Introduzione
Dopo il grande riscontro ottenuto nelle sale italiane e il prestigioso passaggio all’82esima Mostra del cinema di Venezia, il film di Paolo Sorrentino La grazia approda su Netflix (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick), portando sulla piattaforma uno dei titoli più discussi e apprezzati del recente cinema italiano.
Sorrentino torna a collaborare con Toni Servillo per la settima volta, costruendo un’opera di forte impatto etico e narrativo, capace di intrecciare riflessione politica, tormento personale e interrogativi universali. Con un racconto elegante e profondo, il regista napoletano propone una storia che affronta temi complessi senza rinunciare alla propria cifra stilistica.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere sulla pellicola La grazia, dalla trama al cast. Nel frattempo, potete guardare il trailer ufficiale del film del video che trovate in alto, in testa a questo articolo.
Quello che devi sapere
La trama: il peso della coscienza nelle stanze del potere
Al centro del film La grazia si trova Mariano De Santis, Presidente della Repubblica Italiana, uomo di grande rigore morale, giurista autorevole e figura pubblica conosciuta per la sua fermezza. Vedovo e cattolico, De Santis affronta gli ultimi sei mesi del proprio mandato, il semestre bianco, in un clima fatto di protocollo, responsabilità istituzionali e profonde inquietudini personali.
Quando sulla sua scrivania arrivano tre decisioni di straordinaria delicatezza — due richieste di grazia riguardanti condannati per omicidio e la promulgazione di una legge sul fine vita — il Presidente si ritrova immerso in un percorso interiore complesso, dove diritto, morale e memoria personale si sovrappongono. Paolo Sorrentino costruisce così una narrazione che riflette sull’etica pubblica e privata, evitando soluzioni semplici e accompagnando il protagonista in una profonda crisi di coscienza.
Il cast: Toni Servillo guida un ensemble di grande spessore
Toni Servillo interpreta Mariano De Santis, protagonista del film La grazia, con una prova intensa e stratificata, restituendo al personaggio una dimensione che unisce austerità istituzionale e fragilità umana. La sua interpretazione, premiata con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Venezia 2025, rappresenta uno dei punti più alti del film.
Accanto a Toni Servillo, Anna Ferzetti veste i panni di Dorotea, figlia del Presidente e giurista di talento, il cui rapporto con il padre si sviluppa tra sintonia professionale e divergenze ideali. Massimo Venturiello interpreta Ugo Romani, ministro della Giustizia e figura politicamente ambigua, mentre Orlando Cinque dà volto al colonnello Labaro, presenza silenziosa e confidente discreto del Capo dello Stato.
Milvia Marigliano, nel ruolo di Coco Valori, offre uno dei personaggi più sorprendenti dell’opera: critica d’arte carismatica e legata al passato del Presidente, rappresenta una forza narrativa fondamentale nel delicato equilibrio emotivo del racconto.
Paolo Sorrentino: un cinema che torna a interrogare l’etica
Con La grazia, Paolo Sorrentino realizza uno dei suoi progetti più maturi, affrontando direttamente il tema dei dilemmi morali in una società contemporanea spesso segnata da ambiguità etiche. Il regista trae ispirazione da vicende reali e dalla propria formazione culturale, in particolare dalla profonda influenza esercitata dal Decalogo di Kieslowski.
L’opera si inserisce pienamente nella filmografia di Paolo Sorrentino, ma segna anche una parziale evoluzione stilistica. Pur mantenendo l’eleganza visiva e la raffinatezza formale che contraddistinguono il suo cinema, La grazia riduce gli eccessi barocchi per privilegiare una narrazione più sobria e concentrata sulla dimensione morale dei personaggi.
La produzione: tra prestigio festivaliero e successo commerciale
Presentato come film d’apertura all’82esima Mostra del cinema di Venezia il 27 agosto 2025, La grazia ha immediatamente attirato l’attenzione della critica internazionale. L’uscita nelle sale italiane, avvenuta il 15 gennaio 2026, ha confermato l’interesse del pubblico, con oltre 7 milioni di euro di incasso.
Il film rappresenta così un successo sia culturale sia commerciale, consolidando ulteriormente il ruolo di Paolo Sorrentino come uno dei principali autori del panorama cinematografico europeo contemporaneo. L’arrivo su Netflix amplia ora la diffusione dell’opera, rendendola accessibile a un pubblico internazionale ancora più vasto.
Temi e riflessioni: politica, giustizia e fine vita
Uno degli aspetti più rilevanti di La grazia è la sua capacità di affrontare questioni estremamente sensibili come il potere presidenziale, il significato della clemenza, il rapporto tra legge e coscienza e il dibattito sul fine vita.
Paolo Sorrentino utilizza il personaggio di Mariano De Santis per interrogarsi sul ruolo delle istituzioni in un’epoca in cui le scelte morali appaiono sempre più complesse. Il film non propone risposte definitive, ma invita lo spettatore a confrontarsi con la difficoltà del decidere quando ogni opzione comporta un prezzo umano e politico.
Toni Servillo e Paolo Sorrentino: una collaborazione lunga venticinque
La grazia segna il settimo film realizzato insieme da Paolo Sorrentino e Toni Servillo, confermando uno dei sodalizi artistici più importanti del cinema italiano contemporaneo. In venticinque anni di collaborazione, i due artisti hanno costruito un linguaggio comune fondato su profondità psicologica, eleganza narrativa e una continua ricerca sul potere, sull’identità e sulla fragilità umana.
In questo nuovo capitolo, Toni Servillo offre un’interpretazione che sintetizza perfettamente la poetica condivisa con Paolo Sorrentino: un personaggio di straordinaria complessità, capace di incarnare il conflitto tra responsabilità pubblica e tormento interiore.
Un’opera destinata a lasciare il segno
Con La grazia, Paolo Sorrentino firma un film che unisce introspezione, riflessione politica e rigore narrativo, proponendo una delle sue opere più meditate e incisive.
L’approdo su Netflix segna una nuova fase per un titolo che ha già lasciato una traccia significativa nel panorama cinematografico italiano, offrendo ora a un pubblico più ampio la possibilità di confrontarsi con una storia che pone domande profonde sul significato della responsabilità, della giustizia e della coscienza individuale.