene Pedrosa.

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Lancio promozionale e percorso festivaliero

La prima fase promozionale del film El ser querido si è aperta il 9 aprile 2026 con la diffusione online del teaser trailer. La pellicola è stata successivamente selezionata per la competizione ufficiale del 79º Festival di Cannes, dove è stata presentata in anteprima nel maggio 2026, entrando in corsa per la Palma d’oro.

L’uscita nelle sale cinematografiche spagnole è stata fissata per il 26 agosto 2026, segnando il completamento del percorso distributivo dopo il passaggio festivaliero.

Il cast e le interpretazioni

Il ruolo principale del film El ser querido, quello di Esteban Martínez, è affidato a Javier Bardem, mentre Victoria Luengo interpreta Emilia Martínez. Accanto a loro compaiono Raúl Arévalo, Marina Foïs, Mourad Ouani, Raúl Prieto, Melina Matthews, Laura Birn, Núria Prims, Pablo Gómez-Pando e Malena Villa.

 

Le interpretazioni dei due protagonisti sono state indicate come elementi centrali dell’opera, con particolare attenzione alla loro capacità di restituire la complessità emotiva delle rispettive figure senza ricorrere a soluzioni dichiarative, ma attraverso una recitazione costruita su sottili tensioni interne.

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Ricezione critica e impianto tematico

La critica ha sottolineato la forte intensità emotiva del film El ser querido e la scrittura di Sorogoyen e Peña, descritta come realistica e profondamente fluida. La regia concentra lo sguardo su dettagli minimi ma significativi, privilegiando gesti e silenzi rispetto all’esposizione diretta dei sentimenti.

Il risultato è un’opera che lavora sulla sottile interazione tra ciò che appartiene alla finzione cinematografica e ciò che appartiene alla vita reale, fino a rendere progressivamente indistinguibile il confine tra i due piani narrativi.

Il passaggio a Cannes e il dibattito pubblico

Durante il Festival di Cannes 2026, il film El ser querido ha ottenuto una forte attenzione, culminata in una lunga ovazione per Javier Bardem al termine della proiezione ufficiale, durata 7 minuti.

Nel contesto della conferenza stampa, l’attore ha affrontato anche temi di natura politica e sociale, tra cui la blacklist hollywoodiana legata alle prese di posizione sul genocidio di Gaza e il ruolo dei media contemporanei nella costruzione dell’informazione. Bardem ha espresso preoccupazioni sulla concentrazione del potere informativo e sull’influenza dei social network, sottolineando il rischio di una progressiva radicalizzazione del dibattito pubblico.

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Una riflessione sulla mascolinità

Tra i temi affrontati dall’attore protagonista di El ser querido, l'amatissimo Javier Bardem, emerge anche una riflessione sulla mascolinità tossica, collegata sia alla costruzione del personaggio interpretato sia a dinamiche culturali più ampie. In questo quadro, il film si inserisce come osservazione critica delle relazioni familiari e delle strutture sociali che le influenzano, senza però trasformarsi in un’opera esplicitamente didascalica.

El ser querido si configura così come un dramma intenso e stratificato, in cui il linguaggio cinematografico diventa strumento per indagare relazioni spezzate e possibilità di confronto. Senza svelare gli sviluppi più delicati della storia, il film si distingue per la sua capacità di costruire tensione emotiva attraverso il non detto, trasformando un incontro familiare in un dispositivo narrativo complesso e profondamente cinematografico.

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